Gentili Consigliere, Egregi Consiglieri, (QUI le slide)
il bilancio di previsione per l’anno 2026 viene posto in discussione nella giornata odierna ed in approvazione in codesta aula consiliare entro il 31/12 dell’anno corrente, nel pieno rispetto delle scadenze normativamente previste. Scadenze che, come noto, se per questo ente rappresentano un impegno che negli anni recenti non è mai stato mancato, risultano essere sovente oggetto di proroghe con decreto ministeriale, su richiesta della stessa ANCI, a motivo delle difficoltà che gli enti locali stabilmente incontrano nel trovare una quadratura entro i tempi prescritti dei propri bilanci, aggrediti da una moltiplicazione delle spese cui far fronte e mortificati, al contrario, da tagli nei trasferimenti statali e dall’assenza di nuovi spazi nella finanza locale.
Si tratta di un risultato che se, ordinariamente, dimostra l’apprezzabile impegno dell’Amministrazione Comunale a creare le condizioni affinché già a partire da gennaio 2026, senza soluzione di continuità, il Comune di Crema possa essere pienamente operativo e responsivo rispetto alla moltitudine di bisogni che è chiamato a soddisfare, saluto con particolare soddisfazione in codesto esercizio finanziario, poiché a dispetto dei recenti avvicendamenti avvenuti tanto nel ruolo dirigenziale quanto tra i collaboratori del settore – che non favoriscono certamente la continuità della gestione – l’Area finanziaria (Programmazione economica, Bilancio e Tributi) guidata dall’Assessore Giuseppe Bellandi è riuscita a garantire stabilità e reattività, consentendo la continuità di carattere amministrativo e contabile delle azioni in corso e, in particolare, degli importanti interventi di investimento in fase di realizzazione.
E’ ormai patrimonio di conoscenza comune quanto sia arduo il compito di mantenere l’equilibrio tra la pressione cui i bilanci degli enti locali sono esposti per il soddisfacimento delle necessità delle comunità ed il reperimento delle coperture finanziarie relative, specialmente in un Comune che vede per diverse ragioni ascendere in particolar modo la spesa sociale, con un’Amministrazione che non intende rinunciare nemmeno parzialmente a dare risposta alle esigenze di cura e presa in carico delle fragilità sottese, ma che al contempo nemmeno è disposta ad indietreggiare sul fronte delle spese di manutenzione ordinaria – ovvero l’altra grande voce di spesa di parte corrente – che, al contrario, negli anni recenti sono state implementate nella logica di un doveroso perseguimento della cura degli spazi pubblici e del decoro, in una città che merita questo tipo di attenzioni per la sua qualità urbana, per il suo ruolo centrale nell’attrattività territoriale. Per la sua storia e la sua gente. Per una comunità che conosce il valore della solidarietà sociale e ne ha fatto una tradizione amministrativa di lungo corso e che, al contempo, ha contezza delle proprie qualità urbane e ne pretende la dovuta cura.
In questo quadro di forte spinta a livello di esigenze cittadine – che ormai stabilmente non lascia spazio alcuno alla leggerezza di pensiero in fase di predisposizione dei bilanci di previsione – risulterà più importante che mai procedere con un monitoraggio attento sull’andamento delle spese, applicando ora a quella fase di espansione delle spese di investimento già perseguita negli scorsi esercizi finanziari i principi di precauzione e di flessibilità nella gestione del bilancio, mirando a traguardare senza scossoni, segnatamente in parte corrente, il 2027. Non certo in quanto anno elettorale per codesto ente, ma per la nota scadenza di circa 2,6 milioni dei BOC, che anzi libererà spazi finanziari oggi fortemente compressi, consegnando alla prossima Amministrazione più ampi margini di manovra.
Ed è altrettanto evidente, in tale contesto, come alcune scelte strategiche compiute nello scorso esercizio finanziario – quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il ritocco della soglia di esenzione dell’addizionale IRPEF, gli interventi di efficientamento energetico per il contenimento delle spese per le utenze, la riparametrazione della spesa sociale nel quadro più ampio del Piano di Zona e l’introduzione dell’imposta di soggiorno – si sono rivelate indispensabili al fine di mantenere oggi qualità e quantità nel livello dei servizi, come da previsioni, a fronte della conferma delle aliquote e dei criteri delle entrate tributarie attualmente in vigore.
Come di consueto, mi piace accompagnare l’esposizione delle iniziative dell’assessorato che si occupa di risorse finanziarie con quello che ha a che fare con un altro tipo di risorse, per molti versi più importante, ovvero le Risorse Umane, cioè quel patrimonio di professionalità e competenze che scelgono di prestare il proprio servizio in favore degli Enti Locali e di trasformare gli indirizzi politico-amministrativi della Giunta Comunale in azioni e progettualità coerenti e di valore.
