Bignamini: “La musica è cibo per l’anima. È bellezza pura e le bande sono risorse”

Bignamini: “La musica è cibo per l’anima. È bellezza pura e le bande sono risorse”

Direttore Associato dell’orchestra sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano, Jader Bignamini, Eccellenza Cremasca da esportazione in questi giorni e, fino al prossimo 20 novembre è impegnatissimo negli Usa precisamente a New York, dove dal prestigioso, unico parco del teatro “The Metropolitan Opera” dirige (e dirigerà) la Madama Butterfly interpretata da un cast eccezionale con protagonisti da mille e una notte quali Hui He, Roberto Aronica, David Bizic, Maria Zifchak, Tony Stevenson e tanti altri pezzi da novanta. Ebbene, col lanciatissimo maestro, (grazie all’intercessione della gentilissima Stefania Gamba), via WhatsApp abbiamo scambiato due chiacchiere. Ah… scopriremo un Bignamini (ex direttore della banda di Ombriano), artista internazionale affermato, inedito e impegnato nel tempo libero con la giovanissima e interessantissima “Junin Band” di Scandolara Ripa d’Oglio.

Come stanno andando le rappresentazioni in terra newyorkese?

Benissimo in alcune serate abbiamo registrato il tutto esaurito. E il “Metropolitani” può ospitare 4000 persone.

Cosa si prova ad esibirsi in un simile contesto?

Atmosfera incredibile pensa che stiamo provando da diversi giorni e tutti, ripeto tutti, pur essendo artisti straordinari e musicisti affermati ecco sono disponibilissimi, umili, appassionati e flessibili. Sì ero eccitato in occasione della prima andata in scena lo scorso giovedì due novembre, del resto l’attesa era tanta. Adesso carico, determinato e al massimo affronterò le ulteriori serate con una carica elettrica: qui si respira un’energia pazzesca.

I tuoi programmi futuri?

La carne al fuoco è parecchia: a dicembre solo per ricordare un appuntamento a Vienna riproporrò la Madama Butterali accompagnato dall’orchestra che, solitamente interpreta il classico e famoso Concerto di Capodanno. Poi altre date tra Italia, Spagna, Bulgaria, di nuovo Stati Uniti, Giappone e un tour nell’America del Sud.

Insomma … sei impegnatissimo e lanciato, ma hai ancora un sogno nel cassetto?

Allora quello che sto vivendo in questi giorni a New York è la realizzazione di un sogno. Ecco mi piacerebbe comunque un giorno dirigere una grande e storica orchestra sinfonica. Ho inoltre realizzato anni fa l’altro mio grande desiderio di esibirmi a Verona all’Arena.

Sei impegnato su due filoni: l’operistico e il sinfonico. In quale repertorio sei per così dire maggiormente a tuo agio…

Per crescere e migliorare come maestro ritengo sia essenziale impegnarsi sui due generi, fronti assolutamente complementari.

Sbaglio o in quel di Scandolara Ripa d’Oglio stai portando avanti un discorso dedicato ai giovani?

Da quelle parti della Bassa dove vivo, seguendo gli input di mia moglie dato che l’idea originale è proprio di Lidia, coordino i lavori nell’ambito del progetto “Junion Band”, una banda aperta a bambini, ragazzi … ma perché no, non chiusa agli adulti, con regolari corsi di musica seguiti da componenti della mia ex banda di Ombriano e da docenti provenienti da varie zone, Milano compresa. Provengo dall’ambiente bandistico e adoro le bande, risorse incredibili, stupende, da tutelare e salvaguardare che tutti i paesi e le città dovrebbero avere. Da tre anni stiamo seguendo questo percorso, i miei figli fanno parte della “Junion”, band che ho a cuore e seguo appena posso perché coi giovani e giovanissimi con cui interagisco ricevo molto. E altrettanto provo a dare poiché la musica è ricchezza, è bellezza è cibo per l’anima indispensabile pure a quanti musicisti non sono.

Stefano Mauri

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