Caffè Letterario, il 25 marzo arriva Laura Fusconi col suo Volo di paglia

Caffè Letterario, il 25 marzo arriva Laura Fusconi col suo Volo di paglia

L’amore e il dolore dei bambini, la loro urgenza di leggere la realtà e di dimenticare l’odio, in un rimando tra passato e presente raccontato da una voce nuovissima della letteratura italiana, la 29enne piacentina Laura Fusconi, che ha pubblicato con Fazi il suo primo romanzo, Volo di paglia, sono gli ‘ingredienti’ del prossimo appuntamento del Caffè Letterario di Crema: lunedì 25 marzo, con inizio alle 20,45, l’autrice presenterà il suo libro conversando con Tiziana Cisbani. La serata sarà, come sempre, intervallata dagli interventi musicali degli studenti del civico istituto Folcioni. L’ingresso è libero.

Anche questa serata è resa possibile grazie al fondamentale contributo degli sponsor che sostengono l’attività del Caffé Letterario di Crema: Associazione Popolare di Crema per il territorio, Banca Cremasca e mantovana, Comitato Soci Coop di Crema, libreria La Storia di Crema, Icas di Crema, il quotidiano La Provincia di Cremona e Crema ai quali si è aggiunta la Teicos di Pandino e, naturalmente, la Fondazione San Domenico che ospita gli appuntamenti.

la storia racconata da Fusconi inizia nell’agosto del 1942. Sono mesi che Tommaso attende il giorno della grande festa organizzata in paese per ammirare insieme al suo migliore amico, Camillo, i prestigiatori, il mangiafuoco e le bancarelle di giocattoli nuovi. Ai due ragazzini si unisce Lia, la bambina più bella della classe, con cui Camillo trascorre le giornate tuffandosi tra le balle di fieno e rincorrendosi per i campi, suscitando la gelosia di Tommaso. Ma Lia è la figlia di Gerardo Draghi, il ras fascista che con il suo manipolo di camicie nere spadroneggia nella zona e che esercita il suo fare prepotente anche tra le mura della Valle, la casa padronale della famiglia Draghi.

La stessa in cui, cinquant’anni dopo, altri due bambini, Luca e Lidia, giocheranno tra le stanze ormai in rovina, confrontandosi con i mostri della loro fantasia e i fantasmi che ancora abitano quei luoghi. Sullo sfondo di una campagna piacentina dalle tinte delicate e dai contorni arcaici, si intrecciano le storie di un passato dimenticato e di un presente a cui spetta il compito di esorcizzarne la violenza.

In Volo di paglia, Laura Fusconi dà prova di uno stile dai toni lirici e al tempo stesso giocosi, come lo sono i bambini protagonisti, su cui incombono le ombre del mondo degli adulti e dei loro segreti. Un potente romanzo d’esordio in cui l’attenzione all’infanzia e al suo immaginario si traduce in una scrittura di grande sensibilità e precisione.”

“Per quel poco che so – ha detto la ìgiovane scrittrice -, scrivere un romanzo vuol dire vivere a lungo dentro una storia. Quando abbiamo licenziato l’ultima bozza mi sono resa conto che il romanzo era finito e mi sono sentita sollevata. Credevo che la storia avesse smesso di pulsare, che potevo concentrarmi su altro, e invece i personaggi di Volo di paglia se la ridono e hanno ancora tanto da dire. Non so se essere contenta o disperarmi: se da una parte certe storie non hanno mai fine, dall’altra ho sempre la sensazione che non esista un solo modo per raccontarle”.

Ha poi risposto così salla domanda: la campagna piacentina, con i suoi paesini intervallati da ampie distese di campi coltivati, è protagonista di alcune delle più belle descrizioni di tutto il romanzo. I luoghi sembrano imprescindibili, necessari. Ti trovi d’accordo con questa affermazione?
“Certo. Il paesaggio è ciò che collega il passato al presente: il male che negli anni Quaranta era stato compiuto a Verdeto sopravvive nella vallata. I luoghi diventano custodi e testimoni della storia. Sono tutti luoghi reali: ho passato ogni estate della mia infanzia correndo su e giù per la Stradina, scappando dai cani della Casa Vecchia, lanciandomi giù dai balloni nel fienile della Valle. La piazza di Agazzano, la torre di Montebolzone, il giardino del castello di Boffalora, le statue della Casa Bella: tutto fa parte della mia geografia di bambina”.

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