Nel periodo storico che stiamo vivendo, la professione negli enti locali sconta una generalizzata “crisi vocazionale” in diversi e cruciali settori e ciò genera una conseguente penuria di figure professionali ed un elevato turnover tra enti, di cui si è avuto un plastico esempio nell’Ambito sociale territoriale in riferimento alla figura delle assistenti sociali, conducendo a sperimentare nuovi modelli organizzativi sperimentali a livello dei subambiti sociali. Non si tratta di un problema che interessa particolarmente il Comune di Crema, ma certamente non si è avulsi dal contesto di riferimento e ciò ci impegna nel proseguire quelle iniziative volte al miglioramento del benessere lavorativo, tanto dal punto di vista retributivo, ricorrendo agli spazi normativi concessi alla contrattazione decentrata integrativa, quanto da quello organizzativo, con il mantenimento degli strumenti di conciliazione e flessibilità già introdotti, la definizione di misure di welfare integrativo, nonché attività di formazione volte a riqualificare e migliorare le competenze trasversali, con particolare attenzione alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale. E’ in tal modo – oltre che completando le previsioni assunzionali volte a garantire il raggiungimento del fabbisogno programmato, potenziando le Aree di riferimento – che a dispetto di un contesto generale di scarsa attrattività del lavoro nella Pubblica Amministrazione si mira a rendere il Comune di Crema un luogo in cui poter garantire percorsi di crescita stabili, segnatamente per la nuova generazione che si affaccia a questa professione.
Come noto – e come poc’anzi accennato in riferimento al settore Welfare – il tema del personale e della sua organizzazione, in questi anni che vedono con slancio impegnato il Comune di Crema nell’introduzione di modelli di sviluppo territoriale sempre più intrecciati tra la Città ed il suo Territorio, risulta essere centrale nell’ambito della cosiddetta Governance esterna, del Territorio Cremasco e degli Organismi partecipati. Se la centralizzazione della funzione del SUAP a livello territoriale, posta in capo negli anni scorsi a Consorzio.it anche per quanto concerne il nostro Comune, è l’emblema del processo di integrazione funzionale in corso, ogni Area del Comune di Crema si trova ad essere chiamata, nello svolgimento quotidiano delle proprie attribuzioni, ad allargare il proprio orizzonte di riferimento alla scala territoriale ed a porsi in un quotidiano dialogo con i player di riferimento del Territorio, nella logica di perseguimento di quel progetto di consolidamento istituzionale dell’Area Omogenea che, unitamente allo sviluppo del proprio braccio operativo Consorzio.it, costituisce un modello di governance sovralocale talmente innovativo e virtuoso da essere in fase di riconoscimento come “Comunità di Pianura” da parte di Regione Lombardia e con il pieno sostegno di ANCI. Un modello straordinariamente innovativo di riordino territoriale che si pone lo scopo di favorire la gestione associata dei servizi e che si presenta come un unicum sperimentale a livello nazionale, foriero di benefici per la stessa Città di Crema, che riveste centralità in questo percorso e potrà in seguito agire nel dialogo con gli enti sovraordinati con ancor ulteriore incidenza sul piano istituzionale, nonché come polo attrattore di maggiori risorse e competenze, amplificando la propria capacità progettuale, gestionale e di messa a terra di iniziative di ampio respiro. Tra queste ultime, confermati gli obiettivi già da tempo prefissati a livello di Area Omogenea Cremasca – per i quali si rinvia al proseguo della presente relazione – preme in particolare sottolineare in vista della programmazione 2026 due iniziative strategiche e con un carattere fortemente innovativo: la creazione della Zona di Innovazione e Sviluppo della Cosmesi e l’elaborazione di un documento di indirizzo delle politiche territoriali dell’Area Omogenea Cremasca.
La ZIS della Cosmesi rappresenta l’approdo naturale dell’ampia e forte strategia messa in campo dal Comune di Crema nel corso degli anni recenti per sviluppare ogni strumento utile al rafforzamento del distretto industriale cosmetico cremasco, quale perno del sistema produttivo lombardo ed eccellenza nazionale, nella logica di un Territorio che ha l’ambizione di assurgere, a tendere, ad autentica Cosmetic Valley italiana, ovvero un ecosistema attivo ed innovativo con perno a Crema – ed in particolare tutta l’area ex Olivetti – ed esteso al lodigiano ed al bergamasco, capace di attrarre investimenti e competenze, con una rete pubblico-privata che vede muoversi con dinamismo, ciascuno secondo il proprio ruolo, enti locali, imprese, cluster, istituzioni scolastiche, ITS, Università e centri di competenza. Il positivo dialogo già in corso con Regione Lombardia fonda la ragionevole aspettativa in merito alla possibilità di addivenire a questo importante risultato per lo sviluppo economico del Cremasco, che chiuderà il quadro già composto da qualificanti azioni in ambito formativo (ITS), culturale (Crema Beauty Days) e di Ricerca e Innovazione (Cluster). Ed a proposito del Cluster della Cosmesi, Reindustria sta al momento compiendo la fase conclusiva per la sua costituzione. Anche questo risultato, unitamente alla presenza di altre iniziative poste in capo a tale società in house, fonda la necessità che il confronto in atto tra i soci in merito alle prospettive societarie, segnatamente in ordine ad una possibile ridefinizione dell’assetto delle partecipazioni, preservi il patrimonio di competenze maturato da REI nel corso del tempo.
Per quanto concerne, invece, il secondo macro obiettivo precedentemente citato, ovvero l’elaborazione di un documento di inquadramento delle politiche territoriali dell’Area Omogenea, esso rappresenta la concreta possibilità da un lato di cristallizzare gli obiettivi di sviluppo già definiti dai Sindaci Cremaschi in un documento che sappia approfondirli – coerenziando le azioni già intraprese ed allargando lo sguardo ad ulteriori iniziative – e dall’altro di coordinare ed armonizzare lo sviluppo del territorio cremasco con quanto Crema andrà a definire nell’ambito del nuovo Piano di Governo del Territorio in corso di redazione. Se al momento tale iniziativa è oggetto di confronto preliminare in seno alla Giunta dell’A.O. ed il suo proseguo dovrà essere subordinato all’approvazione dell’Assemblea dei Sindaci, mi piace segnalare tale iniziativa per sottolineare come il processo di rafforzamento dell’Area Omogenea Cremasca non sia un’opera di ingegneria istituzionale fine a sé stessa, ma un percorso che accompagna e irrobustisce la realizzazione degli obiettivi politico-amministrativi del Cremasco unito.
