Cristina Cappellini: “Abbiamo bisogno di infinito, “In ogni mio tempo” rappresenta le fasi della mia vita. Non mi riconosco nella Lega e nell’Inter”

Cristina Cappellini: “Abbiamo bisogno di infinito, “In ogni mio tempo” rappresenta le fasi della mia vita. Non mi riconosco nella Lega e nell’Inter”

“In ogni mio tempo” (Edizioni Inpuntoacapo) è l’ultima, attesa raccolta poetica pubblicata e soprattutto scritta da Cristina Cappellini, poetessa, scrittrice, ex assessore alla Cultura della Lombardia (durante il quinquennio del governatore Roberto Maroni, ndr) e organizzatrice di eventi culturali. Due parole con la vulcanica, creativa, mai banale e squarciante (certi suoi post social, controcorrente e non allineati aprono scenari) Cristina, beh sono doverose, no?

Cosa rappresenta “In ogni mio tempo”?

Innanzitutto la soddisfazione personale di vedere pubblicate 43 poesie che rappresentano, come un’interpretazione teatrale in 4 atti, la mia vita, le mie esperienze, il mio vissuto.

Cos’è per te la poesia?

E’ rielaborare la realtà, è mettere in versi un qualcosa che si è provato, un’emozione particolare, un mix di sentimenti vissuti.

In ogni mio tempo” e il successo riscontrato da “Per il verso giusto”: vale a dire il progetto, web con una bella pagina sul canale YouTube, virtuale e reale che avete lanciato, tempo fa a Soncino nel nome della lirica, beh sono esempi concreti che testimoniano, al meglio, quanto sia ancora attuale il desiderio di poesia. O sbaglio?

Abbiamo bisogno di emozioni dense e profondamente vere, non siamo nati soltanto per correre, per seguire o inseguire scienza, progresso e tecnologia. Il mondo è materialista e frenetico, ma se ci guardiamo un attimo dentro, senza dubbio, attualissimo e forte sentiremo il bisogno di infinito, la necessità di andare oltre.

La tua Inter, squadra di famiglia considerando che Renato, tuo papà, nel team nerazzurro ci ha giocato, che poesia sarebbe?

Allora quella di Massimo Moratti era un’Internazionale romantica, questa realtà non mi appartiene. Tra le altre cose ho sentito di un fondo saudita interessato a rilevare il sodalizio interista di Suning e a questo punto mi chiedo: dalla Cina all’Arabia che ne sarà della gloriosa Inter? Mah…

Sei favorevole alla costruzione di un nuovo stadio a Milano sacrificando, eventualmente, San Siro?

No il leggendario Meazza è un simbolo, ma conta essenzialmente il business ormai e ahimè oggigiorno.

E la politica in quale stile poetico la inquadreresti?

Questa sorta di partito unico centrale non mi ha mai entusiasmato, anzi, la questione mi lascia l’amaro in bocca. No, decisamente, non mi rappresenta questo spaccato politico oggi dominante con la politica by passata, da retroguardia, ritirata, ripiegata su se stessa, chiusa nei palazzi.

In giro per l’Italia per presentare la sua autobiografia, l’ex premier Romano Prodi sta ottenendo consensi e apprezzamenti ovunque. Guardare indietro sembra essere la tendenza dominante. Tuttavia voi leghisti sembrate poco propensi a ricordare la Lega Lombarda di Bossi, o sbaglio?

Premessa: in questa Lega non mi riconosco, detto ciò ci sono leghisti tuttora attenti a ciò che siamo stati e recentemente, in occasione del compleanno di Umberto Bossi, a Pontida è stato organizzato un importante momento teso a ripercorrere proprio quei tempi. Politico attento, attualissimo e acuto, Umberto esprimeva concetti d’avanguardia ai suoi tempi, era un illuminato; non a caso ha formulato concetti e timori poi avveratisi. Purtroppo la malattia l’ha colpito probabilmente nel momento topico della sua vita pubblica e amministrativa. Sono grata e riconoscente nei suoi confronti e altri leghisti ed ex militanti la pensano come la sottoscritta.

stefano mauri

 

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