Forte Apache e dintorni, come e perchè 24 anni dopo il libro di Antonio Grassi è ancora molto attuale

Forte Apache e dintorni, come e perchè 24 anni dopo il libro di Antonio Grassi è ancora molto attuale

Domenica primo maggio, al circolo Arci di Persichello, si è tenuto un incontro sull’inceneritore di Cremona e i problemi ambientali che affliggono oggi la nostra provincia. Problemi che hanno radici nel passato e rimasti irrisolti. Lo spunto della riflessione-discussione è stato il libro Forte Apache e dintorni del giornalista Antonio Grassi, attuale sindaco di Casale Cremasco Vidolasco. Pubblicato nel 1998  – ma ancora molto attuale – il libro narra la storia del referendum contro l’ubicazione l’inceneritore di Cremona in via San Rocco. Referendum vinto, ma poi disatteso.

La consultazione avvenne il 18 giugno 1994. Pochi giorni dopo il risultato referendario, l’amministrazione di centrosinistra fece approvare in consiglio comunale un ordine del giorno che tradiva la volontà popolare e l’impianto venne costruito. Per opporsi alla decisione del comune nacque Forte Apache, un presidio permanente di resistenti provenienti ad aree politiche anche opposte. Ubicato sull’area dove era prevista la realizzazione dell’impianto, il forte divenne simbolo di quella battaglia di democrazia contro il tradimento di un referendum svolto seguendo tutte le tappe burocratiche previste e pagato dalla stessa amministrazione comunale.

L’incontro introdotto da Giuseppe Moncada, del circolo Arci e organizzato dal presidente del circolo stesso Simon Borchard, è stato condotto da Maria Grazia Bonfante, ex sindaco di Vescovato e attuale consigliere comunale.

Quest’ultima ha sottolineato come un gruppo di cittadini fosse riuscito a diventare soggetto politico costringendo le istituzioni ad interloquire con lui. Un risultato oggi molto difficile da ottenere. Ha ricordato alcune problematiche ambientali (inquinamento atmosferico provinciale)  ed altre  senza dimenticare di stigmatizzare la questione Masterplan 3 c.

Durante il dibattito sono intervenuti a portare la loro testimonianza due dei protagonisti della storia: Laura Rossi, allora giovanissima e su posizioni di sinistra e Francesco Bordi, di Forza Italia e poi assessore comunale di Cremona con il sindaco Oreste Perri.

La prima ha raccontato del rapporto del forte con i cittadini e delle notti da lei passate al presidio in compagnia dei topi e con la visita della Digos per controllare la situazione. Ha precisato come già allora si sosteneva la necessità di ridurre i rifiuti alla fonte.

Il secondo ha ripercorso le tappe che hanno portato al referendum.

Ha preso la parola anche Vittoriano Zanolli, ai tempi caporedattore de La Provincia, della quale sarebbe poi diventato direttore. Ha spiegato perché il giornale avesse sostenuto in modo massiccio il referendum. Ha accennato al nuovo ospedale di Cremona e ad  Area donna dicendo che sarebbero meritevoli di una mobilitazione simile a quella per il referendum.

Grassi  raccontato di Forte Apache, da lui così chiamato per facilitare la comunicazione e ricordato alcuni episodi accaduti durante la vita del presidio. Ha indicato Mario Bini, autonomo e Bruno Poli, Forza Italia i due leader indiscussi del Forte e come, solo grazie alla loro intesa, la protesta è diventata tanto rilevante. Bini il guerriero e  Poli il diplomatico. Entrambi sono prematuramente scomparsi.

Una citazione anche per Federico Balestreri che nella fase di preparazione al Referendum ha avuto un ruolo importante.

Un incontro che non è stato un revival o un ritrovo di reduci, bensì un’occasione di riflessione con spunti per affrontare in maniera più incisiva alcuni temi politici di oggi. Soprattutto una testimonianza dell’attualità delle tematiche e delle riflessioni contenute nel libro.

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