“Il Calcio professionistico nel lodigiano manca dalla stagione 1985/86, l’ultimo anno del Fanfulla in serie C. Un record incredibile? Quarant’anni sono tanti!
Negli anni 70/80, cito l’esempio del Sant’Angelo, che era una società molto avanti a livello di lungimiranza calcistica. Erano davvero all’avanguardia. Molti giocatori erano di Sant’Angelo o del territorio: Marchesi, Brunetti, Castioni, Bracchi, Mascheroni, Cappelletti. Idem succedeva in quegli anni a Lodi con il Fanfulla. Durante l’era di Aldo Jacopetti, si investiva tantissimo nel settore giovanile si dava tanta fiducia ai giovani.
Gran bravi giocatori ci sono e ci sono stati nel Lodigiano. Ricordo di aver fatto esordire nel Bano in serie D, Mario Scietti e Leoni, che avevano 16 anni: anche Claudio Bonomi esordì a 16 anni sempre nel Bano e fece una gran carriera. Bisogna avere il coraggio di lanciare i giovani talenti. Come fecero il Sant’Angelo ed il Fanfulla negli anni 80’, curando la loro crescita.
Il calcio, oggi è diverso dal passato, è cambiato tutto, la mentalità, gli allenamenti. E’ necessario stare al passo con i tempi: è davvero difficile fare paragoni, l’evoluzione sotto tanti punti di vista, è stata enorme”.
Così, in una bella, datata, ma sempre attuale, intervista concessa alla Gazzetta Lodigiana, parlò mister Maurizio Tassi, tecnico capace, preparato e appassionato, nonché ex trainer del Pergocrema. A proposito, Tassi adora la musica British, ha una gran collezione di dischi, sua grandissima passione, ama scrivere e ha publicati un romanzo, intitolato: “Il disco dei dreamers”, ambientato a Londra, città che ama, quanto la musicalità londinese.
Altre passioni? I berretti stile coppola, il golf e un altro libro sulla Berlino anni Ottanta.
stefano mauri