In tema di Pianificazione Territoriale, l’Assessorato guidato dalla Vicesindaco Cinzia Fontana è impegnato nel ridisegno della Città-Territorio, perseguendo una logica di forte interdisciplinarietà di una materia che solo a prima vista attiene esclusivamente all’urbanistica intesa come trasformazione del territorio in senso materiale, incrociando i temi cruciali della demografia e delle evoluzioni sociali, dello sviluppo economico e dell’ambiente.
Compiuto in primo luogo un percorso ricognitivo-conoscitivo in merito allo stato di attuazione del vigente strumento urbanistico, quale necessario punto di partenza di ogni ulteriore evoluzione, all’inizio del 2026 si procederà con un’imprescindibile e convinta azione di partecipazione e confronto con i cittadini, i portatori di interesse, i professionisti e chiaramente le forze consiliari in seno alla competente Commissione, approfondendo i cinque assi strategici della rigenerazione, della tutela, delle connessioni, del dinamismo e della cooperazione.
La rigenerazione rivestirà centralità all’interno della pianificazione del futuro di Crema, non solo in termini di scelta preferenziale per attuare un convinto stop al consumo di suolo attraverso il recupero delle aree dismesse, ma come strategia volta a legare quest’ultimo ad un’ampia programmazione urbana di sviluppo per l’avvenire. Un concetto ben espresso nello slogan “non più ex”, che pone l’accento sulla nuove funzioni, la nuova vita che gli ambiti dismessi cittadini possono assumere, trasformandosi in autentici incubatori di futuro negli ambiti dell’impresa, del welfare, della sanità territoriale, della formazione. Così, pensando alle azioni già in corso, gli ex Stalloni diventano un nuovo, affascinante e funzionale polo di Welfare per la cura delle fragilità, mentre l’ex Tribunale – oggetto di una permuta con Regione Lombardia che si sta burocraticamente perfezionando proprio nelle settimane in corso – viene vocato ad ampliamento del polo sanitario con l’attiguo ospedale cittadino. E l’ex Pierina, in stato di abbandono da diversi decenni, è già diventata il più grande parco pubblico cittadino, che potrà ospitare ulteriori funzioni presso la cascina coerenti con lo sviluppo dell’attiguo polo dell’alta formazione professionalizzante che già ora sta prendendo forma nell’ex Università. Così come, ancora, la ex Grimeca, dopo le demolizioni già avvenute, si appresta a divenire un nuovo insediamento residenziale di qualità, prezioso per un quartiere come San Bernardino che vive dinamiche demografiche di invecchiamento e di conseguente impoverimento dei servizi.
Allo stesso modo il PGT dovrà elaborare strategie per la trasformazione di diversi altri “ex” emblematici, di proprietà privata, rimasti infelice eredità del passato e che devono, al contrario, trovare una lettura attualizzata capace di incentivarne la rifunzionalizzazione.
Se una parola chiave della pianificazione in corso è “rigenerazione”, la seconda è quella di “rete”, evidenziando l’approccio sistemico ed intersettoriale. La rete sovracomunale già ampiamente descritta, ma anche in particolare la rete della mobilità – intesa come le grandi infrastrutture viarie in corso di realizzazione, quale il prolungamento della gronda nord, così come la pianificazione del reticolo sovracomunale ed intercomunale della mobilità dolce e la riqualificazione di via Libero Comune per risolvere l’attuale congestionamento – la rete verde urbana e periurbana come valore da preservare e promuovere in termini di qualità del paesaggio e tutela della biodiversità, nonché di mitigazione delle isole di calore; la rete scolastica, segnatamente superiore, che in una città che ogni giorno ospita 11.500 studenti non può risultare avulsa da un ripensamento di talune collocazioni critiche dei plessi scolastici nel contesto cittadino; ma soprattutto le reti di quartiere e tra i quartieri, nella direzione di una città policentrica, in cui non esistano periferie, ovvero dormitori privi di punti di interesse sociale, ma quartieri ricchi di servizi e relazioni.
Completando la rassegna delle deleghe assegnate alla Vicesindaca, oltre alla prosecuzione dell’impegno nella direzione della digitalizzazione e sburocratizzazione in riferimento all’Edilizia Privata, la delega al Patrimonio, in sinergia con l’Assessorato al Welfare, vedrà concentrare un impegno particolare su una questione cruciale del nostro tempo e centrale per la qualità della vita delle persone: la casa. Le politiche abitative, nell’ambito del PGT, vedranno svolgere un focus attento alle grandi evoluzioni sociodemografiche che stiamo vivendo, talvolta con troppa inconsapevolezza, nonché al mutare dei nuovi bisogni abitativi di famiglie monoreddito e monogenitoriali, lavoratori precari, anziani soli, stranieri, giovani lavoratori e studenti, ovvero di ampie fasce della popolazione che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica, ma al contempo nemmeno la forza economica sufficiente ad affrontare le dinamiche di un mercato immobiliare che divergono rispetto al potere d’acquisto.
