A volte ritornano? Sì… ecco il gran rientro dell’Uomo dei Misteri Gianpaolo Saccomano

A volte ritornano? Sì… ecco il gran rientro dell’Uomo dei Misteri Gianpaolo Saccomano

Regista, esperto appassionato e studioso di Criminologia, Mistery, Ufo, scrittore, editorialista, opinionista, autore, critico e sceneggiatore, Gianpaolo Saccomano è queste e tante altre cose. E con lui, volentieri, siamo tornati a scambiare due chiacchiere…   

 

E’ da qualche mese che non abbiamo tue notizie, aggiornaci … come vanno i tuoi progetti?

Prima di tutto il mio saluto a te e a tutti i lettori di Sussurrandom. In realtà avevo già deciso di prendermi un po’ di tempo e dedicarmi soprattutto alle sceneggiature, inoltre ho avuto qualche problemino di salute. Ho anche temporaneamente abbandonato il nostro appuntamento settimanale con SussurCrime perché i casi di cui ci occupavamo avevano necessità di aggiornamenti continui e ciò comportava molto tempo da dedicare a loro e la difficoltà di raggruppare, in quella manciata di minuti, molti dettagli importanti. Inoltre il cold crime è diventato è qualcosa di troppo sfruttato e mal gestito nel web: ci si avventurano, con esiti molto discutibili, soprattutto criminologi e influencer improvvisati.

Quali sono dunque i risultati di questi ultimi mesi?

Come avrai constatato è appena stato pubblicato su youtube il trailer ufficiale “House of Usher” https://www.youtube.com/watch?v=2UfRghbCDw8    secondo episodio del mio film dedicato ad Edgar Allan Poe (Do you like Poe?) di cui con la preziosa collaborazione di Valentina Danelli, sto ultimando la postproduzione; abbiamo anche già fissato un mese per la distribuzione al pubblico: il prossimo novembre.

Questo episodio del film è una mia interpretazione, piuttosto fedele, di un racconto macabro molto famoso dello scrittore americano: la caduta di casa Usher. Attenzione però a non confondersi con l’omonimo sceneggiato di Netflix che, peraltro, è ambientato ai giorni nostri. La mia versione è, come nell’originale, ottocentesca e soprattutto rispettosa delle atmosfere macabre e dei disagi psicologici che emergono dai personaggi di Allan Poe.

Si tratta quindi di un horror?

Non del tutto, anche se i brividi non mancheranno e ci sarà un ampio uso degli effetti speciali trucco curati dalla mia nuova collaboratrice Anita Fanti. In realtà manterrà una dimensione leggermente grottesca, tipica della letteratura di Poe e, quindi, più adatta a tutti.

Il film è stato girato anche nella famosa Rocca di Soncino; per me un grande riconoscimento, dato che fino ad ora ci aveva girato solo Ladyhawke ed il grande Ermanno Olmi! Gli interpreti anche questa volta sono gli attori Antonino Patti, Mario Carotti e Lole Boccasasso ed altri appartenenti alla troupe della Villa & Danelli production, mia importante partner produttiva… inoltre, le musiche originali sono di Alberto Masoni, giovane e talentuoso musicista bergamasco, integrate dall’uso di alcune partiture classiche.

A che pubblico è indirizzato il tuo film “Do you like Poe?”

Credo che lo possano guardare tutti, non ho calcato la mano sullo splatter, anche se non rinuncio a qualche brivido e ad atmosfere un po’ angoscianti. Non dimentichiamo che il primo episodio del film (La maschera della Morte Rossa) è una rilettura, in chiave contemporanea, di molte cose spiacevoli (oserei dire criminali…) che ci è toccato vivere durante i mesi della “follia covid”…quindi un film che dovrebbe invitarci a riflettere e, a giudicare dalle reazioni molto positive che ho avuto nelle proiezioni in anteprima di  Cremona e Piacenza, direi che l’obiettivo è stato raggiunto.

Visti gli innumerevoli premi (finora 40) ottenuti dal tuo precedente film cult, Nero Fiorentino, penso che parteciperai anche con questo tuo progetto su Poe a diversi Festival internazionali, no?!

Esatto. Anche il trailer stesso è già iscritto ad alcuni festival a cui sono stato invitato. Non credo che questo film possa bissare il successo di Nero Fiorentino, ma basterebbe distinguermi, in maniera originale, dalla quantità di film che sono stati già girati tratti dai racconti di Edgar Allan Poe.

Hai fatto cenno anche a delle sceneggiature cui stai lavorando: puoi darci qualche anteprima?

In effetti sono più d’una e argomenti piuttosto diversi da i miei soliti generi. E’ in avanzata fase di  sceneggiatura una serie tv storica, ambientata ai tempi di Napoleone e poi un thriller, Nyctofobia, molto vicino ad Hitchcock e a Dario Argento, basato sulle fobie di cui soffrono i personaggi principali. Comunque la sceneggiatura più importante rimane quella sull’ epopea dell’eroe sumero Gilgamesh, il cui soggetto ha già vinto diversi premi. Un progetto quasi kolossal, difficilmente affrontabile dalla nostra industria cinematografica e destinato soprattutto alle produzioni orientali… non dimentichiamoci che Bollywood e la produzione del cinema indiano raggiunge livelli e quotazioni ormai vicini all’industria hollywoodiana.

Che fine ha fatto il tuo progetto “La strega di Baratti” che attendiamo ormai da più di due anni?

Superati ormai definitivamente alcuni disaccordi produttivi, Spazio Tesla lo sta post producendo con la mia supervisione. Rimane un’opera molto impegnativa che è stata ritardata soprattutto dai lockdown covid, ma che, sono certo, vi riserverà sorprese ed emozioni una volta definitivamente ultimata

Per finire, una domanda che non manca mai: a che punto sono le indagini sul caso del Mostro di Firenze?

Purtroppo ad un punto morto, poiché le ultime analisi delle procure fiorentine non hanno portato alcuna novità degna di nota. Il sospettato principale, il famoso mercenario fiorentino, è, nel frattempo deceduto, e delle famose foto contenute nel rullino dei francesi (delitto degli Scopeti) non si sa più niente! Si suppone siano andate irrimediabilmente perse o distrutte come molti di quei reperti che, ai giorni nostri e con le nuove tecniche di indagine, forse avrebbero potuto dirci qualcosa di più…

Le mie convinzioni sul Mostro di Firenze le metto talvolta in discussione e sollevano così tanti dubbi da farmi pensare che l’ipotesi di più mostri possa forse avere riscontro per qualcuno dei delitti. L’amico e collega criminologo Diego Terranova ha poi recentemente proposto l’utilizzo di una metodica scientifica chiamata genealogia genetica e una delle componenti la commissione parlamentare sul caso, la deputata Stefania Ascari, ha suggerito di tenerla in considerazione in una specifica interrogazione parlamentare. Chissà che da questa tecnica non possa derivare qualche nuovo elemento di prova per il caso in questione…

stefano mauri

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