Bicentenario della nascita di Giovanni Bottesini: le iniziative in programmazione

Bicentenario della nascita di Giovanni Bottesini: le iniziative in programmazione

Il 2021 è l’anno del Bicentenario della nascita del contrabbassista Giovanni Bottesini, ricorrenza che Crema si prepara a celebrare e festeggiare promuovendo e sostenendo una programmazione strutturata e ricca di appuntamenti che esalterà questa talentuosa figura e la tradizione musicale cremasca in Italia ed all’estero proponendo una serie di iniziative che permettano di conoscere Bottesini a 360 gradi, come uomo e come artista.

Comune di Crema, Fondazione Teatro San Domenico e Associazione Musicale Giovanni Bottesini stanno lavorando da tempo alle celebrazioni che, prendendo avvio nella tarda primavera 2021, si concluderanno nella primavera 2022.

 

COMUNE DI CREMA

L’apertura ufficiale delle Celebrazioni è collocata nella seconda metà del mese di giugno 2021 quando la Sindaca Stefania Bonaldi presiederà la cerimonia di conferimento della Cittadinanza Onoraria al Maestro Jader Bignamini in una serata evento accompagnata dal Corpo Bandistico “Giuseppe Verdi” alla presenza del Maestro, delle autorità e della cittadinanza.

A cura dell’Assessorato alla Cultura, sarà edito in collaborazione con Babbomorto Editore Bottesini, virtuoso a tre corde, pubblicazione di pregio a tiratura limitata, omaggio a due rilevanti ricorrenze bottesiniane: il bicentenario della nascita (22 dicembre 1821) e il centocinquantenario della direzione della prima rappresentazione dell’Aida di Verdi al Cairo (il 24 dicembre 1871).

Bottesini, virtuoso a tre corde di Antonio Castronuovo, saggista e traduttore, è una paquette – breve e ben leggibile – in ricordo della figura di Bottesini e al suo contrabbasso.

Babbomorto Editore è un opificio di plaquette d’autore, testi brevi e spensierati, segnati dalla leggibilità e dal sorriso. Conta oggi circa duecento titoli suddivisi in varie collane e tutti esauriti, essendo la tiratura delle singole proposte assai limitata.

L’Amministrazione sta inoltre lavorando all’organizzazione di un incontro (previsto dopo l’estate) in collaborazione con l’Ambasciata Cubana per sottolineare la levatura internazionale di Bottesini, noto e apprezzatissimo in tutto il mondo ed in particolare a Cuba, dove ottenne uno straordinario successo nel 1848 con la rappresentazione della sua prima opera Colón en Cuba (Cristoforo Colombo), al Teatro Nazionale Tacón de La Habana.

 

ASSOCIAZIONE MUSICALE GIOVANNI BOTTESINI

Il 25 luglio l’Associazione Musicale Bottesini nell’ambito del Concorso Lirico Internazionale di Portofino celebrerà Bottesini in apertura del concerto conclusivo, con l’esecuzione dell’ouverture dell’opera Alì Babà di Bottesini affidata all’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova diretta dal Maestro Sesto Quatrini.

Dopo l’estate ci permetterà invece di conoscere più da vicino la vita straordinaria di Bottesini grazie alla pubblicazione di un nuovo libro a cura del Maestro Aldo Salvagno[1] e ad uno spettacolo teatrale inedito a lui dedicato realizzato da Teatro all’Osso, che coinvolgerà bambini e famiglie.

 

Ad ottobre il riflettore sarà acceso sul Bottesini sacro attraverso l’esecuzione in prima assoluta in epoca moderna dell’oratorio The Garden of Olivet, grazie ad una coproduzione tra l’Associazione Bottesini, il Festival i Mondi di Carta e l’Associazione Musicale Culturale Coro Monteverdi di Crema.

 

Novembre sarà il mese per esplorare la musica da camera composta da Bottesini in collaborazione con il gruppo da camera della Fondazione Toscanini di Parma, che eseguirà il Gran Quintetto e il Quartetto n° 3. Con Parma il legame è particolarmente sentito, in quanto Bottesini concluse la sua vita come direttore del Conservatorio di Parma, il quale dedicò la propria cappella cimiteriale proprio al compositore cremasco.