Al contempo si proseguirà con il significativo piano di manutenzione straordinaria delle case popolari di proprietà comunale – le quali constano in ristrutturazioni generali e rifacimento delle coperture – ma soprattutto con l’adesione alla misura PNRR per l’efficientamento dell’edilizia residenziale pubblica, la quale ci consentirà di mettere a terra un vasto programma di intervento presso gli alloggi di proprietà comunale, contribuendo in modo decisivo (unitamente alla realizzazione delle Comunità energetiche rinnovabili) al contrasto delle povertà energetiche.
Una città programma il proprio futuro nella profondità temporale della pianificazione territoriale, ma si trasforma e migliora nella concreta quotidianità del lavoro compiuto dall’Assessorato ai Lavori Pubblici e Viabilità che ne dà attuazione. E’ così che la programmazione triennale delle opere pubbliche, unitamente alle progettualità minori (in termini di importo, ma non di significato) affrontate con le risorse stanziate nella parte corrente del bilancio comunale, proseguono le consuete attenzioni alla cura e allo sviluppo del patrimonio comunale, segnatamente per quanto concerne l’edilizia scolastica, l’impiantistica sportiva, la messa in sicurezza e la promozione di una mobilità dolce, nonché di un’accessibilità universale, con l’abbattimento delle barriere architettoniche che è divenuto ormai un’attenzione stabile in termini di risorse allocate per l’adeguamento dell’esistente e di standard progettuale per le nuove opere.
Se lo scorso anno ha evidenziato con una vasta pluralità di interventi che l’attenzione anche alle cosiddette piccole cose, intese come le manutenzioni, rappresenta una delle cifre caratterizzanti dell’azione dell’Assessorato guidato dall’Assessore Giorgio Pagliari, anche il 2026 vedrà confermare questo approccio, importante per una città orgogliosa, attrattiva, storica e che intende fregiarsi del titolo di “Città della Bellezza”.
E’ in tal senso che anche per il prossimo anno si conferma lo stanziamento di 800.000 euro destinati alla manutenzione straordinaria delle strade e dei marciapiedi, concentrando in un triennio quanto in passato si compiva in almeno il doppio del tempo per la cura della rete viaria cittadina. Ma che, al contempo, si darà corso anche al restauro delle porte storiche cittadine, biglietto d’ingresso di un centro urbano sempre più affollato di visitatori e di cittadini, così come alla riqualificazione del primo lotto funzionale di viale Europa, al fine di portare non solo sicurezza stradale, ma Bellezza anche nei quartieri, come ad Ombriano e ai Sabbioni.
Se per viale Europa è in fase di acquisizione il progetto definitivo, restando in ambito di infrastrutture viabilistiche il sottopasso ciclabile di Santa Maria ha raggiunto un equivalente stato di avanzamento progettuale, fondando l’aspettativa di rendere entrambe questi interventi cantieri attivi nel corso del prossimo anno, mentre il prolungamento della c.d. Gronda nord – attuato in sinergia con l’Assessorato alla Pianificazione Territoriale – è in fase di predisposizione del DOCFAP, ovvero di una prodromica analisi tecnica in merito alle possibili alternative progettuali, ma l’Amministrazione intende anticipare uno stralcio funzionale di importanza strategica per la fluidificazione del traffico, quale la realizzazione della rotatoria all’incrocio di via Caravaggio e via Bramante, in luogo dell’attuale impianto semaforico.
Non si potrà poi certo sottrarre attenzione alla riqualificazione del ponte di via Cadorna, sul cui stato di avanzamento ci siamo dilungati in diverse sedi, così come sulla realizzazione della ciclabile di Madignano, posta in capo alla Provincia quale soggetto attuatore e sulla progettazione esecutiva del collegamento ciclabile Crema-Lodi (tratto Crema-Bagnolo), valorizzando il finanziamento regionale ottenuto per agevolare il completamento di questa importante infrastruttura interprovinciale dedicata alla mobilità dolce.
Infine, nell’azione di sostegno all’attuazione delle iniziative anche degli altri Assessorati, l’attività dell’Assessorato ai Lavori Pubblici concentrerà la propria attenzione sulla manutenzione dell’edilizia scolastica – a partire dall’ultimazione del nuovo asilo nido comunale di via IV novembre, progettato secondo criteri edilizi orientati non solo al miglioramento del benessere ambientale, ma anche alla didattica – e sulla riqualificazione del campo da calcio della Pierina, al fine superare definitivamente i disagi derivanti dall’ammaloramento del fondo, ma soprattutto di conseguire un impianto complessivamente adeguato alla categoria “Eccellenza”.
Quanto messo in campo dagli Assessorati alla Pianificazione territoriale, ai Lavori Pubblici e alla Viabilità è embricato rispetto all’attività condotta dall’Assessorato all’Ambiente e alla Mobilità guidato dall’Assessore Franco Bordo. Anche tali deleghe risultano tra loro naturalmente intrecciate, poiché in uno dei contesti con il peggior inquinamento atmosferico in Europa, la strategia per la mobilità pubblica e privata “o è sostenibile o non è”.
Sul fronte del trasporto pubblico locale, avviato il rinnovo della flotta degli autobus circolanti in città con l’introduzione di moderni mezzi a propulsione elettrica e migliorato il sistema di prenotazione del MioBus, accorciando mediante l’impiego dell’app i temi di prenotazione a 30 minuti, l’attenzione si concentrerà in particolare sull’ottenimento dei finanziamenti regionali previsti in materia di miglioramento e messa in sicurezza delle fermate del TPL, agendo in dialogo con l’Agenzia TPL Cremona-Mantova (destinataria di tali risorse spendibili sul bacino di riferimento) al fine di attuare una riqualificazione dell’asta di via Libero Comune attraverso una progettualità di radicale riordino viabilistico che sia in grado di raggiungere contestualmente l’obiettivo della messa in sicurezza delle fermate affollate di studenti delle scuole superiori di questo quadrante cittadino con la fluidificazione generale dell’elevata mole di traffico che insiste nelle ore di punta su questo nodo viabilistico.
