Così, via social su Facebook, il sindaco Stefania Bonaldi interviene sui bagolari tagliati in via Bacchetta

Così, via social su Facebook, il sindaco Stefania Bonaldi interviene sui bagolari tagliati in via Bacchetta

Se un solo frammento dell’indignazione che affiora da parte di alcuni per l’abbattimento (cui seguirà sostituzione!) di 29 alberi in un tratto di #viaBacchetta fosse indirizzato alla situazione in cui vivono tante persone fragili, sole e in difficoltà, della nostra città, saremmo una comunità migliore. Se lo stesso zelo si fosse manifestato in passato, in circostanze assai più drammatiche e criminali, ci sarebbero più cremaschi felici di stare al mondo.

Ci è chiaro che le piante sono creature viventi, ma quando esiste un conflitto non sanabile tra la natura e l’uomo, le persone che credono nell’interesse collettivo non dovrebbero avere dubbi.

Chi deve decidere non può giocare con le attese dei cittadini e deve dare conto del percorso decisionale, per questo ribadisco alcuni punti di seguito, cercando di nuovo di fare chiarezza e partendo da fatti incontestabili.

– Primo. Le piante di quel tratto di Via Bacchetta, messe a dimora oltre sessant’anni fa con un grande errore di valutazione, oggi in regime di clamorosa incompatibilità con l’abitato circostante, vengono sostituite in forza di solide ragioni, comprovate anche da studi di esperti e non dai tuttologi che popolano i social network.

Compresi gli ambientalisti “in proprio”, che cercano visibilità anche di fronte a piccoli drammi civili come questi.

Compresi quegli esponenti della destra che sovente si disinteressano delle persone, figuriamoci dell’ambiente.

Compresi gli esponenti di un Movimento che si mette di traverso sul taglio degli olivi malati di Xilella, giocando con il solito sentito dire e il suo pensiero magico, mentre ad oggi 21 milioni di piante sono morte nella sola Puglia.

– Secondo. Questo intervento in un tratto di Via Bacchetta avviene sulla base di precise segnalazioni dei residenti, per migliorare la fruibilità, la vivibilità e la sicurezza della via e delle persone che la abitano. Parliamo di femori rotti e di rischi quotidiani.

– Terzo. Abbiamo fatto quantificare dagli esperti il “danno ecologico” prodotto dall’abbattimento e piantumeremo alberi fino a completa compensazione del danno stimato (di 78mila euro). Se qualcuno dice che togliamo l’ossigeno ai cremaschi è perché forse è al suo cervello che manca ossigeno.

Abbiamo cercato di salvaguardare alberi e persone, ma dopo mesi di approfondimenti e confronti con esperti veri, ci siamo resi conto che non era possibile. Dovevamo scegliere, i diritti delle piante e quelli degli abitanti di questo segmento di via Bacchetta erano in conflitto e, per quanto amanti dell’ambiente, non potevamo mettere sullo stesso piano alberi e persone.

Una scelta che avremmo preferito non fare, tre anni alla fine del mandato passano in fretta, in termini di consenso vediamo in queste ore a quali esasperazioni può portare, ma una scelta che non potevamo evitare, che pesa sulla nostra sensibilità di cittadini e di ambientalisti, non certo su quella di amministratori responsabili, chiamati a tutelare il bene comune.

Cosa assai diversa che giocare sulle emozioni della collettività per poi sparire quanto qualcuno si rovina a causa di un fondo dissestato o si trova la casa invasa dalle radici. Perché tanto, in quei casi la colpa è sempre e solo del sindaco.

Così, postò via social su Facebook, il sindaco Stefania Bonaldi in merito ai bagolari tagliati in via Bacchetta a Crema

sm

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