Agazzi e il tribunale, che scarsa lungimiranza e che danni irreparabili

Agazzi e il tribunale, che scarsa lungimiranza e che danni irreparabili

Riceviamo e pubblichiamo

Gentilissimo Direttore,

non Le nego che, quando ho letto le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dal Procuratore della Repubblica di Cremona Dottor Roberto di  Martino, ho avuto un sussulto: “Se prima eravamo in ginocchio, adesso mi vien da dire ‘sotto terra’; “moltiplico i pani e i pesci”; “l’ufficio gip era già in condizioni disastrate”…

Non ho potuto fare a meno di riandare con la memoria a quella famosa “gita a Roma” – così, da più parti, fu dispregiativamente definita -, di cui fui l’organizzatore, e che vide una delegazione di sette amministratori e politici del territorio cremasco incontrare l’allora Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri: oltre al sottoscritto, il Sindaco di Crema Bonaldi, quello di Spino d’Adda Riccaboni, quello di Bagnolo Cremasco Aiolfi, le Parlamentari Fontana e Comaroli, il Vice-Presidente emerito della Regione Rossoni, il Segretario dell’U.D.C. di Crema Avv. Boschiroli.

La “gita”, invece, aveva una funzione estremamente concreta: avendo appreso del possibile varo di un decreto correttivo, la richiesta era di inserire Crema fra i Tribunali per i quali prevedere una proroga dell’attività giudicante e non solo di quella di…archivio.

Tanto pertinente era che – se non in contemporanea, poco prima che il Sottosegretario Ferri ci ricevesse, alle ore 12.30 – il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, nel corso di un incontro con il Ministro Anna Maria Cancellieri, contrattava e otteneva deroghe per Vigevano e per Voghera, ma non per Crema.

Ebbene, in nostra presenza, il Sottosegretario Ferri volle telefonare al Presidente del Tribunale di Cremona, Dottoressa Ines Marini, avendoGli il sottoscritto fatto visionare un documento, a firma Pio Massa – Presidente facente funzione del Tribunale di Cremona –, i cui contenuti venivano confermati, successivamente, anche dal Presidente in carica, Ines Marini: la richiesta, cioè, da parte del Tribunale accorpante, di una proroga, per problematiche organizzative.

Sarebbe bastato che la Presidente Marini non smentisse se stessa e il proprio predecessore e Crema avrebbe avuto la proroga; invece, ripetutamente incalzata dal Sottosegretario che Le leggeva telefonicamente l’estratto di una relazione in tal senso da Lei redatta, la Presidente assicurò che Cremona era pronta, grazie al poderoso lavoro condotto nei mesi estivi: fu la pietra tombale di ogni possibile proroga e, la sera stessa fu varato il decreto correttivo, non includendo la sede di Crema.

Che cosa voglio dire? Che non solo la politica cremonese – Pizzetti su tutti, come ebbe a sottolineare persino il Parlamentare di SEL Franco Bordo – e, in parte, purtroppo, cremasca, ha voluto l’accorpamento di Crema a Cremona; anche la Magistratura cremonese non si è risparmiata, in tal senso.

Lo stesso Dottor Pierpaolo Beluzzi, con il progetto Digit Smart – guadagnando per altro l’entusiastica adesione…del Sindaco di Crema -, ha aiutato ad archiviare 216 anni di storia del Tribunale di Crema, un Tribunale che – ai vertici nazionali per efficienza – serviva qualcosa come 151.000 cittadini.

Non era prevedibile che, dall’accorpamento, Cremona sarebbe risultata ingolfata? Come lo stesso Procuratore evidenzia, inoltre, era naturale che il personale cremasco, magari alle soglie della pensione, cercasse di avvicinarsi a casa, chiedendo il trasferimento, per esempio a Lodi.

Facendo il verso alle favolette di Esopo mi vien da ricavare, in conclusione, la morale: la scarsa lungimiranza di politici e magistrati può rischiare di produrre danni irreparabili al servizio Giustizia nel nostro territorio. Ma, forse, è un rischio già in atto.

Cordialità.

Antonio Agazzi

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