Per quanto concerne, invece, la mobilità privata, la recente introduzione delle Zone 30 sul 22% della viabilità cittadina, una in ogni quartiere, in corrispondenza dei luoghi che necessitano di una tutela rafforzata per pedoni e ciclisti in prossimità di servizi pubblici o di interesse pubblico, ha rappresentato un passo significativo nella direzione di una città che si rende più sicura e sostenibile. Non si tratta, né nelle intenzioni, né per le modalità attuative prescelte, di una scelta ideologica compiuta in modo astratto, ma dell’esito di un’analisi attenta del comportamento degli automobilisti in determinati ambiti urbani, verso i quali si intende innanzitutto inviare un segnale comunicativo di attenzione ai fini della tutela degli altri utenti della strada.
Per quanto concerne la delega all’Ambiente, al netto di una rafforzata attenzione nei confronti delle messe a dimora di nuovi alberi che prenderà avvio già dai prossimi mesi invernali – e che prevede un piano straordinario di oltre 160 nuovi alberi e oltre 500 arbusti – dell’introduzione del Garante del Verde in una logica di salvaguardia e promozione del patrimonio naturalistico urbano, nonché dell’estensione delle sponsorizzazioni (che già oggi hanno consentito la presa in carico di 10.000 mq di aree verdi, con i conseguenti risparmi di spesa per il Comune ed un indubbio risultato manutentivo), l’attenzione sarà particolarmente rivolta ad un’iniziativa di sistema: il nuovo contratto di igiene urbana. In dialogo con l’Area Omogenea Cremasca, si dovrà infatti provvedere alla predisposizione degli atti di gara del servizio di gestione rifiuti contrattualizzato fino al 31/12/2027, prendendo atto del quadro normativo vigente e degli obiettivi di ulteriore differenziazione, che è auspicabile spingere oltre il già apprezzabile risultato raggiunto del 75%. Sempre in tema di igiene urbana, si proseguiranno le iniziative che già hanno dimostrato successo nell’implementazione del contrasto agli abbandoni, andando ad intensificare la pulizia degli spazi pubblici più critici, a raddoppiare le fototrappole già in funzione e a proseguire l’azione sanzionatoria nei confronti dell’abbandono di deiezioni canine. Ma è in tema di politiche di sostenibilità in campo energetico che, oltre al progressivo efficientamento del patrimonio comunale, si potrà finalmente contare sulla vera novità capace di cambiare il paradigma della produzione e del consumo energetico, ovvero sulla realizzazione e l’avvio dell’attività della Comunità Energetica Rinnovabile di Crema. Gli attuali 190 soci (dato aggiornato a novembre 2025) della CER potranno infatti contare sulla realizzazione dell’impianto fotovoltaico da 700 KW destinato ad alimentarla, da realizzare sulla copertura dell’immobile dell’ex Università già oggetto di rigenerazione.
Terminando la rassegna delle deleghe affidate all’Assessore Bordo, in materia di Commercio, l’Amministrazione Comunale proseguirà la propria strategia composita e vincente, volta alla promozione di una città che tutti i dati ufficiali, da quelli della Camera di Commercio agli Urban Data di Confcommercio – di estremo interesse anche per la puntuale analisi dei flussi dei visitatori – fotografano come dinamica e attraente, in grado di interessare più soggetti con capacità di spesa, dai cittadini stessi ai visitatori, anche ricorrenti, che amano trascorrere il proprio tempo libero e fare acquisti presso il nostro “centro commerciale naturale”, capace di offrire un’esperienza di qualità a tutto tondo.
Nel 2025 sono risultate attive 661 imprese, di cui 424 commerciali e 237 i bar e ristoranti. Erano 637 nel 2023 e 640 nel 2024. I numeri sono eloquenti ed indicano che Crema vive una controtendenza macroscopica rispetto alle dinamiche di contrazione che, purtroppo, caratterizzano il commercio di vicinato in ogni contesto simile, in ambito nazionale così come tra le realtà limitrofe, che invidiano questa capacità cremasca di rimanere vivace ed interessante. Una caratteristica che nel tempo è divenuta una vera a propria impronta genetica della nostra comunità.
Questo è certamente possibile grazie al dinamismo imprenditoriale. Tuttavia esso non avrebbe altrettanto successo se non trovasse un sistema pubblico-privato capace di costruire nel tempo un terreno fertile e condizioni di favore, programmate in seno al Distretto Urbano del Commercio e grazie ad un confronto assiduo con le associazioni di categoria ed ogni altro partner di riferimento, incluse le organizzazione che rappresentano gli ambulanti del mercato di via Verdi e la stesso Pro Loco.
E’ così che il prossimo anno si verificherà la possibilità di partecipare a nuovi bandi simili al “Bando per le imprese” che ha già comportato la possibilità per 35 imprese di affrontare interventi di manutenzione, efficientamento ed innovazione dei propri locali commerciali, così come si proseguirà nella politica di ammissione dei plateatici anche nel periodo invernale e nell’organizzazione in iniziative di attrattività quali “il Natale a Crema”, la “Festa del Salame Nobile Cremasco” e di tutta quella vasta pluralità di eventi che tradizionalmente compongono la ricca offerta della città, alla quale si aggiungerà, in sinergia con gli Assessorati allo Sport ed al Turismo, l’eccezionale passaggio della fiamma olimpica.
