Per Corrado La Forgia, general manager della storica azienda della componentistica automotive, Vhit di Offanengo, in provincia di Cremona, investire nel digitale e nell’intelligenza artificiale è la strada maestra per recuperare redditività e ottenere un miglior ritorno sul capitale investito, puntando sempre più nell’IA e nella robotica. E lo ha spiegato chiaramente, in un’intervista concessa al portale Industria Italiana: “L’IA si sta affermando come uno dei fattori tecnologici più trasformativi per il mondo industriale e dell’automotive, aprendo prospettive per una rinnovata competitività in termini di organizzazione della conoscenza, l’efficienza dei processi e la valorizzazione. Il futuro è la robotica umanoide. Sono convinto che possa avere un impatto significativo, nel manifatturiero così come in altri settori. Sono soluzioni su cui presto ci misureremo per creare nuova produttività al nostro interno e per sviluppare soluzioni all’esterno, anche in altri segmenti. La vera barriera alla digitalizzazione non è tanto il costo, ma la necessità di una profonda trasformazione culturale. Ed è fondamentale che l’essere umano resti alla guida della tecnologia, scegliendo lo strumento giusto. L’acquisto impulsivo di soluzioni, come software o robot collaborativi, senza conoscerne l’applicazione specifica, rischia solo di lasciare attrezzature inutilizzate. Per gestire questo cambiamento è cruciale creare un team interfunzionale che condivida visione e responsabilità, anche nelle piccole realtà. Nonostante gli investimenti, molte imprese non stanno utilizzando i dati per una conoscenza profonda degli asset. Noi siamo andati in una direzione opposta, investendo massicciamente nella connected factory e nell’intelligenza artificiale. La fame di margini in un settore povero, ma tecnologicamente sfidante come l’automotive, impone di ridurre gli sprechi per liberare risorse economiche e umane da dedicare all’innovazione”.

stefano mauri

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