 

Il 22 dicembre verrà destinato a celebrare il Bottesini compositore lirico e direttore d’orchestra, con un concerto lirico che andrà a marcare il rapporto di amicizia e stima tra il cremasco e Giuseppe Verdi.

 

Nella primavera del 2022 sarà la volta dello storico Concorso Internazionale Giovanni Bottesini, sotto la direzione artistica di Enrico Fagone, la direzione generale di Francesco Daniel Donati e la presidenza onoraria di Franco Petracchi, che vedrà riuniti a Crema i migliori giovani talenti del contrabbasso provenienti da tutto il mondo, oltre a mostre, esposizioni di liuteria, masterclass, concerti e molto altro

 

La ricca programmazione curata dall’Associazione Bottesini è resa possibile grazie al sostegno del Comune di Crema e di altri generosi sponsor: della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, la Fondazione Walter Stauffer di Cremona, la Camera di Commercio di Cremona, LGH, COIM, il Rotary Crema, il liutaio Marco Nolli, l’archettaio Marco Pasquino, l’archettaio Adriano Massari, D’Addario, Pirastro e molti altri partner che si stanno gradualmente aggiungendo, spinti dall’obiettivo comune di rendere onore al grande musicista cremasco in occasione di un anniversario tanto importante.

 

FONDAZIONE SAN DOMENICO

Dal 24 al 26 settembre, si terrà la tre giorni musicale Bottesini Reloaded ideata dalla Fondazione San Domenico che, oltre a rappresentare uno snodo delle celebrazioni del Bicentenario, si collega al desiderio di raccogliere l’eredità del “Bottesini Bassofestival”, che si tenne a Crema dal 1998 al 2003, che si proponeva come un festival dedicato a tutti gli strumenti gravi, in cui musica classica, jazz, rock, folk, contemporanea si alternavano e sovrapponevano per abbattere i confini fra generi e per cercare di coinvolgere pubblici eterogenei.

Bottesini Reloaded riprendere l’idea di alcune serate di musica – classica, rock, jazz, contemporanea – “che si lascino ispirare dall’opera di Bottesini”. Innumerevoli nomi di virtuosi strumentisti e di compositori hanno dedicato le proprie riflessioni agli strumenti gravi scarsamente utilizzati in precedenza e per questo aperti alla sperimentazione di nuove, inusitate possibilità espressive. Il contrabbasso, ma anche per esempio strumenti a fiato dal registro grave (clarinetti, sassofoni, tromboni), oppure il basso elettrico, divenuti irrinunciabili nel lavoro di compositori ed interpreti del ‘900 storico, del jazz, delle avanguardie del dopoguerra, nonché di quella grande fetta di rock slegata da logiche di mero mercato.

La Fondazione Teatro San Domenico propone Bottesini Reloaded nell’ottica di una apertura internazionale, già cardine delle edizioni storiche del festival, ripresa oggi della collaborazione col festival francese Mardi Graves – attivo da 26 anni con centro amministrativo a Montpellier- favorendo l’inserimento delle iniziative cremasche nel cartellone di Montpellier.

Di respiro internazionale anche la collaborazione con il festival di jazz e musiche improvvisate italo-francese Una striscia di terra feconda, organizzato a Roma con la collaborazione dell’Ambasciata di Francia e giunto alla sua ventitreesima edizione.

Il festival romano, pur non centrato sulla valorizzazione degli strumenti dal registro grave, ha incidentalmente rivolto le sue attenzioni al contrabbasso durante la sua ultima edizione e la direzione artistica si è mostrata interessata a portare a Crema alcuni dei risultati conseguiti nonché a elaborare e discutere assieme ai curatori cremaschi un progetto originale comune.

 

 

Programma

 

VENERDI’ 24 SETTEMBRE
ore 20.00 – Marco Colonna Quartet: POST COLONIAL BLUES

Marco Colonna, clarinetto basso

Giorgio Tebaldi, trombone

Luca Corrado, chitarra baritono

Cristian Lombardi, percussioni

 

Un inedito concerto di jazz contemporaneo innervato da radici folk e vitalizzato da un’energia non estranea a certo “post-rock” per il nuovissimo quartetto di Marco Colonna, caratterizzato, per altro, dalla presenza di strumenti gravi come il clarinetto basso e il trombone, ma anche da quella – rara e preziosa – della chitarra baritono, di cui Luca Corrado è indiscusso specialista.

