Buon compleanno Sussu

Buon compleanno Sussu

Oggi Sussu compie 4 anni. Era il 13 giugno del 2013 quando, dopo un bel po’ di mesi di rodaggio con interviste video, pagina Facebook, eventi vari, il marchio e il nome che aveva iniziato a girare (più o meno dalla fine del 2012) il sito faceva il suo esordio on-line. Mi chiedevo: ma c’è davvero bisogno di Sussurrandom? Non avevo ben chiaro 4 anni fa cosa fosse e cosa avrebbe potuto essere, come non ho ben chiaro oggi cosa potrà diventare prossimamente. Nell’ultimo ormai quasi mese non ho scritto una riga, credo che non mi fosse mai capitato da… sempre. Ho iniziato a scrivere più o meno seriamente nel 1997 per Mondo Padano, quello che era diretto dal mitico Floriano Soldi. Ma arrivavo da anni di fanzine fotocopiate in proprio e prodotte con Pc improbabili come uno scalcagnato Ibm 286 e poi distribuite nei negozi di dischi e nelle librerie della Città Giocattolo, che allora non chiamavo ancora così ma che sentivo potesse esserlo.

Rimane il fatto che non sarò mai un giornalista, non lo sono mai stato. Non dico tecnicamente, non ho mai fatto il tesserino da pubblicista anche se dal 1999 avrei potuto farlo, oggi credo di no, serve mi pare almeno una laurea breve e io ho la terza media. Ma non è solo il discorso tecnico che incide. E’ l’emotività e il lasciarsi trasportare all’interno della notizia invece che guardarla da fuori. Magari diventarne parte, o assorbirne i lati positivi e anche negativi. E’ successo anche in questi giorni. Può capitare di scivolare, ci si rimetterà in piedi. Era sensato però mettersi un po’ in stand-by. Ne sono certo, è stata una scelta responsabile, soprattutto verso me stesso e la mia emotività.

Qualcuno mi ha chiesto: ma chiudete? Ma no. Non lo farei. Intanto ho pagato il dominio e l’assistenza fino a fine 2017. Vogliamo ammorizzare i costi? Battute a parte sarebbe irrispettoso verso le tante persone che ci leggono, anche in questi giorni di pochi contenuti in cui gli accessi continuano ad essere un bel segnale. Rimanere qui è anche una forma di rispetto nei confronti di chi si diverte con Sussu scrivendoci, l’amico Stefano Mauri in primis, che mi ha sostenuto nelle mie indecisioni, come tanti altri che ringrazierò.

Per ora rimaniamo così un po’ sospesi. Come cantavano i CCCP in Brucia baby burn: “Si rimane così. Magari un po’ perplessi sui treni fuori orario. Scendendo scale mobili aspettando un passaggio Che non so se verrà. Che non so se verrà ma non credo che venga. Che non so se verrà”. Quindi rimaniamo qui, su un treno fuori orario ad aspettare che la Città Giocattolo decida i suoi prossimi 5 anni e poi ad aspettare che l’estate scenda su di noi, nel caldo e nella noia e poi come avevo già accennato a settembre vedremo che fare.

Non sono stato fermo, come sempre. Lo sapete quasi tutti. Ho tirato assieme una mezza follia di progetto dedicato a Giorgio Gaber, considerando che quasi non so suonare è davvero una follia. Ma siccome il Signor G spesso, molto spesso, mi ha mostrato la strada da percorrere nei momenti difficili glielo dovevo. Anche perché anche questa volta ho trovato nella sua discografia che credo sempre di conoscere bene le risposte alle domande che ancora non sapevo di avere posto. Quindi quest’estate un po’ con Gaber e un po’ con il progetto Alpiani & the Swamps dedicherò un po’ più di tempo alla musica, e a me, e un po’ meno a Sussu e alla vita pubblica di questa città.

Non me ne vogliate. Quando ho iniziato a dedicare tempo e a buttare anche qualche soldo in Sussu ho sempre detto che lo avrei portato avanti fino a che avessi avuto dentro di me la risposta alla domanda: “ma chi me lo fa fare?”. La risposta l’ho prima del tutto persa e ora ritrovata solo per metà. Torno a ripetere. Sono convinto che la città e i due mesi di estate sapranno limare e smorzare gli spigoli che adesso sento nelle costole quando apro il pannello di controllo di Sussu e penso ad un aggiornamento. Intanto in questi mesi ho scoperto di avere tanti nuovi amici, qualcuno e qualcuna approderanno qui presto ed è una cosa tanto bella.

Per intanto buon compleanno Sussu. Cento di questi giorni.

Emanuele Mandelli

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