Appello per una benemerenza civica a Borghetti e Galmozzi, dopotutto San Pantaleone era un medico

Appello per una benemerenza civica a Borghetti e Galmozzi, dopotutto San Pantaleone era un medico

Un anno fa oggi in una rovente sala degli Ostaggi venivano consegnate le benemernze civiche ai ragazzi cremaschi del bus dirottato. Paiono passati dei secoli, non un anno. Giugno, estate, caldo. Oggi pare di essere fermi a marzo. Piove e fa freschetto. Ma questo non toglie che tra due giorni è la festa del patrono cremasco. San Pantaleone era un medico e a Crema è celebrato perchè dopo che i cremaschi lo invocarono durante una epidemia di colera questa epidemia cessò.

Perchè questo doppio preambolo? Per dire che abbiamo l’occasione di ringraziare i medici cremaschi che hanno duramente lavorato nel corso di questa pandemia da coronavirus. Sopratutto sarebbe bello assegnare la benemerenza civica legata al nostro patrono a due medici che oltre al loro lavoro hanno svolto anche un altro importantissimo servizio in questi mesi: quello di informarci e spiegarci cosa stava sucedendo.

Sto naturalmente parlando di Maurizio Borghetti ed Attilio Galmozzi. Due amici, due persone che hanno un vissuto comune ma su sponde diverse nel campo politico, due persone che si sono distinte durante questa incredibile storia che è stata (ed è) questa pandemia. Per mesi tutti i giorni i post su Facebook per spiegare cosa stava succedendo, spesso facendo delle ipotesi scentifiche supportate dai fatti locali che poi si sono rivelate corrette a livello nazionale. Un caso su tutti l’ipotesi avanzata gia ad aprile da Borghetti che il virus in qualche modo si stava indebolendo poi rilanciata anche dai giornali nazionale con le parole dei virologhi superstar.

Entrambe in qualche modo finiti sotto i riflettori della stampa nazionale. Ricorderete la denuncia lanciata ad inizio epidemia da Galmozzi attraverso Selvaggia Lucarelli che Crema sarebbe diventata un lazzaretto, oppure le apparizioni di Borghetti sui quitidiani nazionali come Il Giorno. Sussurrandom ha sempre rilanciato giornalmente i post dei due medici cremaschi. Racconti alle volte disperati, alle volte allegri, alle volte preoccupati, sempre veri, su quello che ci stava succedendo con preziosissime indicazioni su cosa fare. Ricordo il post di Attilio su come aveva spiegato il covid al figlio piccolo.

E poi naturalmente dai burdel che ghe la fem, lo slogan lanciato come sostegno emotivo da Maurizio ad inizio epidemia diventato un vero porta fortuna, stampato sulle magliette distribuite a migliaia a tutti i cremaschi per una bellissima raccolta fondi. Insomma mi pare che ci sia tantissimo materiale perchè il nostro sindaco Stefania Bonaldi, a cui va un plauso per la difficile gestione della situazione, decida di assegnare le benemerenze civiche ai due in rappresentanza di tutta la categoria dei medici cremaschi.

emanuele mandelli

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