Cantina Caleffi, la sorprendente scoperta del Lambrusco cremonese: ecco il servizio speciale di storienogastronomiche.it

Cantina Caleffi, la sorprendente scoperta del Lambrusco cremonese: ecco il servizio speciale di storienogastronomiche.it

Ecco l’articolo di Domenico Liggeri, pubblicato sul sito www.storienogastronomiche.it, dedicato alla cantina, cremonese di Spineda, Caleffi.

Ci era noto che se una cantina si innamora del Lambrusco si mette a produrre soltanto quello, ma non sapevamo che ciò potesse accadere anche in provincia di Cremona: lo abbiamo scoperto grazie al distributore culturale Proposta Vini quando ci ha fatto conoscere la Cantina Caleffi che quest’uva mai abbastanza venerata la onora in più declinazioni a Spineda.

Siamo al confine tra le province di Cremona e Mantova, con quella di Parma anch’essa vicina: qui si trova la cantina Regone, in una zona “di origine palustre che si innesta nel vasto triangolare catino tra il fiume Po e il fiume Oglio: una terra che la volontà dell’uomo ha strappato ai rovi e alle spine (da cui il nome Spineda) e l’ha trasformata in un terreno fertile, argilloso e caratterizzante del nostro vino”.

Il sito della struttura informa sul patrimonio culturale del proprio territorio, visto che “a pochi kilometri di distanza sono presenti importanti mete turistiche e luoghi meno noti ma ricchi di grande fascino naturalistico e interesse”, quale Sabbioneta detta la Piccola Atena e patrimonio Mondiale dell’Unesco come Mantova con la sua eredità dei Gonzaga, quindi Cremona decretata Capitale del Torrone e del Violino, il parco Naturale dell’Oglio Sud con le sue ciclovie, ma anche prestigiose ville storiche che consentono di “ripercorrere i trionfi, l’ascesa e la decadenza degli importanti casati che ne disegnarono la storia”.

Sul piano vitivinicolo, la Cantina Caleffi dichiara la missione “di mettere in atto gli antichi saperi sulla coltivazione della vite e vinificazione del vino tramandati nella nostra famiglia fin dagli inizi del ’900”, al fine di “realizzare un vino di qualità, prodotto nel rispetto della vite e dei tempi naturali di vinificazione, recuperando i metodi di produzione tradizionali”, ricorrendo al metodo ancestrale della rifermentazione in bottiglia.

Caratteristica comune di questi vini è la loro possente estrazione che si traduce in nette connotazioni cromatiche, tali da conferire il nome ai prodotti stessi.

Come accade con il Lambrusco Rosso e il Lambrusco Nero.

Il primo è Le Regone Ven Ros, frutto di un assemblaggio di 75% Lambrusco Viadanese, 20% Lambrusco Salamino e 5% Ancellotta: se al naso esprime muschio e atmosfere boschive, in bocca invece si passa all’amarena sotto spirito, alla prugna e un pizzico di carruba. Denso, dalla spuma materica, ha una vivacità controllata che nel renderlo sgrassante ne consente l’abbinamento a piatti dai sapori decisi.

L’altro è Le Regone Ven Negar che mette insieme 60% Ancellotta, 30% Lambrusco Viadanese e 10% Lambrusco Salamino: magnifico il suo profumo contadino molto fruttato, mentre l’approccio amabile veicola ciliegia, sorbo, fichi dottati e la sapa, fino a un tocco speziato di pepe verde. Sorso cremoso, vellicato da un perlage tenue ma sensibile.

Le Regone in Fiore invece propone un Lambrusco Rosato composto all’80% da Lambrusco Viadanese, al 15% da Lambrusco Salamino e al 5 % da Fortana: l’olfatto viene proiettato in un roseto, mentre il gusto riconosce fragola Candonga, fico, melagrana e cotogna. Gli echi tannici ben presenti lo avvicinano più al rosso, anche se la carnosità del sorso è sfumata da un’intensa acidità.

Di frizzante c’è anche Le Regone Ven Bianc dal bouquet floreale che al palato propone subito limone e sale, seguiti da ananas e tè verde: acidità esplosiva come la sua seducente bolla rustica e golosa.

Le Regone Terra Forte invece offre la preziosa occasione di degustare un intenso Ancellotta fermo dai profumi di selva che inducono in bocca a visciole, cioccolato bianco e lampone.

Tra le referenze anche una Grappa di Lambrusco che colpisce per lo sfacciato approccio zuccherino impreziosito da irriverenti tocchi di idrocarburi e camomilla, conquistando il palato con sentori di mela e liquirizia.

Vista la singolarità della produzione, così identitaria da avere ottenuto la De.Co., la Denominazione Comunale di Origine di veronelliana memoria, abbiamo voluto saperne di più dalla viva voce di Davide Caleffi che potete ascoltare nel video seguente.

Info: www.cantinacaleffi.it

Distribuzione: http://www.propostavini.com/info-per-ordini

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