Dietro le quinte con Mirko, eliminare Hulk la nuova priorità della sindachessa

Dietro le quinte con Mirko, eliminare Hulk la nuova priorità della sindachessa

La sindachessa scendeva le scale a chiocciola del municipio della Città Giocattolo tallonata a uomo (o a donna?) dal Muto di Sorrento in lacrime. “Sei davvero un fighetta. Meno male che non ti avrò mai più sotto gli occhi. Allora hai scelto di dimetterti? Adesso fuori dalle balle”. “Ma io…”, cercava di dire piagnucolando il Muto, ma mentre cercava di finire la frase un frastuono terribile risuonava nell’atrio. Era uno scatolone pieno di cose che piombava giù dal terzo piano del comune. Erano le cose del Muto sloggiate in fretta e furia dal Giovane Vecchio che allegro canticchiava:  “Lucy la fredda stava zitta seduta sulle scale e i ragazzi del trasloco per fare in fretta la trattavano male”, pensando che le parole di Traslocando di Ivano Fossati erano davvero perfette per l’apertura della sua newsletter settimanale.

Ma noooo, le mie cose, si rompono tutte”, aveva piagnucolato ancora di più il Muto di Sorrento. A peggiorare la situazione ci aveva pensato Il Dottore che entrando aveva calpestato le masserizie sparse a terra, “il mio ufficio qual è quindi? Se ne va uno e arriviamo in due”. Era preoccupato visto che il Giovane Vecchio contava molto più di lui e si era già piazzato in posizione strategica per sbirciare nell’ufficio della sindachessa.

In quel momento era entrato in comune il Bel Renee. Tutto aveva preso a muoversi a rallentatore come sempre quando degnava i mortali della sua presenza. Aveva visto il Muto di Sorrento in ginocchio sulle sue povere cose e si era avvicinato come per consolarlo. E gli aveva detto: “La più grande ambizione di Flaubert era scrivere un romanzo sul niente, se ti avesse conosciuta avrebbe avuto un grande spunto”, poi aveva deciso di andarsene tanto per quella settimana aveva già fatto decisamente troppo. L’azienda di pneumatici e gomme da masticare lo aspettava.

Dalla piazza era sbucato il Lungo. “Siete i soliti marxisti leninisti. Lo so che state facendo di tutto per prendere possesso della bocciofila. Lo so bene che avete mandato due dei vostri in avanscoperta”, visto che i due erano Super Milf e il Paramedico il Lungo non si preoccupava più di tanto, e della bocciofila in fondo gli fregava poco. Ma non aveva trovato altro spunto per rompere i maroni quella settimana. Le cose belle se le erano già prese tutti gli altri. Soprattutto Boldi & De Sica che avevano messo su un can can per la gestione delle macchinette delle bibite del comune che cavolo il Chinotto deve essere pubblico e non privatizzato. E poi basta Coca Cola alle scie chimiche. Quella fa male.

Sai quanto ce ne fotte della bocciofila e di quell’incartapecorito del suo presidente? Era giusto per tenere impegnati quei due inutili esseri”, aveva tagliato corto la sindachessa. In quel mentre Hulk, il presidente della bocciofila, cosi detto perché alla sua veneranda età di 134 anni aveva assunto un colorito verdognolo, era apparso nell’atrio del comune e aveva chiesto alla sindachessa: “signorina vorrei prendere un appuntamento con il sindaco. Quando è possibile trovarlo?”. “Portatemelo via”, aveva urlato la sindachessa che per un attimo aveva preso la stessa espressione facciale de La Cosa dei Fantastici 4, “altro che occupazione della bocciofila. Io vi faccio cementare i campi per fare una bella autostrada a 4 corsie per l’Expo” e così dicendo se ne era andata sbattendo la porta alle sue spalle proprio sul povero musetto del Muto di Sorrento che continuava a piangere.

Mirko Treviglio

 

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