Dietro le quinte con Mirko, il vero dramma della Città Giocattolo? La miopia della sindachessa

Dietro le quinte con Mirko, il vero dramma della Città Giocattolo? La miopia della sindachessa

Mi fa male la gola maledizione”, tossicchiando e sputacchiando la sindachessa scendeva dalle scale del municipio della Città Giocattolo, “troppo inquinamento nell’aria quando vado a correre respiro un sacco di schifezze”. “Ci vorrebbe una settimana ecologica e le bici a metano”, si era affrettato a dire il Muto di Sorrento, che da qualche giorno stazionava sull’atrio del comune dopo che, a seguito di una richiesta di dimissioni avanzata dal Terence Malick della bassa, si era allertato per farsi vedere attivo. Non sapeva che il suo ufficio era stato subaffittato al cerca soldi e allo scrivi comunicati che avevano fatto subito comunella tra loro. “Ma che settimana ecologica”, lo aveva zittito la sindachessa, “ritieniti fortunato di essere ancora al tuo posto”. Il Muto l’aveva sfangata, per ora, perché il suo accusatore si era scoperto affetto da Licantropite a seguito di un esame del sangue sballato, ma questa è un’altra storia.

Io farei un paio di belle ciclabili per le frazioni”, aveva proposto il Giovane Giovane smettendo per un attimo di giocare a pallone davanti al comune, “così possiamo evitare di aggiustare il ponte che sta crollando, li facciamo girare tutti in bicicletta no? E più gente in giro in bici, più vita, più controllo”.

Ma tu non dovevi andare a cambiare le lampadine ai giardini e al mercato? Facciamo che non esca sulla stampa che per risparmiare hai comprato uno stock di lampadine Osram del 1967 che consumano come una centrale nucleare e si bruciano ogni due per tre”, l’aveva zittito la sindachessa.

In quel momento aveva fatto irruzione in comune il Giovane Vecchio che di ritorno dal suo viaggio nella capitale d’Europa, Simferopoli, stava provando l’attacco della settimanale newsletter: “E se ci portano vie la armi come facciamo la guerra dimmi? Coi bastoni!”. Non poteva che essere una frase presa da Non siamo mica gli Americani di Vasco Rossi a fare da guida al comunicato alla Città Giocattolo che ogni settimana vergava e spediva, senza che nessuno lo leggesse a parte il Lungo e il Largo per cercare pretesti per attaccarlo. Aveva deciso di usare la dotta citazione vascorossiana a seguito della notizia che anche la caserma dei CC era a rischio chiusura dopo il tribunale, la latteria del borgo, l’edicola della Coop, le cabine telefoniche e i negozi di dischi. “Finirà che mi tocca andare a comprare i dischi sull’internet”, aveva sentenziato il Giovane Vecchio mostrando tutta la sua conoscenza del mezzo tecnico.

Io avrei una geniale soluzione al problema delle PM10”, aveva detto Super Milf, inascoltata come al solito mentre si era palesata trascinando un plico di cartellette contenente un progetto sottratto ai CriCri Boldi & De Sica, che tra le pause tra un film e l’altro producevano più incartamento di quello prodotto dal Concilio Vaticano II e dall’Internazionale Socialista assieme sterminando più piante loro che un sano incendio estivo ad ogni idea ecologica. “La metto dove al solito?”, aveva chiesto Super Milf inascoltata, poi aveva appoggiato l’incartamento proprio a fianco del tritura documenti piazzato in comune dal Comitato carnascialesco per fare i coriandoli.

In quel momento era arrivato nelle redazioni un comunicato del Largo che stigmatizzava, parole testuali, “la miopia della sindachessa che non vedendo l’allarme sicurezza si era schiantata contro un palo della luce, tra parentesi misteriosamente intitolato al Palo della banda dell’Ortica”. “No”, aveva detto la sindachessa massaggiandosi la botta in testa, “gli occhiali non li metto. Già mi chiamano maestrina”.

Mirko Treviglio

 

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