Nel suo ufficio

Moderno, elegante

Tra i libri, tanti

Troppi e mai letti

Il cardinale palestrato

Attende

Affacciato alla finestra, abbronzato

Il Natale

A Roma

Magica, illuminata, bestiale

Pronto

A stappare

Champagne, appena arrivato

Regalato

Dal parlamentare

Il solito

Con le sue richieste

Da attenzionare

Anche oggi

Che è Natale;

Intanto,

Poco lontano

Don Andrea, stremato

Tra i barboni e gli immigrati

Serve pasti caldi,

Senza Champagne,

E una lacrima

Nascosta, beffarda, rassegnata

Gli bagna il viso

Annebbiandogli la vista,

Così non si accorge

Di un’ombra a lui vicina

Stranamente serena,

Vagamente somigliante

A Papa Francesco,

Il pontefice

Che il cardinale palestrato

Non volva mai vedere

 

stefano mauri

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