Candidata leghista toscana insulta da due giorni le ragazze musulmane cremasche su Facebook

Candidata leghista toscana insulta da due giorni le ragazze musulmane cremasche su Facebook

“Per me rimangono tutti dei luridi maiali (senza offesa per quest’ultimi) e spero che un giorno non arriveremo nemmeno a ricordarsi della loro esistenza”. “Io con il velo mi ci pulisco il c….”, “Sicuramente le donne libere per la religione musulmana sono z…., quello è poco ma sicuro”.

Chi scrive è Giulia Devescovi, ha vent’anni, studia medicina ed è candidata nelle file delle Lega Nord per un posto da consigliere regionale in Toscana. Ora vi domanderete, cosa c’entra con Crema? Nulla, se non fosse per il fatto che da due giorni, con il supporto della mamma, tale Monica Castro, sta insultando le ragazze cremasche che domenica erano in via XX Settembre  in rappresentanza dei Giovani Musulmani.

È bastato un post di un amico comune per scatenare la giovane leghista toscana, che in nome dei suoi valori che ha snocciolato nei vari commenti, ovvimente il Dio cristiano, i suoi studi in medicina, il futuro marito e il supporto della madre “che in moschea ci fa i suoi bisogni”, si è arrogata il diritto di definire le ragazze cremasche dei maiali perché indossano il velo.

E pure di vantarsi ripetutamente di questa sua affermazione. “Una donna che porta il velo è un maiale? Ma chi l’ha detto?” Chiede la mamma e lei: “Io” risponde orgogliosa, come orgogliosa si era detta per aver insultato “quattro lobotomizzare musulmane”.  Una discussione che si trascina da oltre due giorni su vari post.

E a nulla sono servite le parole delle giovani musulmane che il velo dicono di indossarlo per scelta personale, gli esempi di donne musulmane con ruoli di primo piano (una decina secondo la leghista, “le altre nell’acquaio e col capo coperto”). Per mamma e figlia, le donne che indossano il velo sono sottomesse e maiali. E tutte le persone di fede musulmana “schifosi incivili”. E neppure chi ha provato ad intervenire e a contraddirle è stato risparmiato dalla dose di offese.

Senza considerare i commenti sui genitori delle giovani cremasche invitate a più riprese a togliere il velo (senza neppure sapere che la giovane a cui era rivolto l’invito il velo non lo porta) e a tornare nel proprio paese. Per la cronaca la maggioranza di queste ragazze è nata in Italia ed ha solo origini nordafricane.

Ora passi la libertà di opinione, passi che molta gente è convinta che i reati commessi su Facebook siano virtuali, ma veramente un partito che si candida a governare una Regione come la Toscana, sebbene sia ostile all’immigrazione e difensore delle tradizioni, intende tollerare che una sua candidata ad un ruolo istituzionale si esprima in questo modo?

In passato così non era stato. Basti ripensare al caso (e non è l’unico) della consigliera leghista di Palazzo Pignano sollevata dall’incarico dopo aver definito “merde” tutti i musulmani. In quel caso si era sollevata l’opinione pubblica, e pure ora, a difesa della giovani musulmane si sono levate le voci dei cremaschi, e pure qualcuna di quelle da sempre contrarie alla musalla. Perché un conto è dire no al luogo di culto, un altro è definire “maiali” delle giovani studentesse solo perché vogliono indossare il velo.

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