Chi c’era e (soprattutto) chi non c’era all’inaugurazione della sede di Forza Italia

Chi c’era e (soprattutto) chi non c’era all’inaugurazione della sede di Forza Italia

Quindi Forza Italia ha la sua nuova scintillante sede, si trova in via Cavour 9, terzo piano, laddove una volta trovo sede la Margherita (ai tempi di Risari da quelle parti). Un salone abbastanza ampio dove si potrebbero anche organizzare serate ed incontri. Va bene.

Sabato sera il taglio del nastro alla presenza dell’europarlamentare Lara Comi e poi la cena al ristorante Bosco. Alla cena una sessantina di persone, a cui va fatta la tara visto che ai tavoli erano sedute una ventina di persone facente parte della carovana di 500 dell’iniziativa Missione Italia #IoVotoNo.

Una assenza ha spiccato tra i tavoli della cena, quella dell’europarlamentare cremasco Max Salini (e tutte le persone a lui vicine), soprattutto dopo la sua discesa in campo e dopo che aveva partecipato alla cena di due giorni prima a Pandino per le elezioni provinciali. Sgarbo? Impegni precedenti?

Presente Simone Beretta ma assente un po’ tutta la sua ala, come alla cena non era presente l’ormai quasi dissidente Antonio Agazzi, che va detto era presente al taglio del nastro in via Cavour. Assenti anche quelli di Cremona, ma hanno fatto sapere solo per motivi logistici visto che avevano scortato la Comi su e giù per la provincia per tutto il giorno.

Presente il sindaco di Soncino e persona emergente di Forza Italia, per quanto una sorta di battitore libero, Gabriele Gallina. Tra i tavoli discussioni sulle elezioni provinciali che sarebbero andate in scena il giorno dopo, sapendo già chi sarebbe stato il vincitore, l’unico candidato presidente era Daniele Viola per il centro sinistra, ma con il centro destra spaccato dalla presenza di due liste, una ufficiale e una più civica (con lo stesso Gallina all’interno).

La Comi non ha fatto accenni locali, ha parlato di uno dei suoi cavalli di battaglia, la tutela del Made in Italy e ovviamente del voto al Referendum. Altro argomento assai discusso tra i tavoli l’affaire San Domenico con la sinistra spaccata e rifondazione pronta addirittura ad azioni legali contro l’amministrazione Bonaldi.

Ovviamente sugli scudi Gianmario Donida, che è un po’ il regista dell’apertura della nuova sede. Erano quindi presenti tutti (o quasi) quelli della sua ala: Scaramuzza, Paggi etc. Donida nelle parole dette in fase di inaugurazione ha ribadito il refrain che porta avanti da qualche tempo: unità ritrovata in casa Forza Italia, coalizione possibile col resto del centro destra, intenzione di trovare un candidato unitario da contrapporre alla Bonaldi a maggio del 2017. Un candidato che potremmo a questo punto trovare sotto l’albero di Natale, come aveva ipotizzato Beretta mesi fa.

L’impressione è che l’unità sia ancora un po’ fragile e che Donida sia ancora un po’ in disparte, come lo avevamo ritrovato in disparte alla famosa oramai conferenza stampa della discesa in campo di Salini. Certo qualche passo avanti pare essere stato fatto.

Bruno Mattei

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