Dal pensarsi libera, alla migliore “sottona” del mondo? Così, la redazione di Vanity Fair ha sintetizzato, giocando di slogan, la parabola degli ultimi anni di Chiaar Ferragni da Cremona. Ed è stata lei stessa a dirlo, attraverso la sua felpa. E questa “Rivoluzione Romantica”, soprattutto è arrivata ripensare e riposizionare il suo omonimo brand di abbigliamento e accessori, sul mercato, verso posizioni più appetitose per gli acquirenti dei suoi prodotti. Per far rinasce dalle proprie ceneri come l’araba fenice il suo brand, Chiara Ferragni ha in primis rivisto il suo logo: via l’occhiolino e i glitter, ecco ora una semplice scritta in giallo burro e blu. Sull’account Instagram del marchio, poi, colpo di spugna sui vecchi contenuti, per lasciare spazio al concept tutto nuovo, e alla nuova capsule collection, la prima del nuovo corso, studiata in collaborazione con il brand Rivoluzione Romantica dei dj riccionesi Alberto Albani ed Edoardo Bertuccioli, che da anni si sono fatti conoscere in un certo giro cool grazie a felpe e magliette tra l’ironico e il con concettuale. Ed è proprio da qui che arriva la “sottona”, con l ‘imprenditrice digitale in aeroporto, con trolley al seguito, che sembra paparazzata con indosso una felpa della capsule: la grafica è quella di un mappamondo umanizzato con le scritte “World’s best sottona”. La questione però, secondo Vanity Fair è la seguente: che cosa ha “messo sotto” davvero la Ferragni? L’amore? Il concetto di amore? L’ambizione? O magari il suo Ego? Solo lei può avere la risposta. E chissà che non ce la dia con la prossima felpa. ma l’importante è ripartire anche per i suoi ormai ex dipendenti: il 78% di persone lasciate a casa causa crisi post “Pandoro gate”.  Intanto, il “Pandoro Gate” torna al centro della cronaca giudiziaria. Intanto, nei giorni scorsi, con il rinvio a novembre, nella terza sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta dal giudice Ilio Mannucci Pacini, si è aperta l’udienza preliminare che vede imputata Chiara Ferragni, l’influencer e imprenditrice digitale più seguita d’Italia. Ferragni, che non era presente in aula, è accusata di truffa continuata e aggravata per le note vicende legate al pandoro “Pink Christmas” e alle uova di Pasqua griffate con il suo brand, iniziative finite sotto inchiesta per la presunta promessa di devoluzioni solidali non corrisposte nei termini annunciati. Non è sola: insieme a lei figurano l’ex braccio destro Fabio Damato, la manager Alessandra Balocco – recentemente scomparsa – e l’imprenditore Francesco Cannillo, patron di Cerealitalia-ID, partner industriale delle operazioni commerciali contestate.

stefano mauri

(Visited 12 times, 12 visits today)