La città di Crema fa circa 34.000 abitanti, tutto intorno il cremasco ne fa circa 150.000, un bacino d’utenza che non può sentire la mancanza di un concerto vero per più di 10 anni. Parto da questa riflessione perché quello che è successo nel weekend del 18 19 e 20 luglio è stato qualcosa di miracoloso e inaspettato, come quando senti l’aria di primavera e tiri un sospiro che sa di libertà. Voglio partire a ritroso, la domenica si sa che è un giorno difficile, la gente il lunedì lavora, al festival si respira un’aria rilassata dopo le scorribande del venerdì e del sabato.
Tre band da varie parti d’Italia, apre Poison Blackout da Bergamo, un misto tra punk, trap e edm, seguono i giovanissimi Amnesia da Bologna, una band con un songwriting davvero eccellente, mi hanno fatto tornare in quel 2007 dove dominava la scena emo punk , infine gli Huranova da Piacenza , una band tecnicamente impeccabile e con una voce femminile esagerata, impossibile non pogare per noi dello staff.
Il festival è finito, andate in pace… voi del pubblico perché a noi aspetta lo smontaggio fino alle 3 di notte e tutto il giorno successivo.
Indietro di un giorno, in un sabato sera dove il cremasco medio è abituato alle sagre dove le nonne fanno i tortelli, da noi approdano i Magazzeno (li ho pescati personalmente su Instagram a Febbraio perché il mio fiuto mi diceva qualcosa) che ci sfornano quella che per noi e ben presto anche per voi è la Hit di quest’anno “Milano è piena di f**a” loro giustamente hanno censurato la parola “piena”, ci sparano brani come Sculacciami e Salvatore , l’ultimo un brano che spiega che in Sicilia hanno tutti lo stesso nome, insomma epici questi ragazzi, vedremo presto se ho avuto ragione.
Ecco il momento di una delle band più fighe del festival, i Vintage Violence con il loro punk rock cantautorale , testi colti e taglienti , le parole dei brani scorrono sul ledwall perfettamente sincronizzate, il pubblico paga e canta. Il fatto curioso è scoprire che il sottoscritto ha scoperto grazie al loro batterista che ci ha suonato insieme con gli Overdreams al mitico festival dello spiaggione di Gombito nel 2005, che bello ritrovarsi 20 anni dopo. Il sabato è serata in deroga fino all’una di notte e ci pensa Ambramarie con un dj set splendido dove non sbaglia un pezzo.
Arriviamo al venerdì sera, dopo due giorni di allestimento del festival noi dello staff alle 15:30 attendiamo l’arrivo dei Punkreas per il soundcheck. In regia col mio fonico da una vita Marco Aiolfi si chiacchiera sul fatto che portarli a Crema dopo tanto tempo è una bella soddisfazione, più o meno lo scambio di battute è stato questo:
A: Marcolino sono contento di fare questa cosa, ne sentiamo tutti il bisogno
M: si assolutamente anche io, non sarà la stessa emozione di quando avevamo 15 anni ma comunque fa il suo effetto.
A: No dai , siamo cresciuti suvvia, adesso siamo adulti, responsabili e lavorativamente professionali.
Ecco che alle 21 spaccate partono gli Highway Dream, storica band hard rock lodigiana capitanata dalla bravissima Isabella, c’è già un bel po’ di gente sotto palco e non solo, tutti i tavoli pieni e gente in piedi ovunque. Infine arriva il momento, si abbassano le luci , sparo il logo di Paranoia e potere sul ledwall, parte l’intro e finalmente salgono sul palco, iniziano con Falsi preoccupati. Inutile dirlo, un po’ la lacrimuccia è scesa, Marcolino mi guarda e mi dice “Andre abbiamo detto una minchiata, l’emozione è la stessa dei 15 anni”.
La macchina del tempo prende il volo come la più bella delle DeLorean ,ci porta indietro nel tempo e trasporta tutto il pubblico in un’altra dimensione , quell’epoca dove c’erano ancora i concerti belli, dove c’era aggregazione e si respirava quell’aria di libertà che manca da troppo tempo. Cippa con il braccio rotto causa incidente ma più figo che mai con aria da cantautore impegnato😄 Paletta che passati i 50 ha sempre l’energia di un ventenne, Noyse, Serafino e a Andre sempre sul pezzo.
Appena ho sentito Sotto esame ho fatto una corsa dalla regia e mi sono lanciato nel pogo più potente della serata , non lo facevo da 15 anni , che vecchio di merda. Sul finale del concerto non sono riuscito a trattenermi nel salire sul palco e cantare l’ultimo pezzo di Canapa , abbracciare Cippa (stando attento al braccio eh) e ringraziare tutti i miei ragazzi di Crema live heart.
Non so quante persone c’erano , c’è chi dice 2500 chi 3000 ma poco importa, ho visto gente che non vedevo da vent’anni e probabilmente da quel tempo non usciva di casa. Quello che conta è l’aria che ho respirato quella sera, che mi ha fatto tornare in forma sia fisicamente che mentalmente, insomma l’aria dì libertà che oggi non c’è più perché troppo presi da un ego social , da una riflesso di noi stessi che non ci appartiene.
I ringraziamenti sarebbero lunghissimi quindi mi limito a quelli istituzionali, il nostro Assessore alla cultura Giorgio Cardile che ci vede sempre lunghissimo, il nostro sindaco Fabio Bergamaschi che quei tempi li ha vissuti, Marco e Francesco di Nuovauto main sponsor della manifestazione e tutti gli altri che ci hanno supportato. Di Crema live heart non c’è nulla da dire perché tra abbracci , birre rovesciate , fatica e sudore ci siamo già detti tutto , non servono le parole quando una cosa si vive insieme.
Piero che ormai è il mio braccio destro ha dormito 4 notti al festival e ha sfacchinato come pochi, Marietto che ogni giorno che passa è sempre di più una sorpresa ed è il miglior acquisto che potevamo fare quest’anno, Michelino detto anche Cecco oltre che essere un trasformista è la persona più paziente del mondo con i bambini e anche con le mammine, il mio best friend Massimo che dopo 14 ore di lavoro si spara 6 ore in cassa contanti, se non è amicizia questa, la nostra fotografa Lucia Cirillo che è rimasta al festival nonostante un momento molto delicato e l’ho veramente apprezzato tantissimo, mio fratello che si fa gli sbattimenti ad andare a comprare le cose che puntualmente ci dimentichiamo, Laura la sua compagna è in assoluto la barista più brava e sul pezzo che abbia mai conosciuto, le nuove leve Ambra, Camilla, Emma, Aurora che hanno spillato birre , fatto cassa, gestito l’area bimbi. Ah si , mi sembra di aver visto anche quel playboy di JJ in questi 3 giorni😄.
So che sarete abituati a feste delle birra con 30 o 40 volontari, noi l’abbiamo fatta in 12.
L’orgoglio personale più grande è la mia compagna Alessandra che oltre a farmi da badante redige asseverazioni impeccabili, compila il Suap, fa le grafiche, le piantine, si occupa degli hobbisti e oltre a tutto ciò mette giù i tavoli, raccoglie l’immondizia , non ha mai paura di sporcarsi le mani e spaccarsi la schiena, sei stata sicuramente il regalo più bello degli ultimi anni. Spero soltanto che la direzione che abbiamo preso, la gente che ha partecipato, l’atmosfera che si è creata risveglino in chi di dovere una voglia di ricominciare a respirare libertà. Non è finita, almeno non per noi e a giudicare dalle foto nemmeno per voi.
E adesso SALTA SALTA SALTA
andrea spinelli




