“La musica pensata per questo quartetto è una riflessione sul carattere globale e multiforme della matrice pentatonica di molte musiche tradizionali. E su come questa matrice rappresenti una chiave per comprendere le vicinanze tra culture e le possibilità ancora non del tutto sfruttate della loro sinergia”.

Così presenta il suo lavoro Marco Colonna clarinettista e sassofonista romano –  classe 1978 – che un percorso personale ed uno stile unico hanno portato a diventare uno tra i più interessanti musicisti della sua generazione. Dal 2015 il suo nome ha iniziato a comparire nelle classifiche di fine anno dei media, nominato come uno tra i migliori suonatori di strumenti a fiato d’Italia e inserito stabilmente fra i migliori musicisti di Jazz italiani (nel 2019 è al terzo posto della Top Ten della rivista Musica Jazz, dietro nomi storici quali Enrico Rava e Franco D’Andrea).

SABATO 25 SETTEMBRE
ore 10.00/17.00 – L’IMPROVVISAZIONE COME PRATICA CREATIVA: laboratorio di  improvvisazione musicale per musicisti, danzatori, attori

Docenti: Paolo Damiani, Daniele Roccato

 

Coordinato da due dei più importanti esponenti della musica improvvisata internazionale – entrambi anche forti di una pluridecennale esperienza didattica in ambito accademico e non – il laboratorio indagherà a livello pratico diverse modalità e tecniche di improvvisazione e i partecipanti interagiranno fra loro attingendo al proprio bagaglio di provenienza, al di là dei generi e degli stili. Il workshop si propone di sviluppare  le capacità di interplay e di ascolto, facendo leva sulla sensibilità, le conoscenze e le competenze artistiche di ciascuno.

 

ore 17.00 – ALLE ORIGINI DEL SUONOAngelo Contini (didjeridoo, corno tibetano, conchiglie, serpentone)

 

Angelo Contini, noto per la sua attività di “trombonista estremo” – come si autodefinisce – nell’ambito della musica improvvisata, da molto tempo si dedica alla ricerca sul suono attraverso strumenti etnici in qualche modo affini al suo strumento principale. In questo concerto presenterà alcuni strumenti arcaici e antichi “che nel corso dei secoli hanno permesso ai popoli di comunicare tra loro ed esprimere i propri sentimenti scandendo i ritmi quotidiani alla ricerca della spiritualità e benessere interiore”.

Contini rappresenta una delle prime e autentiche voci della scena italiana “free-impro” degli anni ‘70. E’ proprio il possesso di una tecnica estesa ed eterodossa sul trombone acquisita in questo campo – mai usata in senso enciclopedico, ma sempre con grande lirismo fisico – che lo ha portato negli anni ad avviare una personale ricerca attraverso strumenti provenienti da altre culture e esprimenti nuovi significati sonori.

 

ore 20.00 – SEMPRE PIU’ IN BASSO: il “Carré de Basses” invita l’Octobasse 

Carré de Basses, quartetto di contrabbassi dell’Orchestre Nationale de Montpellier

Nicola Moneta, octobasse

Una occasione speciale e imperdibile per ascoltare la serie di trascrizioni di brani classici (ma anche di musiche per il cinema o per la danza) con il “Carré” – storico quartetto francese di contrabbassi con sede a Montpellier e capeggiato dall’infaticabile Jean Ané –  allargato alla prestigiosa e amichevolissima presenza di Nicola Moneta e del suo octobasse, il “contrabbassone” alto 3,85 m. che tanto affascinò Berlioz e la cui silhouette vorremmo fare assurgere a simbolo e immagine del festival.

Il “Carré de Basses” è attivo da venticinque anni e a poco dopo la sua nascita risale la collaborazione con Nicola Moneta, pressoché unico specialista attivo dello strumento e possessore di uno dei quattro soli esemplari di octobasse funzionanti nel mondo, repliche moderne degli unici due originali ottocenteschi custoditi uno al Museo del Conservatorio di Parigi e uno al Musikverein di Vienna.

