Il referendum mirava a modificare sette articoli della Costituzione introducendo la separazione delle carriere tra giudici e PM, due Consigli Superiori della Magistratura e una nuova Alta Corte disciplinare. SÌ 46,26% NO 53,74%. Hanno vinto i costituzionalisti, non c’era motivo di cambiamento poiché si è sempre detto che la nostra Costituzione era ed è la più bella nel nostro Paese e molto stimata nel mondo intero. Il guaio è che il governo in carica è composto da forze politiche di destra, che è mai sazia del potere, sicché mira continuamente ad aumentarlo. Fino a rischiare di diventare dittatoriale. Sicuramente di nostalgici del passato fascista ce ne sono e ciò è un pericolo da debellare. Ho seguito tutto il dibattito dopo il risultato fino a sera, c’erano direttori di quotidiani, giornalisti di varie testate, politici già notoriamente schierati. Evito di riassumere commenti scontati. Giorgia Meloni, presidente del governo in carica, ha rilasciato una dichiarazione in cui, obtorto collo, ammette la sconfitta (vorrei crederlo!), come si può negare fatti evidenti, forti e chiari. Ha proseguito sostenendo che loro andranno avanti fino alla scadenza, lavorando sempre bene per l’interesse degli italiani. La smentita è venuta dalle urne, così che si rifaranno alla nuova consultazione, presumibilmente

del 2027. Con spavalda sicurezza, naturalmente da vincente. Persino nel calcio non si osano simili pronostici, perché non si può dire “gol” prima di vederlo nel sacco, ovvero in porta. Un po’ di prudenza non guasterebbe mai, per fortuna un’ondata di giovinezza, nella circostanza, ha messo uno stop all’astensionismo. Nei giorni successivi si sono verificate le dimissioni di Giusi Bartolozzi e di Andrea Delmastro. Tardivamente anche la ministra del turismo Daniela Santanchè, che comunque si ritiene “immacolata” . Non ho facoltà per giudicare ed emettere sentenze, ciò spetta ai tribunali, senza dimenticare che le accuse risalgono a tempo indietro.

Potrei dirle: “sono affari tuoi” . Noi, cittadini qualunque, possiamo aspettare l’esito finale dai legali. Per pari opportunità faccio un appunto anche per i NO. Esultare per un successo è consentito, purché con moderazione. C’è tempo per meditare e riflettere, ma accettando i confronti e ragionando insieme per trovare la soluzione migliore. Ciò, ovviamente, quando ci sarà il resoconto della nuova consultazione, per non commettere l’errore degli sconfitti di oggi. Mai come in questa circostanza elettorale due proverbi calzano a pennello: 1) “è inutile piangere sul latte versato” , 2) “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”. Questa la lezione che si deve imparare con saggezza. Chi ha orecchie per intendere…intenda. Sono convinto che certe baggianate, sentite in casa del SÌ, sono state controproducenti.

“In caso di vittoria del NOi magistrati metteranno in libertà mafiosi, stupratori e pedofili” . Assurdità inventate di sana pianta.

Beppe Torresani

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