Danilo Toninelli, storia di una presenza discreta che è diventata mediatica (sarà ministro?)

Danilo Toninelli, storia di una presenza discreta che è diventata mediatica (sarà ministro?)

Alla fine sulla lunga distanza si è rivelato il più mediatico degli onorevoli cremaschi. Più di Cinzia Fontana, che è apparsa sulla stampa nazionale per il suo meritevole picco di presenze in parlamento; più di Franco Bordo, che ricordo agli onori nazionali per un cartello esposto in parlamento durante una discussione. Più degli altri che in qualche modo sfiorano il territorio e di cui adesso non ricordo neppure il nome.

Danilo Toninelli è diventato uno degli uomini di punta del Movimento 5 Stelle. Prima per il lavoro legato alla legge elettorale, poi per quello legato all’elezione dei giudici della consulta, eletti nei giorni scorsi. Operazione strategica per far “fuori” Berlusconi e avviare questa alleanza tra Movimento 5 Stelle e Pd, che ha fatto gridare all’inciucio alla base del M5s dal blog.

Un giovane, ha 41 anni praticamente un fighetto stando alla gerontocrazia da prima repubblica. Nato a Soresina il 2 agosto del 1974, è laureato in giurisprudenza, ha fatto pure il Carabiniere prima di finire a fare l’assicuratore. Così l’abbiamo conosciuto. Giovane, carino e in strada.

Appare assieme al gruppo di giovani 5 stelle cremaschi. Ma sembra stare un passo indietro ai vari Boldi e Di Feo. Non eletto alle regionali del 2010, non eletto alla amministrative del 2012. Entra invece alle politiche del 2013. In pochi credono possa essere una presenza di rilievo in parlamento.

Invece prima fa il vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni, poi si mette a studiare attorno alla legge elettorale. Fa parte della delegazione che va da Renzi a spiegare la legge elettorale secondo i 5 stelle, il Democratellum. E’ il 25 giugno del 2014. Da allora diventa una delle figure dei 5 stelle più mediatiche e televisive.

Giusto un passo indietro ai colonnelli che si sono affermati dopo i primi volti bruciati. Per la questione giudici della consulta ce lo ritroviamo sui giornali nazionali un giorno si e uno pure. Anche se a Crema le critiche per il poco lavoro legato al territorio ogni tanto arrivano continua a depositare interrogazioni legate a problemi territoriali.

Più volte indicato nei vari governi ombra firmati 5 stelle. Se i M5s andasse in qualche modo al governo, e questa alleanza con il Pd per i giudici della consulta potrebbe essere una prova generale di un accordo che non era riuscito all’inizio (ricordate la tragicomica diretta dell’incontro con Bersani?), Toninelli potremmo trovarcelo ministro.

Bruno Mattei (con un paragrafo di Stefano Mauri)

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