“L’ultima volta che Carlin Petrini è venuto a trovarci al Gabbiano è stato un sabato a pranzo. Per la precisione: il 6 maggio 2017.
Era già stato da noi qualche anno prima, una sera infrasettimanale, di rientro da un convegno nel Veneto. Più o meno nel 2012 o
2013.
In mezzo, un altro incontro. Questa volta a Brescia, al Museo Santa Giulia, durante la presentazione di un suo libro.
La sua scomparsa, venerdì scorso 22 maggio, è arrivata proprio mentre iniziavano le degustazioni lombarde per la Guida Slow Wine 2027, di cui oggi sono Coordinatore per la Lombardia.
In questi giorni ho letto tantissimi ricordi, aneddoti, testimonianze. E probabilmente non è necessario aggiungere anche i miei.
Una cosa però sento il bisogno di dirla.
Carlin è stato un visionario.
Ha avuto, ha e continuerà ad avere un impatto sulla nostra società che durerà ancora per decenni.
Oggi parlare di sostenibilità, artigianalità, stagionalità, biodiversità, piccoli produttori, territorio, km zero, sembra normale. Quasi scontato.
Ma chi c’era negli anni ’80 e ’90 — e io sono tra questi — sa bene che non era così.
Contavano la velocità. La standardizzazione.
Il prezzo più basso. Il fast food, appunto.
Pensare che oggi, a quarant’anni esatti dalla nascita del movimento Slow Food, esistano intere generazioni che guardano al cibo attraverso i valori che Carlin ha insegnato è rassicurante. Ed è la misura di quanto la sua figura sia stata importante.
Ma soprattutto è bello pensare che senza le sue idee, la sua forza, il suo temperamento, la sua capacità di vedere lontano e anche la sua contagiosa simpatia, io — e moltissimi altri colleghi — forse non faremmo questo mestiere con la stessa passione. Con lo stesso orgoglio. Con lo stesso senso di responsabilità.
Sì.
Nel nostro mondo esisterà sempre un prima e un dopo Carlin Petrini. far parte del “dopo” è un privilegio che mi tengo stretto e mi porto nel cuore.
Buon viaggio Carlin.
Andrea Fontana, Stefania, Elena e tutto lo staff del Gabbiano 1983”.
Così ha postato via social Andrea Fontana, ristoratore di professione nella sua “Trattoria Il Gabbiano” di Corte de’ Cortesi che gestisce con la sua famiglia, degustatore e coordinatore lombardo delle degustazioni per la guida Slow Food.
stefano mauri