In tema di attrattività territoriale gioca un ruolo chiave l’Assessorato al Turismo retto dall’Assessore Giorgio Cardile, impegnato nel sostenere il grande slancio in corso che segnala stupefacenti trend di crescita, ogni anno, a due cifre, divenendo un vero e proprio nuovo asset economico della nostra città. Anche in questo caso sono i numeri a descrivere meglio di ogni parola la consistenza del fenomeno: meno di 11.000 accessi all’Infopoint cittadino nel 2018; circa 14.000 nel 2022; un balzo a 22.000 nel 2023 e un 2024 che ha chiuso a quota 25.000. Se i dati del 2025 non sono ancora definiti, alcune rilevazioni intermedie stanno mostrando un ulteriore, sbalorditivo incremento, che vede toccare le 20.000 presenze già solo al mese di luglio, con un +70% di visitatori in quel mese rispetto all’anno precedente.
Questo racconta di una città in cui abitano bellezza e dinamismo, che piace ai turisti stranieri indubbiamente curiosi di scoprire i luoghi di Call me by your name, ma sempre di più anche ai turisti di prossimità provenienti dalle vicine province lombarde e da fuori Regione. Ed è per consolidare questo equilibrio che nel 2026 da un lato si cercherà di migliorare ulteriormente il posizionamento di Crema e del Cremasco sul mercato turistico internazionale grazie all’azione della DMO – Destination Management Organization, mentre dall’altro si implementeranno le iniziative di collaborazione sovraterritoriale con le città limitrofe – segnatamente con Cremona, Lodi, Bergamo, ma soprattutto Milano – in modo tale da potenziare la dimensione del turismo di prossimità, oggi paradossalmente inferiore, con le dovute proporzioni, rispetto al richiamo internazionale.
Se la delega al Turismo ha principalmente a che fare con i “numeri”, quella alla Cultura – che certamente ha un influsso anche sulla precedente – si dedica ad un altro tipo di crescita, meno misurabile, ma di valore ancora più importante, quale la crescita della persona e della comunità nella dimensione spirituale.
Risulta complicato riassumere le plurime iniziative messe in campo in questo ambito, per le quali si rimanda alla ricca relazione in prosieguo. Ma tra queste spiccano netti i tratti comuni caratterizzanti, frutto di una precisa scelta politica: la trasversalità, l’intergenerazionalità, l’inclusività, la diffusione. Che sia nei tradizionali presìdi della cultura cittadina, quali il Centro Culturale Sant’Agostino, la Biblioteca Clara Gallini o il Teatro San Domenico, oppure nelle vie, nelle piazze e nei parchi della città, nei quartieri come in centro storico, la proposta culturale intende essere pervasiva, coinvolgente per platee differenti, soddisfacente per l’ampio spettro delle inclinazioni personali e dei bisogni legati alle diverse fasce di età della popolazione, ma al contempo capace di creare occasioni di incontro tra le persone e di intersezione generazionale. Intende essere, in altre parole, un vero e proprio presidio sociale: muovendosi tra tradizione ed innovazione, educare al senso artistico e alla Bellezza risulta essere uno strumento di sviluppo – indiretto, ma indispensabile – del benessere di una comunità. A partire dai più giovani, il nostro investimento. E pertanto l’Assessorato alle Politiche Giovanili lavorerà ancora una volta sui pilastri della partecipazione giovanile alla vita della Città, della valorizzazione dei talenti, della lettura dei bisogni e del rafforzamento dell’intera comunità educante, valorizzando il principio di sussidiarietà orizzontale al fine di predisporre iniziative che sappiano aiutare i giovani a sbocciare, anche sostenendoli negli inciampi che il percorso di crescita intrinsecamente porta con sé. In tal senso merita particolare menzione – per la sua dimensione di novità, ma soprattutto per i valori sottesi – il progetto di educativa di strada.
La centralità del metodo co-progettante che viene messo in campo nell’ambito delle politiche giovanili è ancor più rilevante nella quotidiana attività dell’Assessorato al Welfare e Coesione sociale guidato dall’Assessora Anastasie Musumary, che da tempo ne ha fatto la cifra caratterizzante, riconoscendo il ruolo fondamentale del terzo settore e del privato sociale nella lettura dei bisogni e nella predisposizione delle più efficaci risposte agli stessi da mettere in campo coralmente. E’ solo attraverso il confronto e la corresponsabilità che risulta, infatti, possibile costruire politiche pubbliche realmente efficaci e capaci di incidere migliorando la vita delle persone, in una società che cambia e che chiama ad attualizzare analisi, strumenti conoscitivi e progettualità, al fine di costruire una città che sia realmente comunità, ovvero un unico corpo che sappia prendersi cura delle proprie ferite e cicatrici.
Pertanto, terminata la fase di risposta agli avvisi emessi dal Comune con un coinvolgimento di dieci nuove realtà desiderose di coprogettare con il Comune di Crema, già le prossime settimane vedranno impegnati gli uffici nell’attivare i tavoli tematici che porteranno alla definizione dei progetti definitivi, degli strumenti finanziari e dell’accordo di collaborazione che costituirà la cornice operativa per il triennio 2026-2028.
