La Giunta comunale ha approvato lo schema di accordo di co-progettazione e il relativo progetto operativo destinato a disciplinare gli interventi di contrasto alla povertà, alla vulnerabilità e all’emarginazione sociale, promuovendo al contempo percorsi di inclusione attiva nell’ambito territoriale cremasco.

Il provvedimento segna la conclusione di un articolato percorso avviato nel 2024 e sviluppato in parallelo alla redazione del Piano di Zona 2025–2027. Un lavoro condiviso che ha visto una stretta collaborazione tra l’amministrazione comunale e gli enti del Terzo Settore, confermando l’importanza di una governance partecipata delle politiche sociali. Sono tredici le realtà del Terzo Settore selezionate, che si sono costituite in un’Associazione Temporanea di Scopo denominata “ATS Connessioni 2.0”. Il ruolo di capofila è stato affidato alla Fondazione Don Angelo Madeo – Caritas Diocesana che gestirà i rapporti tecnici, amministrativi e finanziari con il Comune.

Il risultato è un progetto triennale esecutivo, dal valore di 224.000 euro annui, costruito attraverso un’ampia fase partecipativa pubblico-privata, che pone le basi per una gestione integrata e innovativa dei servizi sociali sul territorio.

1. La rete dell’accoglienza

Uno dei pilastri del progetto è rappresentato dalla rete dell’accoglienza, che coinvolge tutte le realtà disponibili a ospitare persone in condizioni di difficoltà abitativa. Il sistema ha il compito di individuare per ciascun beneficiario la soluzione più adeguata, monitorare costantemente le situazioni e attivare, quando necessario, il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali – tra cui servizi per le dipendenze (SerD), centri psico-sociali (CPS), forze dell’ordine e aziende socio-sanitarie territoriali (ASST).

L’obiettivo è garantire un accompagnamento continuo, dalla fase di emergenza fino al raggiungimento della semi-autonomia, mantenendo un costante raccordo tra disponibilità di alloggi e bisogni delle persone.

  • Il dormitorio :tra gli interventi principali figura il dormitorio, uno spazio dedicato alle persone senza fissa dimora che vivono in strada. Il servizio offre una prima risposta immediata e “leggera”, finalizzata alla protezione e all’avvio di percorsi verso forme più strutturate di accoglienza. La struttura dispone di quattro posti attivi tutto l’anno, a cui si aggiungono quattordici posti stagionali durante il periodo invernale per fronteggiare l’emergenza freddo. A questi si affiancano il rifugio notturno invernale e la mensa attiva 365 giorni l’anno, gestiti dalla Caritas diocesana di Crema. Nella nuova sede è inoltre prevista la sperimentazione di un servizio di accoglienza dedicato alle donne senza dimora.

  • Comunità di prima accoglienza: le comunità di prima accoglienza, come le Capanne dell’Associazione Papa Giovanni XXIII e la Casa di Accoglienza “Giovanni Paolo II” di Caritas Crema, rappresentano il secondo livello del percorso. Oltre all’ospitalità, queste strutture sviluppano progetti educativi individualizzati, condivisi con i servizi sociali, con l’obiettivo di favorire il recupero dell’autonomia personale. In questa fase particolare attenzione è dedicata all’inserimento lavorativo e alla riqualificazione professionale, oltre che al tema dell’abitare, in sinergia con le altre azioni previste dal progetto.

  • Appartamenti di semi-autonomia e una casa per noi :per le persone che raggiungono una maggiore stabilità sono previsti appartamenti di semi-autonomia e il programma “Una Casa per Noi”. Questi strumenti accompagnano i beneficiari in un percorso graduale verso l’indipendenza, attraverso un supporto integrato che include aspetti lavorativi, economici, relazionali e sanitari.

2. Interventi di bassa soglia

Il progetto prevede anche interventi di cosiddetta “bassa soglia”, coordinati da un’équipe composta da assistenti sociali del Comune e dell’Ambito territoriale, insieme ai referenti degli enti coinvolti. Il loro compito è monitorare i bisogni emergenti e garantire l’attivazione di servizi adeguati.

Tra questi rientrano:

  • La mensa sociale, attiva tutto l’anno in via Civerchi 7 (in fase di trasferimento in via Patrini), che dal lunedì al venerdì distribuisce pasti caldi a persone in difficoltà economica o senza dimora.

  • Il centro diurno, aperto tre pomeriggi a settimana, che offre uno spazio di accoglienza durante il periodo invernale con attività ricreative e momenti di socialità e riposo, resi possibili grazie alla collaborazione tra più enti.

3. I Patti generativi

Elemento innovativo del progetto sono i “Patti generativi”, strumenti di presa in carico personalizzata rivolti a singoli, famiglie e gruppi. Attraverso l’utilizzo di un budget di welfare, questi patti coinvolgono attivamente i beneficiari e le loro reti di prossimità.

L’obiettivo è promuovere una metodologia basata sull’approccio relazionale, capace di valorizzare l’autonomia delle persone e il ruolo delle comunità nella cura, rafforzando al contempo il lavoro di rete e l’efficacia degli interventi nelle situazioni di fragilità.

 

“Proseguiamo e rafforziamo un percorso di sostegno alle povertà mettendo al centro la dignità delle persone in condizioni di povertà. Lo facciamo con convinzione, lavorando fianco a fianco con il territorio e con i partner sociali, riconoscendo e valorizzando la loro capacità di ascolto, analisi e progettazione condivisa. Questa attenzione rappresenta una responsabilità ancora più urgente in un territorio caratterizzato da un diffuso benessere economico. Le povertà si stanno facendo multiformi ed occorre uno sguardo di innovazione sociale, oltre al potenziamento dei servizi. In questo contesto, è significativo ricordare la scelta di mantenere il dormitorio aperto durante tutto l’anno, contribuendo direttamente ai costi di un servizio che in passato era sostenuto interamente dai partner sociali. Crema si dimostra ancora una volta, una città dal volto umano e solidale” dichiara il Sindaco Fabio Bergamaschi.

Prosegue l’Assessora al Welfare e Coesione sociale Anastasie Musumary: “Siamo molto soddisfatti del risultato, il nostro territorio negli anni ha consolidato una metodologia di lavoro di rete in sinergia con le  realtà del territorio che si occupano di Welfare. Con questo progetto, il territorio cremasco si dota di uno strumento organico e condiviso per affrontare in modo strutturato le diverse forme di povertà ed esclusione sociale, puntando su integrazione, innovazione e collaborazione tra pubblico e privato sociale“

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