“Dal ‘ferro’, al cervello. Comprare oggi un robot, diciamo autonomo ( magari umanoide) e’ facile; sul mercato ne arrivano tanti e con evoluzioni molto frequenti.
Sono macchine che meritano tanto tanto rispetto perché hanno contenuti tecnologici molto importanti con prestazioni, cinematiche e dinamiche, in continuo miglioramento.
Ma l’Hardware ( scherzosamente e solo scherzosamente lo chiamo ‘Ferro’) può fare poco se poi non ha il ‘Cervello’ giusto.
Se non addestrate opportunamente, le macchine si fermano all’effetto Wow dei software pre-impostati.
L’adattamento della macchina all’applicazione richiesta fa, invece, la differenza e apre spazi di mercato.
In VHIT Robotics ci stiamo concentrando sul ‘Cervello’ senza disdegnare di capire a fondo il ‘Ferro’ ( Conoscenza=Consapevolezza).
Intanto insegniamo alle macchine come salire e scendere le scale ( prima in simulazione virtuale e poi nel mondo reale).
Capito questo, estenderemo il metodo a tante altre operazioni elementari e componibili.
Così ha postato via social, l’ingegner Corrado La Forgia, amministratore delegato della VHIT, storica azienda metalmeccanica (settore Automotive) cremasca. Con la divisione Robotics, la VHIT è già nel futuro. A Offanengo, le idee corrono!
stefano mauri






