Il Sacro e il Profano

Ieri sera con un falò di San Giuseppe anomalo ( il fantoccio non bruciava ed è rimasto integro quasi inverosimilmente rispetto al solito!) ho notato che il “popolo della griglia” si è intensificato come non mai . Secondo il mio “occhio” non meno di duecento, forse di più, di giovani e anche -sorpresa!- molte più ragazze che negli anni scorsi -finalmente!- hanno partecipato al rito della conviviale grigliata “rubando” le braci residue del magnifico falò 🔥
Tra l’altro -io sono rientrata alle 22.30 circa- con il palo (che reggeva la seduta con il fantoccio) ancora in piedi e quindi non so ad ora da che lato del falò e’ caduto, spezzandosi. Tradizione vuole infatti di interpretare che a seconda del lato della caduta vi sarà un’annata prospera o infelice. Spero di venire a sapere presto questo particolare che mi interessa molto .
In poche occasioni mi sento Castelleonese ( amo pensarla come la mia amata Woolf : la mia patria è il mondo intero) …ma al falò di San Giuseppe non so resistere. Insorge da dentro una sorta di sentimento di castelleonesita’ pura 😅😂 sarà per via della comunanza ( rara) tra il sacro e il profano, la banda, il paese che si anima, il calore del fuoco e la sua magia e il rituale riunirsi dopo la messa tutti intorno alla pira tra lo stupore di chi non ha mai partecipato e anche qualche spavento di bimbi piccoli presenti ( magari sulle spalle di papà) preoccupati che il fantoccio possa soffrire il fuoco o allarmati dagli scoppiettii improvvisi della legna.
La mia paura invece e’ sempre quella che si incendi qualche albero (una volta e’ accaduto) nonostante gli alberi vengano abbondantemente irrorati d’acqua nel pomeriggio. C’è molta cura anche nel rito della preparazione del falò : e’ tutto un via vai di fascine e di discussioni sul loro posizionamento , c’è la costruzione del fantoccio da sedere sulla sedia in cima alla pira (ogni anno diverso) , si ricoprono con lamiere i cespugli adiacenti e quando c’era l’edicola Fornasa ( ahhh che nostalgia!) era necessario ricoprila completamente. I cittadini passando durante la giornata soppesano a che punto sono i lavori … il fermento dei grandi eventi , insomma. E arriva sera. Ore 21 la piazza va riempiendosi, la chiesa lo è già. Profano e sacro si mescoleranno più tardi.
Il falò viene acceso allo scampanare della chiesa che annuncia /credo/ la benedizione della statua di San Giuseppe.
C’è sempre vento intorno al torrazzo ( lì è il luogo da molti decenni , mentre prima il falò si accendeva davanti alla chiesa di San Giuseppe , a poche decine di metri) il che favorisce un’accensione quasi brusca ; il fuoco divampa e divora subito la base della pira. Intanto freme l’attesa per il passaggio della processione . Si tendono le orecchie per intercettare i tamburi della banda . 🔥
Così si compie il rito del saluto all’inverno in attesa della pazza primavera.
Intorno al fuoco ci si scalda , ci si meraviglia, si chiacchiera, si scattano le immancabili foto (Lisa Muner Aspetto le tue!) … i commenti di ieri spaziavano dall’osservazione del falò, all’attesa /non arriva mai!!!!/🤪 del passaggio della statua di San Giuseppe che dalla Parrocchiale torna alla Sua chiesa accompagnato dai fedeli e dalla banda; inevitabilmente si parla di fatti propri e altrui, ma anche dell’imminente referendum e soprattutto della preoccupazione delle guerre … poi quando il falò perde la magia della vampa e rimane la grande brace e scattano le comitive super organizzate dei grigliatori… allora l’attenzione si riversa ( ah che bella gioventù!) sui commenti di nuovo più leggeri e ci si diverte a vedere all’opera tutti quei badili che non senza difficoltà ( le braci da vicino bruciano assai! ) corrono avanti e indietro a costruire le basi per le varie griglie disseminate intorno ai bordi dell’ex grande falò. Salamelle, spiedini, vino caldo … tanti profumi si spandono nell’aria insieme al fumo.
Quest’anno ho visto anche dei peperoni, versione vegetariana? Chi lo sa!
Poi per noi “anziani” , dopo lo sfollamento di chi ha i bambini che devono andare a dormire, viene l’ora della ritirata (sigh) e si rientra a malincuore tra lo sfrigolio delle salamelle e il vociare sempre più fitto dei giovani che si accalcano con birra, vino e …qualche bibita. 😆😜
Ed è lì che penso una volta di più ah Beata Gioventù o per lo meno beati quelli che hanno buon stomaco e se lo possono permettere. Abitando a pochi metri ho sentito fino a tardi il vocio, ma non mi ha infastidito; trovo che questo momento di riunione intorno al fuoco 🔥sia veramente da mantenere e con piacere ho notato appunto un moltiplicarsi di presenze rispetto agli anni passati .
❤️C’è posto per tutti la sera di San Giuseppe a Castelleone: bambini , famiglie, fedeli e laici, giovani. Tradizione , fede e conviviale divertimento : un mix perfetto.
Viva il falò ed il suo fascino e non dimentichiamoci una lode a tutti quelli che si sono adoperati.
🔥
Ma qualcheduno mi vuol dire da che parte è cascato sto palo?!?!
Edddai!
🙏🏼☺️
#castelleone
Andiamo in Pace( fortunati) 🏳️‍🌈.

🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥

cosetta erinaldi

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