Così parlò Aschedamini, Lord Max un Cannibale vero e verace

Così parlò Aschedamini, Lord Max un Cannibale vero e verace

Proponiamo, considerando il momento anonimo (giratela come volete, ma questo Pergo convince a metà) “cannibale”, un’intervista rilasciata mesi fa, ma sempre attuale, da Lord Max Aschedamini al settimanale MondoPadano.

E’ stato per tanti anni presidente di un Pergocrema che vinceva e attirava gente allo stadio Giuseppe Voltini anche quando non convinceva. Poi all’epoca di Stefano Bergamelli ha svolto alla grande il ruolo di dirigente (ma lo era stato anche all’epoca dei fratelli Erasmo e Roberto Andreini) e comunicatore, ma il suo grande pregio, dall’estate 2000 al 2004 è stato quello di tenere unita una cordata, composta da imprenditori e liberi professionisti locali, che ha guidato il Risorgimento Gialloblù. Cannibale vero, Massimiliano Aschedamini, da anni non mette più piede al campo sportivo quando gioca il team canarino. Gli abbiamo chiesto il perché.

Architetto come mai non segue più il maggiore sodalizio calcistico cittadino?

Dal 2012, da quando cioè è nata la Pergolettese, non mi occupo di cose calcistiche canarine perché non sento mia la squadra.

Tra l’altro considerando la media spettatori in molti la pensano come lei.

Mettiamo che paradossalmente il Milan non si iscriva al campionato e che l’Inter rilevi i suoi titoli sportivi e, mantenendo la struttura nerazzurra iscriva il nuovo team al torneo. Secondo voi i veri milanisti seguirebbero una squadra del genere? Un tempo col Pizzighettone facevamo il derby, all’improvviso il Pergocrema è stato accorpato dal management rivierasco. Tra l’altro la nuova proprietà non ha nemmeno coinvolto attivamente, nel progetto, dei referenti locali.

Lei si era proposto in tal senso?

Si e con altri imprenditori, sostenuti anche dal consigliere regionale Agostino Alloni, durante più incontri con Cesare Fogliazza avevamo dato la nostra disponibilità a entrare, con un pacchetto di sponsor, in partita per dare una mano senza, con questo, chiedere o cercare poltrone o ruoli rilevanti. La nostra richiesto però è caduta nel vuoto.

Tra l’altro lei manco fu invitato alle celebrazioni ufficiali per gli 80 del Pergo nel 2012?

Ognuno agisce come vuole, mi avessero invitato sarei andato volentieri all’evento. Non mi hanno interpellato, non mi sono presentato.

Come vede il sistema calcio dall’esterno?

Parlo in generale, vedevo un mondo sclerato prima, quando giravano i soldi. Oggi che di euro ne girano meno, beh è ancora peggio. Servono idee nuove.

Può essere Mario Macalli, vicepresidente federale a regalare nuova linfa al movimento?

Non parlo di Macalli ed evito battute su una persona che conosco. Avessi avuto voce in capitolo non avrei comunque votato per Carlo Tavecchio alla guida della Federcalcio.

Un pensiero sull’Ac Crema 1908?

In passato ho scherzato tanto coi cremini arrivando a definirli panda in via d’estinzione. Oggi penso che il panda si sia svegliato poiché Chicco Zucchi, presidente del Crema ha le idee chiare, manageriali e nel giro di due anni sarà in serie D. Con l’improvvisazione non si va da nessuna parte.

 Stefano Mauri

 

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