Botti vietati, presepe boicottati, luci psichedeliche… che Natale del cazzo

Botti vietati, presepe boicottati, luci psichedeliche… che Natale del cazzo

Lo spirito del Natale e delle feste che due coglioni. Luci sfavillanti, presepi viventi, consumi selvaggi, botti a capodanno… Quest’anno non c’è un cazzo. Intanto partiamo dai botti di capodanno. Sono vietati. Si, avete letto bene. Dal 28 dicembre al 2 gennaio per decreto del sindaco su tutto il territorio comunale niente botti.

L’ordinanza impone il divieto di utilizzo sul territorio comunale, a meno che non si sia ad oltre 300 metri dalle abitazioni (ergo da nessuna parte in città) il divieto di utilizzo dei fuochi d’artificio benché di libera vendita. Tradotto. Se vai in cartoleria o al supermercato i botti li trovi, ci saranno i soliti furgoncini qua e la, ma non li possiamo utilizzare.

Come saranno effettuati i controlli è tutto da vedere. Siamo piuttosto certi che non cambierà nulla alla mezzanotte del 31. Al limite ci sarà qualche ragazzino che buscherà una bella multa, e gli schiaffoni dei genitori il giorno dopo. Ma oh, va bene. Meglio che niente.

Intanto a Scannabue si scannano, va beh il gioco di parole era da fare, per il presepe vivente. Il parroco aveva messo degli animali in piazza, gli animalisti sono insorti, il parroco li ha tolti, qualcuno ha fatto nomi e cognomi affiggendo un cartello che dice a tutti chi è che ha scassato la minchia. Barricate. Perché sulle barricate si vive. Dice: eh ma i bambini volevano vedere gli animali. Comunque sia gli integralismi non sono mai geniali. E tofu alla piastra per tutti al cenone.

E le luci? Sono psichedeliche e terribili. Lo abbiamo detto. Quelle dell’albero di Natale di piazza Duomo sono state cambiate, la versione 1.0 era terrificante. Questa un filo più umana. E se gli amministratori facessero gli addobbi viventi. Chissà… magari nel magico mondo di Mirko Treviglio.

Il consumismo sfrenato è roba da anni ’80, quelli dell’edonismo reganiano, e da anni ’90. Adesso si misura tutto. Chissà come stanno andando le vendite nel container Made in Crema, niente non ce n’è quest’anno a Crema vanno di moda i container.

Bruno Mattei

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