DDL STUPRI: IL “DISSENSO” AL POSTO DEL “CONSENSO” CI RIPORTA INDIETRO
In Commissione Giustizia al Senato, a fine gennaio, è stato approvato un testo sul reato di “violenza
sessuale” che peggiora la normativa attuale e ci riporta a un passato di cui nessuna di noi ha
nostalgia.
Il Disegno di Legge era nato lo scorso novembre da un’iniziativa bipartisan (ricordiamo la mediatica
stretta di mano tra Meloni e Schlein) con l’intento dichiarato di far avanzare la tutela contro la violenza
sessuale, esplicitando nel Codice Penale il principio del consenso libero, esplicito e revocabile
in materia sessuale: un principio già previsto dalla Convenzione di Istanbul e già riconosciuto dalla
giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Nell’ultima versione, redatta dalla senatrice Bongiorno, il “consenso libero, consapevole,
inequivocabile e revocabile” è stato sostituito dalla formula della “volontà contraria all’atto sessuale”
e dal riferimento alla possibilità, o meno, di “esprimere il proprio dissenso”. Poco ci importa che –
nella stessa riscrittura – siano state inasprite le pene: aumentare le pene non serve a nulla se,
nelle aule dei tribunali, le donne rischiano di diventare vittime una seconda volta, perché – se
quel testo passasse – sarebbe di fatto su di loro che ricadrebbe l’onere di dimostrare di aver
espresso il dissenso.
In altre parole: sarebbe la donna a dover provare di aver fatto qualcosa per evitare di essere stuprata,
invece di concentrare indagini e prove su ciò che ha fatto l’imputato.
Se ci pensiamo bene, si tornerebbe a giustificare l’uomo come “cacciatore” dalle “pulsioni
incontenibili” e a considerare la donna vittima di violenza come colei che non è riuscita a trattenere
o contenere l’azione maschile.
Se si vuole davvero evitare la vittimizzazione delle donne nei tribunali, se si vogliono davvero
proteggere ragazze e donne che trovano la forza di denunciare, l’unico criterio possibile è quello del
consenso, non certo quello del “dissenso”.
Per questi motivi anche a Cremona si è deciso di aderire allo stato di mobilitazione permanente
promosso dai Centri antiviolenza D.i.Re e da numerose organizzazioni, attraverso un’assemblea
pubblica che si è svolta lo scorso 28 gennaio.
Il 15 febbraio, come in altre 100 piazze italiane, le donne e chiunque al loro fianco, manifesteranno
il loro profondo dissenso rispetto al DDL così come rivisto dalla senatrice Bongiorno.
Invitiamo tutte, tutti e tuttu al flash mob che si terrà domenica 15 febbraio alle ore 16.15 in Piazza
Roma.
AIDA Centro Antiviolenza di Cremona – MIA Centro Antiviolenza di Casalmaggiore – ADCV Centro
antiviolenza di Crema – Collettive 365 – Donne CGIL Cremona – ARCI Cremona – Donne Senza
Frontiere di Cremona – Amici di EMMAUS… (altre realtà in adesione)
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