Crema e il Granducato del Tortello si aprano guardando al futuro ora, o mai più

Crema e il Granducato del Tortello si aprano guardando al futuro ora, o mai più

Il quotidiano La Provincia e il settimanale Il Nuovo Torrazzo, quindi la stampa vera, seria, ufficiale che conta, da giorni hanno lanciato un dibattito serio, importante e proficuo sulla direzione che dovrebbe prendere Crema (e il Cremasco of course) nei confronti o, (perché no?), indipendentemente dall’Area Vasta che è, sarà, o verrà.

Ebbene, in merito, Stefania Bonaldi vorrebbe spostare intelligentemente l’ottica verso Milano (pensiero sostenuto in parte pure dal consigliere d’opposizione Antonio Agazzi, ndr). E l’idea meriterebbe approfondimenti sulla fattibilità, senza dimenticare l’opzione Bergamo – Treviglio, ipotizzata, o meglio, ventilata da Agostino Alloni il quale vede il Cremasco quale zona da sviluppare sostenendo, saggiamente, (anche) l’agricosmesi, settore questo da tempo nel cuore pure del consorzio vitivinicolo di Franciacorta. Eh … sì, il Granducato del Tortello, del resto da anni basa la sua microeconomia (ma non solo) sulla cosmetica e dovrebbe cominciare a pensare in grande, a fare la voce grossa diventando, sul Serio, quella Cosmetic Valley in salsa cremasca che meriterebbe di diventare.

Ebbene, ragionando in tal senso, urge promuovere una cabina di regia o tavolo di lavoro che dir si voglia concentrando, l’attenzione, sull’economia locale (con la cosmesi naturalmente in primo piano) coinvolgendo la politica del fare (è tempo di costruire non di fare demagogia), il presidente degli Industriali Umberto Cabini (persona in gamba), Renato Ancorotti (ha investito parecchio nella cosmesi nella zona della Pierina – ex Olivetti e sta aspettando la tangenzialina affinchè i mezzi raggiungano i suoi capannoni in sicurezza, ndr), Stefano Agostino e tutti gli altri personaggi in gamba che hanno a cuore il futuro del territorio. Un Granducato che deve aprirsi e cambiare rotta. Adesso o mai più, così come bisognerebbe pensare a un qualcosa per riqualificare, laddove serve, l’area artigianalindustrale dell’ex Olivetti. No?

Stefano Mauri

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