Crema Città Europea per lo Sport 2016 sia opportunità, non la vanità dei soliti

Crema Città Europea per lo Sport 2016 sia opportunità, non la vanità dei soliti

Davvero interessante l’articolo sul fenomeno delle “Città Europee per lo Sport”, pezzo intrigante utile a capire come dopo Cremona 2014, il titolo, probabilmente seguendo la solita consolidata strada tutta cremasca-cremonese sia arrivato sulle rive del Serio. Intanto per il momento, forse intorno all’evento sarebbe buona cosa se scendessero le aspettative perché in fondo trattasi di appuntamento importante, ma non strategico per lo sviluppo del Granducato del Tortello.

Mario Macalli, il Ragioniere del Pallone, tempo fa definì tale kermesse una “Carnevalata”, il consigliere Oppositore Antonio Agazzi (ultimamente particolarmente acuto e pungente) l’estate scorsa espressamente chiese agli organizzatori di provare a promuovere qualcosa di diverso per l’occasione, ma a Crema manca, per ora, un mecenate illuminato come il Cavalier Giovanni Arvedi (non a caso gli eventi più rappresentative di Cremona 2014 furono quelli in orbita arvediana), quindi difficilmente arriverà qualcosa di stratosferico. Mai dire mai comunque perché il sindaco Stefania Bonaldi, Matteo Piloni e il Delegato allo Sport Walter Della Frera, persone serie, da mesi, con altri attori protagonisti (ma la regia rimanga al comune) stanno lavorando all’allestimento dell’anno che verrà consacrato allo Sport.

E un bel traguardo il comune, col recupero del Velodromo attraverso una sinergia Coni (quello centrale), ciclisti, Pergolettese beh l’ha già stato raggiunto. Si perché in vista di Crema Città Europea per lo Sport 2016, più che specchi per consentire ai soliti di specchiarsi in essi, certamente servirebbe inserire la quinta marcia per potenziare le strutture. E’ dunque anche questa, cioè la strada delle strutture, la via da seguire? Mah, lo scopriremo vivendo sicuri che “Crema 2016” saprà sorprendere in un certo senso. O no?

Stefano Mauri

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