Famiglie e minori, giovani, anziani e persone con disabilità, povertà, politiche abitative e per il lavoro sono la macroaree di policy presidiate con attenzione dell’Assessorato, tra le quali giova sottolineare un inedito accordo di coprogettazione di scala territoriale, nell’Ambito Sociale cremasco, in merito al contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale.
Anche il settore Welfare, infatti, evidenzia quelle dinamiche di saldo abbraccio tra la programmazione cittadina delle politiche amministrative e la scala territoriale dell’intero Cremasco in cui Crema agisce quale soggetto capofila, nell’ambito di un Piano di Zona già peraltro coordinato anche con il Piano di Sviluppo del Polo Territoriale (PPT) in ambito socio-sanitario, al fine di superare approcci settoriali e frammentati a fronte di bisogni sempre più multidimensionali.
Ed è proprio sul piano distrettuale che si giocherà una partita di alto significato, ovvero la sperimentazione di un nuovo, innovativo modello di organizzazione dei servizi sociali territoriali, basato su un rafforzamento tecnico e politico dei Sub-Ambiti, volto anche in questo caso a superare la frammentazione della presa in carico che segnatamente caratterizza l’agire cui sono costretti i Comuni di ridotte dimensioni. Peraltro è un modello, quello dell’accrescimento del ruolo dei Sub-Ambiti, che nasce a livello di Welfare del Territorio per rispondere alle criticità del settore – ma che in fase embrionale sta già plasmando gli approcci organizzativi e deliberativi dell’Area Omogenea Cremasca, laddove la stessa Giunta si è costituita a seguito di un confronto avvenuto in senso ai Sub-Ambiti stessi.
Riassumere la complessità degli interventi previsti dall’Assessorato risulta essere esercizio difficile e fuorviante rispetto a quella che sarà la reale ed analoga attenzione ai tanti bisogni di cura espressi dalla nostra comunità. Rimando pertanto alla lettura dell’ampia relazione dell’Assessora, ma non prima di aver evidenziato – quale elemento che denota l’intersettorialità dell’approccio dell’Amministrazione Comunale – il focus operativo sul tema dell’abitare, che sta prepotentemente emergendo come bisogno sociale sempre più ampio, diversificato e crescente nella società italiana. Ed è per questo motivo che anche la stessa pianificazione territoriale, in sintonia con i vari osservatori del settore Welfare, indagherà a fondo il fenomeno in cerca di soluzioni affatto semplici, ma necessarie.
Con una qualche approssimazione possiamo affermare senza timore di smentita che la prima misura di Welfare è rappresentata dalle politiche per il Lavoro, per la Formazione e per l’Istruzione. E che “è da oggi che siamo chiamati a immaginare il mondo di domani”, come richiama la frase scelta dall’Assessora Emanuela Nichetti per aprire la sua estesa relazione. E’ per questo che la sua azione proseguirà con la consueta attenzione nel considerare la formazione, dai nidi ai corsi post-diploma di scuola superiore, come un vero e proprio asset intorno al quale costruire il nostro futuro, anche attraverso un’attività di orientamento sempre più qualificata.
Dal sistema integrato 0-6 anni, sul quale si sta svolgendo un approfondito percorso di formazione delle figure educative attraverso il Coordinamento Pedagogico Territoriale e con l’Università Bicocca, fino alla Fondazione ITS Academy, che ha moltiplicato in pochi anni la propria offerta formativa, passando attraverso un numero considerevole e sempre crescente di studenti che scelgono il sistema formativo cittadino, Crema si sta sempre più configurando come “Città che studia” e come un riferimento per la formazione anche per le famiglie di altri territori, che qui trovano qualità, attenzione e un’offerta ampia.
Nuovi contenuti in nuovi contenitori. E’ su questo binario che si muove il modello cremasco della formazione. E ne sono plastici esempi i tanti investimenti in edilizia scolastica, ma soprattutto la realizzazione del nuovo nido di via Desti per i più piccoli – adeguato in ottica didattica anche dal punto di vista costruttivo – al cantiere in corso per ospitare presso l’ex Università il nuovo polo dell’alta formazione professionalizzante, in cui sviluppare sinergie didattiche e a livello di investimenti tra le fondazioni ITS cremonese e bergamasca.
Per chiudere la rassegna delle deleghe assegnate all’Assessora, in merito alle Pari Opportunità l’iniziativa poggerà sui consueti pilastri della conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro, sul contrasto alla violenza sulle donne, sulla lotta agli stereotipi di genere e sulla creazione di eguali opportunità di partecipazione alla vita sociale. In particolare, al netto di tutto quanto già proficuamente messo in atto nelle varie direzioni negli anni trascorsi, si evidenzia come l’azione di toponomastica femminile su cui si è particolamente concentrata l’attenzione (denominata “8 marzo, tre donne, tre strade”), troverà ulteriore attuazione, sul presupposto che una cultura dell’uguaglianza e dell’equità passi da piccoli passi quotidiani che solo apparentemente possono considerarsi puramente simbolici.
