De Fondulis, l’architetto scultore protagonista, con le sue opere, in varie chiese tra Milano e il Granducato del Tortello

De Fondulis, l’architetto scultore protagonista, con le sue opere, in varie chiese tra Milano e il Granducato del Tortello

A Milano per un impegno dalle parti di Corso Italia, come molte altre volte, per caso mi sono imbattuta nella basilica di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso. Dico “per caso” perché la chiesa è protetta da un “quadriportico” e stavolta il portone di accesso era aperto e mi ha incuriosito varcarne la soglia.
Sono rimasta letteralmente incantata, in particolare dalla facciata rinascimentale manierista, ma poi da tutto il complesso, che tornerò a visitare sicuramente.
Non avevo molto tempo a disposizione e me ne sono andata a malincuore. Arrivata a destinazione, mentre ero in attesa, ho colto l’occasione per qualche primo approfondimento sul web, colpita da quanto avevo appena scoperto. E così, sempre per caso, ho trovato che all’interno, nel tamburo, in 12 nicchie alloggiano 12 statue degli apposoli modellate in terracotta da Agostino De Fondulis, scultore e architetto nativo di Crema vissuto a cavallo fra il ‘400 e il ‘500…

Così postava nei giorni scorsi, sulla sua pagina Facebook, Stefania Bonaldi, sindaco di Crema. Chi è il De Fondulis?

Beh … Nacque verosimilmente a Crema ove si hanno notizie della bottega dei De Fondutis, prima del loro trasferimento a Padova, città dove era vivo l’eco di Donatello e di Mantegna. In virtù di questa permanenza nella città veneta, i contemporanei chiamarono Agostino de Fondutis “il Padovanino”. I legami stilistici col Mantegna fanno supporre un periodo di suo possibile soggiorno a Mantova. Si hanno notizie della sua attività tra il 1483 e il 1522.

Nel 1483 la sua fama di plasticatore doveva già essere diffusa, dal momento che Agostino venne chiamato a Milano, nella chiesa di Santa Maria presso San Satiro (che l’Amadeo stava ristrutturando), per realizzare il gruppo in terracotta raffigurante il Compianto sul Cristo morto (tuttora in sito vedi foto). Pochi anni dopo, su sollecitazione del Bramante, gli fu affidata la decorazione in cotto della nuova sacrestia, con un fregio di teste di profeti e di putti e un altro di centauri. L’apparato decorativo comprendeva anche 36 figure in terracotta all’esterno (rimosse nel XVIII secolo).

La elevata qualità artistica delle opere realizzate in Santa Maria presso San Satiro valsero al De Fondutis ulteriore notorietà: grazie alla collaborazione con l’Amadeo, gli furono in seguito allogate notevoli commesse, come le statue degli Apostoli per le nicchie del tamburo di Santa Maria presso San Celso a Milano (1502).

Agostino apprese molto dal Bramante e dall’Amadeo tanto da poter assumere incarichi anche come architetto; acquisì in particolare quei modi stilistici, colti e classicheggianti, che poi si sarebbero diffusi ampiamente in Lombardia, pur innestandosi su tradizionali linguaggi compositivi (a cominciare dalla predilezione per le decorazioni in cotto).
Assieme a Giovanni Battaglio da Lodi assunse, nel 1484, l’incarico per la fabbrica e la decorazione del palazzo Landi a Piacenza.

Progetti di altre opere architettoniche eseguiti dal De Fondulis sono il Santuario di Santa Maria della Misericordia di Castelleone(1513) e la Parrocchiale della stessa città (1517) e l’ex chiesa di Santo Spirito e Santa Maddalena a Crema (qui Agostino realizzò anche un altro Compianto, da identificare con ogni probabilità con il gruppo fittile ospitato ora nella Pieve di Palazzo Pignano). (fonte Wikipedia)

Ah … per la cronaca, per quanto riguarda la Pieve di Palazzo Pignano, a quanto pare il giallo sarebbe stato risolto con l’attribuzione della straordinaria opera allo stesso De Fondulis…

stefano mauri

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