Casale Cremasco, il giuramento pop che da il via al secondo mandato di Antonio Grassi

Casale Cremasco, il giuramento pop che da il via al secondo mandato di Antonio Grassi

In occasione del primo consiglio comunale di cinque anni fa avev0 confessato di essere emozionato e nel contempo  onorato di rappresentare il comune di Casale Cremasco Vidolasco e i suoi cittadini. Avevo anche sottolineato di essere orgoglioso di indossare la fascia tricolore.

Gli stessi sentimenti li provo oggi, al primo consiglio comunale della nuova e in parte vecchia amministrazione comunale.

Come allora sono consapevole che non sarà semplice svolgere il compito che gli elettori mi hanno affidato, compito contenuto nel programma elettorale e approvato dai cittadini con il loro voto.

E come allora sono consapevole delle difficoltà che possono rallentare il cammino di questa amministrazione,  ma  sono anche convinto  che contrattempi,  incomprensioni, errori, si anche quelli,  non devono diventare alibi per giustificare la non soluzione dei problemi.  Le difficoltà  non devono  innescare processi di  autocommiserazione e scusanti  per i  propri fallimenti.  Le difficoltà devono essere affrontate e risolte.  E oggi, pubblicamente, qui prometto che questa amministrazione sarà una amministrazione del fare e non del lamento. Costruirà opere e realizzerà servizi per la comunità. Abbatterà barriere e incomprensioni. Realizzerà ponti e non scaverà fossati. Sarà attiva e propositiva. Non piangerà e se necessario lotterà per far valere il bene comune e il programma che  ha promesso di realizzare

 La squadra che mi sostiene e alla quale sono estremamente grato per la fiducia che mi ha accordato, oltre che con le parole anche con i fatti, è determinata, coesa, preparata, entusiasta, ottimista. E’ una squadra magnifica.

E’ una squadra che crede nel futuro e nel rapporto di causa effetto tra buona gestione del bene comune e benessere della comunità.  E’ una squadra che vuole vincere e vincere significa raggiungere gli obiettivi.  E’ una squadra e lo affermo forte e chiaro,  che è al servizio di tutti senza pregiudizi ideologici, di genere, razza o personali, ma che, se necessario, saprà essere dura e inflessibile. Sarà giusta. Non ci saranno figli e figliastri, ma solo ed esclusivamente cittadini tutti uguali con i medesimi diritti, ma anche con i relativi doveri.  Garantirà i diritti, ma pretenderà il rispetto dei doveri.

I migliori risultati si ottengono con piccoli team dotati di poche risorse dove la passione di ognuno si trasforma in un sforzo collettivo e per raggiungere la meta prefissata. E questo cos’è se non la nostra squadra. Siamo piccoli, con poche risorse, decisi e compatti.  Crediamo nella nostra proposta e vogliamo realizzarla.

Pochi giorni fa mi rammaricavo con mia moglie per le difficoltà di/nel cambiare lo status quo. Allora lei mi ha interrotto e ricordato quando avevo i capelli lunghi,  la barba nera,  il mito dell’utopia  e citavo Margaret Mead, antropologa statunitense.  Ricordi?, mi ha detto.

«Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi  e impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta».

E nel ricordarmi questa citazione a me cara, ha aggiunto: non ci sei riuscito prima ci puoi  provare ora. Certo non potrai cambiare il mondo. Ma il modo di governare il comune sì.

Il cambiamento è alla base del nostro slogan elettorale. Partecipare per cambiare lo avevamo proposto cinque anni fa e lo riproponiamo adesso e lo sosterremo sempre.

Il cambiamento è un processo in continua evoluzione, è un moto perpetuo. E’, per parlare come quelli che se la tirano, un work in progress.

Io credo, nel cambiamento quello che auspicavo quando Barry Mc Guire cantava Eve of destruction e io citavo Margaret Mead.

Chiudo e ribadisco la volontà, l’impegno, la fermezza, l’ostinazione mia e della squadra di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, ma chiedo anche a tutti i cittadini di aiutarci in questo sforzo.

Noi lavoreremo per costruire un comune più vicino ai bisogni della gente, più umano, più solidale, più unito, ma, attenzione, non esporremmo il cartello stiamo lavorando per voi. No, all’ingresso del comune ci sarà questo: lavoriamo insieme a voi. Vi aspettiamo.

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