Doverosa è parsa la riproposizione della formazione a Crema dopo uno storico, divertentissimo concerto tenuto nel 2000 nell’ambito del “Bottesini BassoFestival”: un evento che diede anche avvio al gemellaggio culturale che legò per qualche anno la nostra città al festival transalpino “Mardi Graves”, allora svolgentesi a Béziers. Un legame col passato per guardare al futuro, come si dice in questi casi, dato il valore non certo solamente simbolico di una presenza così légèrement grave nel programma del “Bottesini Reloaded”.

 

DOMENICA 26 SETTEMBRE
ore 11:30 (mercato Austro-Ungarico) – APERITIVO MUSICALE

Angelo Contini (trombone) incontra i partecipanti al Laboratorio di Improvvisazione Musicale

 

ore 17.00 – Paolo Damiani/Daniele Roccato: BOTTESINI LEGACY

Paolo Damiani – contrabbasso

Daniele Roccato – contrabbasso

con

Anais Drago – violino

Mariasole De Pascali – flauti

Tobia Bondesan – sax

Max Trabucco – batteria

Due artisti (e contrabbassisti) fra i più noti della scena internazionale in ambito sia jazzistico che classico-contemporanea, assieme a quattro straordinari e ormai affermati giovani musicisti, danno vita ad un concerto che vuole raccogliere la grande eredità creativa e performativa di Giovanni Bottesini.

Dice Paolo Damiani: ”Bottesini è stato uno straordinario innovatore. Facendo diventare il contrabbasso un’autentica miniera espressiva ci ha insegnato a vedere oltre le apparenze e le etichette. Ci ha insegnato che, simbolicamente, da qualunque luogo possiamo estrarre dei tesori, se solo abbiamo la cura di sgomberare il nostro campo creativo da preconcetti e strutture. Bottesini spesso elaborava temi popolari, come le arie d’opera, con le sue irresistibili soluzioni virtuosistiche. Le diverse versioni dello stesso pezzo, che troviamo sparse nelle varie biblioteche, come pure le testimonianze dirette, ci suggeriscono che fosse anche uno straordinario improvvisatore. Entrambe le prassi sono state successivamente sviluppate dalla cultura jazz. Un approccio filologico alla sua musica è fondamentale, ma credo anche che questo ci porti a raccogliere solo una parte della sua eredità. Se non vogliamo rimanere ad osservare il suo dito ignorando la direzione verso cui esso puntava dobbiamo proseguire nella sfida che la sua straordinaria avventura ci indica.

Il concerto non sarà su musiche di Bottesini, anche se compariranno, più o meno mascherate, diverse citazioni. Sarà piuttosto come raccogliere il testimone e avventurarsi, con fiducia e un po’ di incoscienza, negli spazi sempre nuovi della fantasia”.

 

Paolo Damiani, cui nel 2020 il mensile Musica Jazz ha conferito il « Premio alla carriera », dal 1978 dirige proprie formazioni con cui ha partecipato ai più significativi  festival del mondo, suonando in oltre 1500 concerti. Già direttore del Dipartimento di jazz presso il Conservatorio di Santa Cecilia, è stato direttore dell’ONJ – Orchestra Nazionale Francese di Jazz -, ha fondato e diretto diversi importanti festival internazionali di jazz (“Una striscia di terra feconda” e «Percorsi Jazz» di Roma, «Rumori Mediterranei» di Roccella Jonica, “Atina jazz”) e ricevuto innumerevoli nomine in commissioni ministeriali inerenti la ricerca e la formazione in ambito artistico e musicale.

Daniele Roccato è stato invitato a suonare nelle sale da concerto più prestigiose del mondo. Per lui hanno scritto Gavin Bryars, Ivan Fedele, Hans Werner Henze, Terry Riley, Nicola Sani, Stefano Scodanibbio, Sofia Gubaidulina (“la sua interpretazione mi ha totalmente sconvolta, non ho mai sentito un contrabbasso suonare in questo modo”). Ha scritto le musiche per numerosi spettacoli di danza di Virgilio Sieni e diversi autori di teatro e di cinema, oltre ad avere collaborato con moltissimi artisti di riferimento nel campo della creazione estemporanea e dell’improvvisazione. Titolare della cattedra di contrabbasso presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha tenuto seminari presso i conservatori, le accademie musicali e le universià di Parigi, Berlino, Oslo, Copenhagen, San Francisco, Città del Messico, l’Havana.

 

 

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