Crema: Si è concluso il 28 novembre scorso il censimento nazionale degli autovelox. Dal 29 novembre, tutti i Comuni, gli enti locali e le forze dell’ordine che non hanno caricato i dati richiesti sulla piattaforma istituita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti devono spegnere i dispositivi, pena la nullità delle sanzioni elevate.

Il giro d’affari legato agli autovelox è importante: nelle principali 20 città italiane, secondo le elabora attraverso cui enti locali e forze dell’ordine devono comunicare, entro 60 giorni, tutte le informazioni relative ai dispositivi di rilevazione della velocità: posizione, modello, conformità e omologazione. Il decreto stabilisce espressamente che “la comunicazione dei dati […] è condizione necessaria per il legittimo utilizzo dei dispositivi”.

Codacons: “Da una settimana qualunque apparecchio non censito non potrà essere utilizzato. Le sanzioni elevate da dispositivi non registrati saranno nulle a tutti gli effetti. A questo si aggiunge il nodo irrisolto dell’omologazione. Il “caos autovelox” dura ormai da 20 mesi, da quando la Cassazione -nell’aprile 2024- ha sancito la nullità delle multe elevate con apparecchi approvati ma non omologati. Quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili non risultano in possesso dell’omologazione richiesta, molti dei quali installati prima del 2017, anno cruciale per la disciplina tecnica dei dispositivi. Un quadro che alimenta migliaia di ricorsi in tutta Italia.

Non esitate a contattarci, per informazioni, ricorsi, assistenza e tutela legale all’indirizzo codacons.crema@gmail.com e al recapito telefonico 347.9619322”.

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