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“Ciao, ciao bello, ciao!
Ciao Renato cuore nostro.
Il tuo passaggio terreno è stata luce, quella che ha accesso e illuminato i nostri cuori, così distratti. Vorremmo essere tutti un po’ come te, avere la capacità di amare tutti incondizionatamente.
Grazie Renato per quello che ci hai insegnato. Guidaci da lassù, sempre!”

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Così, nel giorno del suo funerale laico, i suoi Pantelu’, via social hanno salutato il grande e generoso Renato Stanghellini, grande Cremasco dal cuore d’oro che, aiutando sempre il prossimo, si’ ha fatto bella Crema. Quindi Ciao, Renato Ciao, a tutti hai donato ascolto, un sorriso, un gesto e un aiuto concreto… E questo il commosso commento, con un auspicio, del consigliere regionale Dem Matteo Piloni: “Tante persone. Tanta commozione. Tanta gratitudine. In tanti, oggi, per salutare Renato Stanghellini.
E sono certo che, un giorno, Crema avrà una strada o un luogo intitolato a te, Renato, che di Crema sei stato un cuore grande”.

stefano mauri


Discorso Sindaco di Crema alla cerimonia civile in memoria di Renato Stanghellino

Renato carissimo, carissimo amico, carissimo figlio, fratello, amico e compagno di Crema, è arrivato il momento più triste.
Per te, che sei stato pieno di gioia di vivere, di simpatia, energia e generosità, che ancora a lungo avresti voluto donare a Crema e ai suoi cittadini, ai nostri gemelli francesi di Melun e a tutte le comunità che hai raggiunto nei lunghi decenni di impegno civile, ovunque si palesasse un bisogno o anche solo un’opportunità per costruire ponti di relazione cordiale.
Per noi, che di tutto questo abbiamo goduto, assaporando ogni attimo trascorso. Quegli attimi che, oggi, scorrono nella memoria come pagine di un libro bellissimo, appassionante e anche oltremodo divertente, che ciascuno di noi, di tanto in tanto, certamente andrà a risfogliare per ritrovare te e, insieme a te, quel pezzo di noi, certamente il migliore, che riuscivi a suscitare.
Sapevamo che questo momento sarebbe arrivato. Tu stesso, Renato, lo avevi accolto con lo stesso slancio e la medesima determinazione con cui hai affrontato ogni sfida della tua vita. Dalle tue parole degli ultimi giorni traspariva serenità, quella forza tranquilla di chi sa in cuor suo di aver impiegato con profitto il proprio tempo su questa terra. E che il profitto non è mai, giunti al giorno del commiato, l’accumularsi di ricchezze o onorificenze, ma ciò che forse è il suo esatto contrario: il servizio agli altri, l’amore per il prossimo, i semi di Bene che si sono piantati in un mondo che ne dimostra quotidianamente uno smodato bisogno.
Il fatto che tutti, a partire da te, fossimo preparati a questo momento, che si annunciava come imminente ed inevitabile, non toglie nulla all’enorme dolore per la tua perdita, non colma il senso di vuoto che oggi sentiamo così forte in questa piazza. La tua piazza, in cui sei stato protagonista in innumerevoli iniziative di solidarietà, in lunghi anni di impegno politico, così come in memorabili momenti di spensieratezza carnevalesca. Questa piazza oggi gremita di persone accorse per salutarti, colma di pensieri di gratitudine, amore e simpatia per te, che ci piace pensare possano raggiungerti nella tua nuova dimensione, provocandoti quel tuo sorriso aperto, benevolo, talvolta sottilmente ironico, che ci ha sempre scaldato il cuore. Piena di gente e ricca di emozione, ma che si avverte nettamente più vuota. Perché, come mi ha detto nelle scorse ore, commossa, una persona a te cara e che ha ben conosciuto il tuo modo di essere, di vivere – nonché di far vivere agli altri – le situazioni della vita e, in particolare, l’attività di volontariato: “si dice che tutti siamo sostituibili, ma non è vero. C’è chi è insostituibile”.
