Consigli utili (in cucina) per chi vuole cuccare

Consigli utili (in cucina) per chi vuole cuccare

Premessa

Lo stoccafisso non è un’opinione. Però sono cambiati i prezzi e il venerdì non è più considerato giorno di magro. Chi rispetta le regole si accontenta di una piattonata di aringhe, che sempre del Mare del Nord sono. In offerta, con cinque euro, mangia tutta la famiglia, gatto compreso.

Storicamente parlando, a rompere gli equilibri ci si sono messi per primi i vicentini il quali, avendo decimato la colonia locale dei gatti, allo stoccafisso gli hanno cambiato il nome: baccalà, che poi è diventato anche alla veneta e alla veneziana. Buoni. Tu chiamale, se vuoi, evoluzioni.

Le emozioni, invece, arrivano quando si opta per il classico piatto povero. Lo stoccafisso arrossisce per la vergogna e lancia muti consigli: se non hai tanta fame compra una dozzina di ostriche e una bottiglia di Chablis, risparmi e ci fai un figurone della madonna. Inoltre l’accoppiata esalta l’erotismo.

Perché, di fatto, lo stoccafisso costa quasi quanto un anellino appena appena, però comprato da Bulgari.

 

L’alternativa

Non avendo una morosa cui dedicare le dovute e uniche attenzioni, ho scelto un tubetto di pasta d’acciughe, che con quello, se ci sai fare in cucina, cucchi alla grande.

Si prenda una confezione di pasta sfoglia pronta per l’uso e già munita di carta da forno: la si spaparanzi per bene entro la teglia pennellandola con passata di pomodoro come se fosse un muro da imbiancare. A parte un bicchierino d’olio entro il quale si stempera con cura la poltiglia in tubetto. La miscela così ottenuta verrà distribuita in maniera uniforme e lasciata riposare quel che basta per l’assorbimento. Questione di pochi minuti, utili per affettare (affettare!) una mozzarella fresca  poi distribuita in maniera coerente con il perimetro della teglia. Forno a manetta e in quattro e quattro otto siamo pronti.

Attenzione alle bevande. Se è una conviviale tra scapoli va bene anche la birra, ma se il soggetto e l’obiettivo sono di altra natura consiglio un buon bianco fermo e ben freddo.

“Cazzo Calvo, mi vuoi sedurre e mi rifili una pizza?!”

Il seduttore versa altre due righe di vino: “No cara, questo è un voulevant al trancio.”

 

Beppe Cerutti

 

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