La citata piaga della violenza sulle donne viene descritta dalla Prefettura di Cremona, dati alla mano, come un’autentica emergenza di questo tempo e un fenomeno sul quale – a dispetto di una narrazione politica e mediatica concentrata sulla microcriminalità del territorio provinciale – deve essere posta più attenzione, unitamente a quel fenomeno criminoso tanto silente, quanto grave dell’infiltrazione della criminalità organizzata, dal quale il Cremasco non è esente. Questo dovrà essere un motivo di riflessione nel confronto tra le forze politiche e civiche che provano a collaborare in seno alla Commissione Sicurezza. Tuttavia, sebbene l’indice di delittuosità nella Città di Crema sia diminuito del 3% rispetto allo scorso anno, esiste una percezione di insicurezza che si sta diffondendo nel Paese e, dall’altro lato, non ci si può abbandonare ad allentamenti dell’attenzione. E’ per questo motivo che, in riferimento alla delega alla Sicurezza, l’Amministrazione Comunale metterà in campo tutto quanto di propria competenza nell’ausilio alla Prefettura e alle Forze dell’Ordine, aumentando la già ampia disponibilità di telecamere di videosorveglianza, sperimentando con riferimento a quest’ultima forme di intelligenza artificiale volte a massimizzarne l’impiego, implementando le azioni di educativa di strada finalizzate a prevenire sul lato sociale i fenomeni di devianza giovanile e intensificando le azioni di presenza sul territorio della Polizia Locale, anche in coordinamento con gli altri Comandi presenti nel Cremasco (e dando anche in questo campo una configurazione sovracomunale alle iniziative amministrative).
Non da ultimo, in una versione estesa del concetto di Sicurezza, si proseguirà il presidio dell’avanzamento del cantiere per la realizzazione della Caserma dei Vigili del Fuoco, operazione strategica per il territorio sbloccatasi dopo due decenni di complicazioni burocratiche. Una tra le tante azioni arenatesi nel corso del tempo su cui l’Amministrazione ha impresso una svolta attuativa.
Infine, “ultimo, ma non per importanza”, l’Assessorato allo Sport retto dal consigliere delegato Walter Della Frera confermerà il proprio impegno nella valorizzazione del ruolo multidimensionale della pratica sportiva, quale leva di sviluppo della persona in ogni sua declinazione: fisica, morale, sociale e relazionale. Un autentico presidio educativo, forse l’ultimo che goda ancora di buona salute in una società che negli ultimi decenni ha visto la progressiva disgregazione dei novecenteschi capisaldi del percorso di formazione della persona, senza che, a quanto pare, ne siano subentrati di nuovi e migliori.
Pertanto l’azione, anche in questo caso, si svolgerà nella duplice direzione materiale e immateriale dell’attività politico-amministrativa, ovvero da un lato degli investimenti nell’impiantistica e dall’altro nella promozione di una diffusa cultura sportiva.
In riferimento a quest’ultimo aspetto, indubbiamente il periodo olimpico – con il passaggio a Crema della fiaccola olimpica, abilmente intercettato quale momento di richiamo popolare – darà modo di moltiplicare i tradizionali appuntamenti culturali ed ampliare la platea di interessati.
Per quanto concerne, invece, la valorizzazione degli impianti sportivi, ultimato tanto il recupero del Velodromo Comunale, quanto finalmente quello del Bocciodromo, restituiti alla pratica sportiva dopo anni di arresto delle attività, ci si concentra ora su altre sfide quali la riqualificazione del campo da calcio della Pierina e sull’ampliamento del centro sportivo di tennis di via Del Fante. Un impianto comunale, quest’ultimo, su cui negli ultimi anni è stata dedicata scarsa attenzione in città dal punto di vista mediatico, ma che nel silenzio dell’impegno quotidiano della gestione e in dialogo con il Comune che ne è proprietario, si sta configurando tra i più importanti riferimenti in Lombardia per la disciplina del tennis.
Al contempo, il nuovo modello delle concessioni a budget approvato all’unanimità in riferimento alla palestra Bertoni, alla pista di atletica e al campo da Rugby diverrà il metro di approccio anche per le future scadenza convenzionali, consentendo più investimenti da parte delle società sportive, più controlli sulla gestione da parte del Comune e meno sprechi, segnatamente per quanto concerne le utenze energetiche.
Alla luce di quanto sopra esposto e in considerazione, peraltro, della necessità di sintesi che questo strumento impone, credo si possa affermare che il progetto di “Crema Città del Benessere” posto a fondamento del Programma di mandato amministrativo, della cui attuazione sono pienamente responsabile, ha già assunto nel corso degli anni una forma precisa e una grande concretezza. E’ una realtà riconosciuta dagli indicatori ufficiali, non un auspicio, né propaganda, verso la quale non si orienta il mio interesse, perché quando la narrazione diverge dalla verità delle cose, questa ha il respiro corto.
Gli indicatori reddituali confermano Crema ai vertici della Provincia di Cremona; l’indice di delittuosità cala; il numero di visitatori cresce in modo iperbolico; i dati sulle imprese commerciali pongono Crema come felice mosca bianca in un panorama generale che tende alla desertificazione; il sostegno alle politiche di Welfare si conferma significativamente elevato, come principale voce di spesa del bilancio. Questa è la realtà di Crema: una città dall’elevata qualità della vita, posta nel cuore della Lombardia.
Certo, ha anch’essa le sue fatiche, le sue aree di sofferenza da affrontare con determinazione, le fragilità di cui prendersi cura con la massima attenzione. Non bisogna sentirsi mai appagati dei risultati raggiunti, perché “di più e meglio” è sempre possibile. Ed anche perché quando gli standard sono elevati, lo diventano anche le aspettative dei cittadini. E le proprie.
Passo dopo passo, mattone dopo mattone, proseguiamo il nostro progetto per Crema. Continuiamo a lavorare per rendere Crema il posto da scegliere per la propria vita.
Fabio Bergamaschi – Sindaco





