Amara riflessione di Andrea Spinelli affidata alla sua pagina Facebook. La riportiamo:
Qualcuno ha ucciso la musica dal vivo?Piccola riflessione a punti.
1. La burocrazia è il nuovo “Fonico”: SCIA, SUAP, permessi ASL, certificazioni antincendio. Per accendere un microfono oggi servono più scartoffie che per lanciare un razzo su Marte.2. SIAE: Il socio che non suona mai. Una tassa fissa che spesso mangia tutto il margine, prima ancora che la prima nota venga suonata. Un sistema punitivo che scoraggia chiunque voglia proporre qualcosa di nuovo.3. Vicinato “Zero Tolleranza”: Compri casa sopra un locale storico e poi passi il sabato sera a chiamare i carabinieri. Le città stanno diventando dormitori silenziosi dove il “rumore” della cultura non è ammesso.4. Il rischio “Bolletta”: Con i costi energetici e gli affitti alle stelle, il gestore non è un mecenate, è un equilibrista. Se non riempie ogni centimetro quadrato, quella sera sta pagando per farti suonare.5. La sicurezza che costa come un attico: Normative rigide (spesso assurde per i piccoli spazi) che richiedono investimenti da decine di migliaia di euro. Risultato? Meglio mettere un DJ set abusivo o spegnere tutto.6. La morte del “Rischio Culturale”: Nessuno può più permettersi di scommettere sul talento sconosciuto. O sei una cover band che garantisce i “cantautorati di massa” o sei un rischio finanziario.7. L’algoritmo ci ha resi pigri: Netflix, divano e delivery. Perché uscire a scoprire una band nuova quando posso stare nella mia comfort zone? La curiosità sociale è ufficialmente in terapia intensiva.8. Il musicista trasformato in PR: Non conta più quanto studi lo strumento, conta quanto sei bravo a stalkerare gente su Instagram per portarla al locale. Se non porti i tuoi amici, non esisti.9. L’egemonia dei Grandi Eventi: Spendiamo 120€ per vedere una star allo stadio da un chilometro di distanza, ma ci lamentiamo per 5€ di coperto nel club sotto casa dove la musica ti vibra nelle ossa.10. La guerra tra poveri: Gestori contro band. Band contro gestori. Quando invece il nemico è un sistema che non tutela i piccoli spazi, quelli dove – ricordiamocelo – sono nati tutti i grandi nomi che ascoltiamo oggi.La musica sta diventando un lusso per chi può permettersi di rimetterci.
Se continuiamo così, tra dieci anni avremo solo discoteche silenziose con le cuffie e playlist di Spotify in filodiffusione. Un locale che chiude non è solo un’attività che fallisce, è un pezzo di quartiere che muore.
Vogliamo davvero città bellissime, pulitissime, ma mute? Città sicure ma vuote le due cose fanno a pugni.
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