Crema non è una città per ciclisti: fermiamo le biciclette selvagge e barbare

Crema non è una città per ciclisti: fermiamo le biciclette selvagge e barbare

Fermiamo i ciclisti indisciplinati: tanto quelli che sfrecciano, facendo slalom tra i pedoni impauriti nella via dello shopping (via XX Settembre, piazza Duomo e via Mazzini), quanto quelli che, sfidando le auto, attraversano gli attraversamenti in piazza Garibaldi e in piazzale Rimembranze (e non solo) manco fossero alla partenza di un Gran Premio di Formula Uno.

Come si fermano queste biciclette impazzite? Obbligando i ciclisti, con un’ordinanza ad hoc e appositi dissuasori (tra l’altro in alcuni casi gli hanno messi, ma ecco certi spericolati sulle due ruote li scavalcano, ndr) a scendere dalla sella (che tanto il ciclo mica è un cavallo imbizzarrito o una moto potente) passeggiando, o attraversando con calma le strade, serenamente mezzo (ecologico e salutare quando usato correttamente) alla mano. No?

Attenzione: non è che automobilisti, motociclisti e pedoni, per carità, siano sempre un modello da imitare e salvaguardare, ma tra ciclisti normalmente circolanti invertendo (o ignorando fate voi) i sensi di marcia e, mezzi a pedali che scambiano via Mazzini per il Velodromo, beh la situazione non è poi così tanto fluida nella capitale del Granducato del Tortello, cittadina dove tutto scorre (o cambia) per non scorrere (e mutare). Mah…

Stefano Mauri

 

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