Destra e sinistra, perchè Sussurrandom non ha una collocazione politica precisa

Destra e sinistra, perchè Sussurrandom non ha una collocazione politica precisa

C’è una foto storica, scattata prima dell’apertura della Festa già Democratica del 2010 che ritrae il gruppo dirigente del Pd cremasco-cremonese sotto un maxi striscione. Era un tricolore di sei metri per due con il faccione di Peppino Garibaldi e la frase presa di peso dall’hit di De Gregori: “viva l’Italia, l’Italia tutta intera”. Una roba che negli anni ’70 avresti trovato alle feste dell’Msi, tutte patria e famiglia. Allora considerammo, ironizzando un po’, che i valori della destra nazionale, in quel periodo in balia agli ultimi fuochi del berlusconismo d’azione e di sesso, prima della decadenza da ospizio, li avesse adottati la sinistra: patria, famiglia e religione. Era lo slittamento dei partiti di gaberiana memoria che aveva, come sempre, ragione quando diceva:

 la mamma una santa, azione cattolica, destra della Dc del dopoguerra, ha votato Pci.  E allora uno dice, come’ è cambiata la mamma eh? Che dialettica. No, la mamma è rimasta uguale, tale e quale, sono i partiti che sccccc, slitten, slittano”.

 

Era lontana ancora la Bonaldi con il suo sfondamento al centro che è passata da Gianni Risari a Matteo Renzi in un battibaleno, transitando dal Pd cremasco, quello radicale bersaniano, mostrando scaltrezza politica tanto da entrare nel direttivo nazionale e puntare la barra a Roma, e lasciando al palo il renziano della prima ora il promettente e puro Jacopo Bassi, che nel 2010 aveva ancora i calzoni corti.

Il Pd cremasco pareva una bella famiglia unita pronta a riprendere in mano le sorti della Città Giocattolo. Ora non ricordo se già si ventilasse la candidatura della Bonaldi. Ma credo che si pensasse vox populi che sarebbe stato Agostino Alloni a candidarsi. Dopotutto lo avrebbe voluto già fare al posto di Risari. Insomma sembrava che fosse in atto una evoluzione naturale che avrebbe riportato alla città un periodo di tranquillità amministrativa come per la maggior parte dei dieci anni di Claudio Ceravolo.

Qualche notte fa ho sognato La Russa e Fini, e poi ho anche fatto un sogno erotico che aveva per protagonista Giorgia Meloni. E mi sono svegliato sudato con in testa il già citato monologo di Gaber:

“i partiti slittano, uno da vecchio non vota più come prima, e quindi si trova a essere più rivoluzionario, nominalmente. Vede, io c’ho un figlio, extraparlamentare, non beve eh gente seria, che non scazza, ecco, se rimanesse lì, Dp quella roba lì, tra tre o quattro anni, partito di centro”.

E allora mi sono messo a pensare a quante volte dal 2012 non mi sono trovato d’accordo con questa amministrazione. Ma starò mica diventando di destra? Mi sono chiesto con terrore considerando che adesso la sera me ne sto in casa, non fumo, non bevo, non ho idee estremiste su temi pelosi, non vado a cene No Tav (della Tav non me ne frega anche nulla in tutta onestà), sostengo che in città ci sia un problema sicurezza che è usato come campo di battaglia, penso che la prostituzione vada legalizzata come va dicendo la Lega, ho storto il naso ai 2000 euro spesi per i Manifesti.

Dio che paura. Ma poi penso anche che sostengo l’autodeterminazione delle donne e la difesa della 194, che ho amici omosessuali che mi piacerebbe che potessero sposarsi e avere gli stessi diritti degli altri… Allora non sono diventato di destra. O forse solo un po’. O magari sono solo uno che si è formato delle idee che possono stare di qua o di la dagli schieramenti politici?

Qualche giorno fa un caro amico in un commento su Facebook legato ad un articolo di Sussurrandom ha sostenuto che non dovrei dare spazio a certe voci sul sito, riferendosi all’ormai mitologico personaggio del Pasquino Cremasco, che ci tengo a sottolineare non ho la più pallida idea di chi sia. Ma perché? Mi chiedo. Questo sito è un ring, una palestra, uno spazio realmente libero dell’informazione cremasca. Iniziato come esperimento messo su assieme all’amica Barbara Locatelli, che richiamo alle armi visto che la sua firma manca da un po’, è via via diventato uno spazio di aggregazione e di sperimentazione bipartizan.

Qualcuno in città ha pensato che dietro ci possa essere un qualche strano progetto, tipo una lista civica, o che io sia improvvisamente diventato di destra. Un caro amico politico, di destra, dice che ho i geni troppo rossi per poter diventare un reazionario. Ha ragione. Ma credo di essere anche una persona aperta e di buon senso. Ci stiamo avviando verso i 1500 articoli pubblicati e abbiamo girato la boa del primo anno di vita del sito. Un progetto come detto iniziato quasi per gioco ma diventato una voce rispettata e osservata dell’informazione locale. Cosa ci sia dietro non lo dico. Scopritelo da soli.

em

 

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