Caso pedofilia in comune: Agazzi lancia la bomba e la stampa locale attizza il fuoco. Ma alla fine…

Caso pedofilia in comune: Agazzi lancia la bomba e la stampa locale attizza il fuoco. Ma alla fine…

Il post che scatena l’ennesima bufera politica in comune a Crema appare sulla bacheca di Antonio Agazzi alle 11.42 di ieri. Recita:

La difesa della famiglia è una cosa seria e ci vorrebbe più pudore e più senso della misura. A Crema, sotto il naso di troppe persone si è sviluppato l’attacco più grave alle nostre famiglie”, Stefani Bonaldi, sindaco di Crema, replicando al consigliere Laura Zanibelli, colpevole -pare – di avere sollevato il tema del mancato patrocinio del comune di Crema alla presentazione del libro di Costanza Miriano) La Bonaldi è la prima a doversi armare di maggior pudore e senso della misura visto che anche sotto il naso suo è accaduto, pare, qualcosa rispetto al quale noi consiglieri di minoranza siamo fin troppo responsabili nello stendere pietosi veli… non certo per amor suo, lei non merita nulla.

Apriticielo. L’accusa non è leggera. Pedofilia contro pedofilia? Si interroga al volo Luca Bettini su La Provincia di oggi. Scrive:

A che fa riferimento Agazzi? Forese ad una storia odiosa che circola da un po’: un dirigente comunale sarebbe gravato da decreto penale per possesso di materiale pedopornografico. Ma non solo: più recentemente sarebbe stato accusato di aver molestato il figlio di un dipendente comunale.

Poi prova a chiedere ad Agazzi di sbilanciarsi ma questi tergiversa. Anche se nella discussione seguita al post sul suo profilo si lascia sfuggire che le autorità sono a conoscenza di questa cosa.

Che la cosa sia grave lo lascia trasparire anche quello che scrive Crema-news che prima annuncia che nel pomeriggio è atteso un comunicato stampa da parte del sindaco per sbrogliare la matassa e poi da qualche elemento ulteriore sulla vicenda che può darsi che sia un primo ridimensionamento della cosa spiegando che la cosa era risaputa:

Questa persona sarebbe venuta a contatto con un giro di adozioni internazionali che pare nascondesse un traffico di minori, ma la sua partecipazione alla vicenda è stata considerata del tutto marginale, se non involontaria. Smentita la notizia che l’uomo avrebbe importunato (e non molestato) un minore figlio di un collega.

Sul caso si butta a pesce anche l’Inviato con una dura reprimenda che invita la Bonaldi a spiegarsi.

 

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