Bonaldi, Farinacci e il tribunale conteso che fa da antipasto all’invasione dei tortelli di zucca

Bonaldi, Farinacci e il tribunale conteso che fa da antipasto all’invasione dei tortelli di zucca

La Bonaldi e Pizzetti sono peggio di Farinacci e Togliatti. Bisogna riconoscere al quartetto Martino Boschiroli, Antonio Agazzi, Tino Arpini e Paolo Patrini di saper comunicare discretamente bene ai tempi della battuta che deve fare varco tra valanghe di cazzate da social network. Certo che poi Agazzi per arrivare al punto parti per mezz’ora ricostruendo la battaglia persa per il tribunale e quella vinta per l’ospedale, è altro discorso.

Nel bello studio dell’avvocato Martino Boschiroli c’era un sacco di gente. Stampa, politici di minoranza, qualche “infiltrato”. Sono quattro anni che dicono le stesse cose, sentenzierà tagliente uno che la sa lunga di politica cremasca, poco dopo la conferenza stampa incontrato in piazza Duomo sotto i portici di casa Severgnini a parlare di chissà cosa con un altro che gli occhi su Crema li ha ben aperti.

Ma si può credere ancora che a Crema torni un tribunale? In questo periodo si parla di aree vaste, di aree omogenee. Una ironia fatta anche dal criticatissimo (ma a noi è piaciuto) film di Checco Zalone che parte dall’abolizione delle province ed arriva all’istituzione delle aree vaste per dire: tutto cambia per rimanere immutato.

Ma insomma. In che cavolo di area finirà il cremasco? Non potremmo tagliare una volta per sempre il cordone ombelicale con Cremona e andarcene? Cremona, a guardare quello che succede, sembra che si stia spupazzando Mantova. Bella città neh. Ma ci vado in gita tanto la sento lontana. Un bel 100 chilomentri, in treno ci si possono mettere un bel 2 ore e mezza via Olmeneta, Cremona, Brescia o vattelapesca, per arrivarci. E poi via. Non vorrei che il tortello di zucca sostituisse quello cremasco sulle nostre tavole.

Intanto i nostri amministratori stanno pensando di vendere l’immobile di via Libero Comune. Che sta li a fare? Bando esplorativo per vedere se qualcuno è interessato. Poi, sempre dopo il 2018 per vincoli che non conosciamo ma ci danno per certi, chi lo vuole se lo piglia e ciao. E’ uno stabile nuovo, nato nel 1990 pensato proprio come sede del tribunale. Quando sembrava appunto che non potesse essere ancora nato un nuovo Farinacci che potesse toglierci il tribunale o un nuovo Togliatti che potesse centralizzare la burocrazia.

Rivela il consigliere comunale Laura Zanibelli

“Nelle commissioni per la variante PGT, in particolare l’11 novembre, le minoranze più volte han chiesto lo stralcio dell’area ex- tribunale che l’amministrazione destinava a servizi religiosi, paventando un depauperamento del palazzo stesso. Niente da fare, amministrazione avanti tutta. Anzi, lo stesso Piloni dichiarava che il palazzo ex-tribunale non era neppure nel piano alienazioni, nessuna messa in vendita prevista, nessun depauperamento dello stabile per cessione dell’area”.

Infatti pochi giorni dopo, il 24 novembre, racconta sempre Zanibelli:

“Piloni dichiara lo stralcio dell’area dalla variante PGT. Quella stessa area che aveva individuato, motivato, fatto approvare, sostenuto e fino a pochi giorni prima non era possibile mettere in discussione, diventava invece non più’ necessaria a servizi religiosi”.

Niente moschea quindi. Ma qualcuno da infilarci dentro c’è gia. Agazzi non l’ha detto in conferenza stampa ma lo racconta in un comunicato:

“Si vocifera di un accordo già fatto per affidare tali spazi all’ASL/Azienda Ospedaliera… Sarà vero? Presto lo sapremo… Come possano farlo, a fronte di una non praticabilità di operazioni del genere, relativamente agli spazi dell’ex Tribunale, fino al 2018, pena la nullità dei contratti medesimi, a me sfugge: ma si sa, il PD…può tutto… Con buona pace di Rifondazione Comunista, all’oscuro di tutto, pur essendo in Maggioranza ed esprimendo in Paola Vailati anche un assessore”

Bruno Mattei

 

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