Ci lasci una grande eredità morale da preservare. Un patrimonio fatto di valori semplici e potenti: apertura, amicizia, empatia, spirito di servizio. E lo faremo, ne siamo certi. Ne avremo cura. Il tuo esempio ci guiderà. Ma sappiamo perfettamente che, senza di te, non sarà più la stessa cosa. Perchè ci mancherà la voce squillante, tesa a dare la carica. La battuta sempre volta a stemperare, ad affrontare le fatiche dell’impegno con la leggerezza dell’animo che rende tutto migliore. La tua mano protesa volta a rendere possibile e concreto un aiuto, che talvolta ci hai insegnato essere presenza fattiva e sincera ancor più ed ancor prima della materialità del sostegno. Perché il bisogno più grande di ogni persona è quello di non sentirsi soli. Ed è per questo che oggi così tante storie di vita così diverse tra loro, nel tuo ricordo affettuoso, si specchiano con un’immagine sola.
Ci mancherà la tua umanità profonda, della quale interpretavi uno spartito del tutto inusuale ed ineguagliabile, anche con quel tocco inimitabile di spensieratezza e sana goliardia con cui condivi le relazioni ed ogni attenzione alle cose più importanti che riguardano le vite delle persone, dando ad esse il sapore autentico di un’umanità sincera. Un’umanità volta a dimostrare che anche quando molte tra le cose del mondo sembrano aver imboccato inevitabilmente una strada differente e apparentemente senza ritorno, esiste ancora per tutti un bisogno esistenziale di comunità. E che è lì, nella comunità coesa, nella consapevolezza che non si è soli in questo peregrinare terreno, che a qualcuno importa del tuo destino – specialmente nel momento del bisogno – e che esiste sempre il modo di ballare con gioia e fiducia sul mondo che vi è conforto, che c’è speranza, che vi è perfetta letizia.
“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Se devo pensare ad un’immagine della tua vita, anzi al denominatore comune di ogni immagine di te che ciascuno di noi serba nel cuore, penso a questa potente frase attribuita ad Italo Calvino. Penso alla tua capacità di trarre il meglio dal peggio, di liberarsi dai macigni morali con cui inevitabilmente la vita grava il nostro incedere, per ballare leggeri e gioiosi sul palco del nostro divenire, incrociando il proprio passo con quello degli altri, sempre accolti con un sorriso ospitale, che è un invito ad unirsi alle danze.
Insieme ai tuoi Pantelù, cui va il nostro sincero affetto, sei stato il cuore grande, genuino e generoso di Crema.
Vivevi per gli altri. Chiunque fosse l’altro, nessuno per te era realmente “altro”. Nessuno per te era uno sconosciuto, perché tutti erano semplicemente amici che ancora non si aveva avuto l’opportunità di conoscere. A pensarci bene, questa è stata l’essenza del tuo essere rivoluzionario.
Questo tuo esempio di vita, praticato in coerenza fino all’ultimo istante della tua vita, anche con i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari che si sono presi cura dei tuoi ultimi giorni, è stato e sarà per noi un grande insegnamento.
Quando dopo una puntura o un qualsiasi gesto di accudimento salutavi gli operatori con il tuo solito, squillante “ciao bélo, grazie!”, oppure “grazie, bambina” – perché nei tuoi pensieri tutto, nell’altro, era bellezza ed innocenza fanciullesca – si riconosceva l’essenza del tuo animo. Si riconosceva Renato, l’unico, irripetibile e inimitabile.
Fino all’ultimo giorno hai amato con il cuore sincero di un bambino e il tuo farti piccolo tra i piccoli, e per i piccoli, ti ha reso grande.
Una grande persona, un grande cremasco, che abbiamo ammirato, stimato e amato. E che non dimenticheremo mai.
Ci piace pensarti ora nella pace del luogo che hai sempre sognato potesse diventare questo mondo. E per il quale hai lavorato indefessamente, perché gli ideali possono nascere nella speculazione intellettuale, così come i valori germogliano nel discernimento morale, ma non possono limitarsi a vivere nell’apparenza delle retoriche di maniera e delle astratte predicazioni, nobilitandosi solo con l’impegno dell’operosità coerente.
Ti pensiamo, oggi, in un mondo di anime libere ed eguali. Un mondo possibile, che hai reso più vicino.
Ciao Renato. Sei stato un dono prezioso e ti vogliamo tanto, tantissimo bene.

La tua Città.

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