Se fai una cosa ti viene una volta può essere un caso, un po’ di fortuna del principiante, un po’ di entusiasmo. Se la fai due volte non è ancora nulla, lo slancio. Se la fai tre volte inizia ad essere una piccola significativa serie. Alla quarta volta è consuetudine e inizia a significare che quella cosa la sai fare. Lo scorso fine settimana è andata in scena la quarta edizione di Crema 4 Music. Dovrebbe essere ormai superfluo raccontare la logica che sta dietro alla manifestazione di punta di Crema Live Heart. Ma un recap ci sta sempre bene. In anni in cui nell’ambito delle feste estive domina un certo spirito di omologazione riguardante la proposta musicale, ma anche quella legata a food e beverage, questi lucidi pazzi che rispondono al nome di Alessandra Andreoli, Andrea Spinelli e tutto il gruppo che si è coagulato attorno alla associazione, ha scelto di andare in direzione ostinata e contraria.
Niente cover e tribute band, ma solo band che propongono musica originale, niente birra un tanto all’ettolitro ma birre di qualità che non vanno servite con un analgesico a parte per l’inevitabile burnout da lieviti pessimi del mattino dopo (ormai abbiamo una certa età) e niente food di pessima qualità ma reiterazione delle collaborazioni con le realtà di eccellenza del territorio che contraddistingue tutte le proposte di Crema Live Heart.
Insomma, detta così può sembrare una cosa semplice da fare. Ma non lo è. Perché bersi 43 pinte con il rassicurante sottofondo dell’ennesimo pessimo imitatore di Vasco Rossi o di Freddie Mercury è diventata una cosa facile per tutti.
Per fare capire che invece c’è un’altra via al quarto anno questi lucidi folli hanno fatto all-in e hanno chiamato ad aprire le danze una delle band italiane più amate da un certo tipo di pubblico: i Punkreas. La band milanese sta portando in giro le celebrazioni per il trentesimo anno di Paranoia e Potere, il disco del 1995 che ha segnato le coordinate dello skapunk all’italiana e che è stato un po’ uno spartiacque che ha aperto le porte ad una vera e propria scena, prima il peso era tutto sulle spalle degli Statuto, che guarda caso erano passati da Crema due settimane prima.
Boom. Venerdì sera si è vista una cosa che a Crema non si vedeva da anni. Un pubblico saltante, entusiasta, sudato, carico, a cantare in coro tutti i pezzi dello storico disco proposto dall’inizio alla fine in apertura di concerto. Personalmente ho recuperato la voce la sera dopo.
Venendo sul personale anche quest’anno mi sono portato a casa un paio di dischi di gruppo che si sono esibiti e che non conoscevo, i Vintage Violence sentiti sabato sera e gli Amnesia sentiti domenica sera. I primi a cavallo tra l’indie e il post rock, i secondi decisamente in campo metal. Ma bravi tutti. Gli Highway Dream che hanno avuto il compito di scaldare il ruvido pubblico dei Punkreas, i Magazzeno che presto diventeranno di dominio pubblico con la prevista partecipazione a un noto talent, Poison Blackout che tra edm e nu metal ha stupito pur se esibendosi su basi, gli Huranova che hanno chiuso le danze. Da ricordare anche il danzatissimo dj set di Ambra Marie.
Per il resto sono mille fili che questi ragazzi hanno lanciato e teso. La collaborazione con le associazioni territoriali, con le realtà di base, l’apertura mentale nei confronti di un pubblico che esiste ma che ormai non viene più considerato. Discorso che ho fatto mille volte ma che va reiterato perché oh, se arrivi alla quarta volta e già pensi alla quinta… Le cose le sai fare.
La foto che correda il pezzo è di Massimo Cappelleri, poi vedremo anche quelle della fotografa ufficiale della manifestazione Lucia Cirillo perchè attendiamo un racconto dall’interno che pubblicheremo nei prossimi giorni.
emanuele mandelli





