Agazzi, il Cremasco sta correndo un rischio grande: quello di finire risucchiato nel ‘cantone’ della Val Padana

Agazzi, il Cremasco sta correndo un rischio grande: quello di finire risucchiato nel ‘cantone’ della Val Padana

1) Un’Area Vasta Crema-Lodi pare, infatti, più un sogno che un progetto realistico, essendo – per altro – anche poco ‘vasta’; più praticabile Crema-Lodi come Area Omogenea, incorporata nell’Area Metropolitana di Milano…

2) Il Capo Gruppo di Forza Italia in Regione, Claudio Pedrazzini, – a Crema per un interessante incontro promosso dal Coordinamento cittadino di Forza Italia – fa capire, tuttavia, che, con tale ipotesi, potrebbe porsi il problema di qualche razionalizzazione e, nel caso, i Lodigiani difenderebbero la Loro ASST, trattandosi, per altro, nel Loro caso, di un intero territorio “ex Provinciale”, che vuole entrare nell’Area Metropolitana di Milano, diversamente dal solo, titubante Cremasco.

3) Se non è un’opinione personale di Pedrazzini – ma non mi è parso – Lodi è già virtualmente nell’Area Metropolitana: non vedo, quindi, molto realismo in chi vagheggia un’Area Vasta Crema-Lodi o MN-CR-LO; per converso, vedo Cremona e Mantova ben saldate tra Loro e concentrate sulle proprie infrastrutture.

4) A meno di sviluppi che smentiscano il Capo Gruppo di FI in Regione – il Lodigiano che scegliesse Crema, non entrando nell’Area Metropolitana, con la Regione ad autorizzare un “cantone” così piccolo – il Cremasco dovrà scegliere tra la “Provincia del Po e del Mincio” e l’ingresso con Lodi nell’Area Metropolitana.

5) Rifletto su questo scenario estremo: io non andrei con Cremona e Mantova! Resterei ancorato al sentimento del popolo cremasco, che sa quanto poco noi si sia omogenei sul piano socio-economico, rispetto a tale prospettiva e, soprattutto, conosce le distanze e lo storico depauperamento di servizi cui siamo stati sottoposti dalla trazione cremonese: non oso pensare se gli investimenti si concentreranno sulla direttrice Cremona-Mantova! Entrerei nell’Area Metropolitana, cercando di portare a casa il completamento della Paullese (tratto LO-MI), di preservare la presenza a Crema dell’Università degli Studi di Milano, rischiando, certo, il ridimensionamento della ASST di Crema (e se fosse questione di tempo anche nella ATS Valpadana?), consapevole delle affinità tra Ospedale di Crema e Ospedale di Lodi e delle minori distanze rispetto a Cremona e convinto che collegarsi alle Istituzioni sanitarie milanesi possa garantire un’eccellenza qualitativa superiore rispetto alla permanenza nella ATS Valpadana. Da non dimenticare l’accenno di Pedrazzini alle maggiori risorse di cui gode l’Area Metropolitana, rispetto alle Aree Vaste e, comunque, il fatto che il Cremasco orbita su Milano (il pendolarismo dei nostri studenti universitari e di tanti lavoratori lo documenta quotidianamente), non certo su Cremona, Mantova o Parma: quella è una direttrice cremonese e casalasca…

Vediamo gli sviluppi dei vari momenti di confronto, i risultati concreti ai tavoli in cui si decide (mi importa poco che sia stata aperta una pagina Facebook di Crema&Lodi, queste sono amenità, non dati politico-amministrativi…) e facciamo la scelta migliore possibile, senza farci stritolare-umiliare, per non aver avuto il coraggio di scegliere strade nuove. Io la penso così.

Antonio Agazzi

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