Coronavirus, l’emergenza globale che diventa emergenza locale e a sto giro la notizia siamo noi

Coronavirus, l’emergenza globale che diventa emergenza locale e a sto giro la notizia siamo noi

Settimana scorsa a Radio 1, in un bel programma chiamato Mangiafuoco, hanno fatto uno speciale virus. Si ma non parlando del Coronavirus, ma raccontando le grandi pandemie dei secoli scorsi. Tre speciali per “tranquillizzare”. Il messaggio introduttivo era infatti: la peste nera, o la Spagnola sì che sono state grandi epidemie. Milioni di morti, per la spagnola neppure si sa quanti di preciso. A sto giro dai tutto sommato siamo preparati. Tra parentesi ho scoperto che la famosa peste nera del 1630, quella di Renzo e Lucia e dei Promessi Sposi, è partita proprio da Whuan, la città cinese oggi tanto nota per essere stata il via di questo casino. Tutti tranquilli quindi. Si però quando il casino ce l’hai sotto casa insomma un po’ di strizzetta ti viene. Stasera per tornare a casa ad esempio dovrò attraversare in auto Castiglione d’Adda e toccare tangenzialmente Codogno e Casalpusterlengo, i tre paesi del lodigiano da oggi tristemente noti a livello mondiale come il primo focolaio italiano di Coronavirus.

Oggi per tutto il giorno si sono affastellate notizie, intanto sugli spostamenti del paziente zero, che sabato pare, dice Repubblica, rilancia CremaOggi, abbia giocato a calcetto ai Sabbioni. E stretto giro lo stesso CremaOggi da notizia dell’allestimento dell’unità di crisi al pronto soccorso di Crema, con tanto di un paio di persone in osservazione. Crema ha paura. La vicinanza con il focolaio è minima, i contatti con i cugini lodigiani stretti. Avevo anche pensato di sdrammatizzare riesumando i racconti dei Trono di Crema, avevo iniziato anche a buttare giù un attacco:

Maledetti noi che abbiamo sempre pensato di fare una repubblica mettendo assieme La città Giocattolo e quei malnati dei cugini di oltre Adda. L’unica cosa che ci hanno passato in questo 1630 anno domini, o come diciamo nella Città Giocattolo, Anno di Grazia 7 del Trono Lucente della regina Stefania, è sta pestilenza. E adesso è scattata la paura. Si lo so che le vicende vivide del Trono non ve le raccontavo da un po’. Ma come non ricominciare a narrare adesso che serve sapere quello che succede. Si lo so che sono scomparso con i proclami da cantastorie all’avvento della seconda Dominazione del Trono della Regina Stefania. Ma solo perché sono un codardo. E non vi sto a raccontare perché, proprio perché lo sono. A proposito la regina? Aspettiamo le sue notizie vivide qui sulle rive del Serio, nell’unico posto dove possiamo stare alla giusta distanza gli uni dagli altri, che se anche uno starnutisce non ci sentiamo minacciati. Qualcuno si dice che si sia già chiuso in casa.

Ma a parte che non ho più la voglia e lo smalto di tre anni fa e il pezzo partiva davvero loffio, diciamo che preferisco per una volta usare il mio nome. Anche Bruno Mattei, che sta qua a Piacenza bello tranquillo, ha declinato l’offerta di scrivere due cose. Magari due battute sbilenche per sorridere. Ora Repubblica batte che Codogno è deserta, che scuole e bar sono chiusi, che le iniziative del carnevale sono sospese. Non so ancora cosa farà il Comitato Carnevale Cremasco domenica. Vedremo probabilmente entro sera lo diranno. A naso direi che anche se la sfilata si farà di gente poca. Anche se in fondo il Carnevale serve proprio per sdrammatizzare no? E allora perché non mettersi tutti le mascherine, invece che le maschere, e scendere in piazza.

Belle parole. Ci sono già anche le rivendicazioni politiche, con la Lega che rilancia la proposta fatto qualche settimana fa di quarantena obbligatoria per chi rientra dalla Cina. Giusta? Sbagliata? Anche di questo riparleremo presto. Oggi di certo tutti gli organi di informazione hanno fatto il pieno di visualizzazione. Quelli nazionali e quelli locali. Anche qua ci sarebbe una domanda da farsi: giusto rilanciare subito ogni informazione che arriva? Di certo nel mondo dell’informazione globale e real time ormai è logico. Ma visto che per una volta ce la sentiamo sulla nostra pelle magari ci faremo poi, a emergenza passata, qualche bella riflessione.

Perché è inevitabile che escano cose sbagliate, notizie a metà, spizzichi e bocconi che allarmano e spaventano ma che fanno migliaia di click. In fondo ci sto cadendo anche io adesso. Vedere il contatore di Cremaonline sempre oltre i 1000 utenti online dentro mi fa dire: va beh, anche Sussu può raccattare qualche wiev in questa convulsa giornata. Magari anche con una foto bella, presa al PS da qualche conoscente che ha la sventura di essere li oggi.

Insomma a cosa serve questa serie di spunti buttati li? Forse a nulla. Anzi di certo a nulla. Tanto che mi rimetto anche io a fare lo spettatore di questa emergenza globale che è diventata dannatamente locale e maledizione a sto giro la notizia siamo diventati tutti quanti noi.

emanuele mandelli

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