Difendere la satira quando fa comodo, l’assalto a Charlie Hebdo scatena il dibattito nella Città Giocattolo

Difendere la satira quando fa comodo, l’assalto a Charlie Hebdo scatena il dibattito nella Città Giocattolo

I sanguinosi fatti di Parigi hanno aperto tante discussioni. Trovo molto interessante quella legata alla libertà di stampa soprattutto legata alla satira. Tanti spunti dal variegato mondo di Facebook. In prima battuta ho sorriso quando ho visto il post di Daniela Santanché che propone di stampare Charlie Hebdo anche in Italia.

Ma è nel bell’acquario della Città Giocattolo che arrivano gli spunti più interessanti. Io sono Charlie è lo slogan che campeggia sulle bacheche di tutti, tanti, troppi. Stamattina il buon Littiero Taccheretti ricordava ai tanti Charlie dell’area centro destra cremasca un caso di alcuni anni fa. Un piccolo caso della Città Giocattolo. Quando in tanti si stracciarono le vesti per il quadro che ironizzava sul fenomeno pedofilia nella chiesa di Nemo’s. C’era una giunta di centrodestra. E tanti di quelli che oggi inneggiano alla libertà di stampa e di satira da Facebook furono tra le anime dello scandalo Nemo’s.

Fecero rimuovere il quadro dalla mostra di Artshot e partì anche da li la rottura tra i ragazzi dell’ex Consulta dei Giovani e l’amministrazione comunale. Ricordo che il giornale cartaceo quotidiano per cui scrivevo pubblicò la notizia che fece il giro d’Italia in taglio basso e con l’espressa richiesta del direttore di non mettere la foto dell’opera. Che si sa mai che qualche lettore avrebbe potuto essere urtato.

Già la satira è storicamente accettata e un arma di centro sinistra. Davvero? Partendo dalla bacheca del nostro Pasquino Cremasco ricordiamo che in realtà anche il centro sinistra non ama la satira. Sussurrandom ne ha fatto uso spesso, e ne farà uso spesso. I bersagli spesso sono stati personaggi della sinistra cremasca, che non sempre hanno gradito, testimonianze dirette e indirette lo confermano.

Tornando al nazionale qualcuno riportando la vignetta di Vauro a difesa del Charlie Hebdo ricordava quando lo stesso vignettista lo aveva etichettato come stupido e volgare. Negli Stati Uniti le vignette del settimanale non sono mai state pubblicate. In Italia quando Calderoli si presentò ad una trasmissione con una delle caricature di Maometto su una maglietta, fatta da un vignettista Danese e riprese e rilanciate in Francia, successe il finimondo.

Facile bagnarsi la bocca con la libertà di stampa e di satira. A livello mondiale, nazionale e locale. Difficile essere coerenti con se stessi sempre. Al presidio delle matite del 9 gennaio a Crema sono accorsi un sacco di politici del centro sinistra. In testa la sindachessa stampellata. Guardano le foto di alcuni organi di stampa sembra che ci fossero solo quei volti noti presenti.

In realtà no. Per fortuna c’era un po’ di gente della società civile cremasca, e anche volti meno noti. Ma era sempre troppa poca gente e quasi tutta, non tutta per fortuna, catalogabile. Non è facile essere equilibrati in questa vicenda. Bisogna tenersi in equilibrio tra due posizioni antitetiche che rischiano di diventare radicali.

Sempre ieri su Facebook girava la massima: non tutti gli Islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici. C’è molta demagogia in questo. Decisamente. Qualcuno quando ho detto che si attendeva una ondata di indignazione sdegnata da parte delle comunità islamiche ha detto, giustamente, dobbiamo indignarci prima noi. E va bene.

Ma mentre scrivo Rai News 24 da notizia degli ennesimi spari a Parigi, davanti a due sinagoghe. Qualche segnale c’è. L’islam moderato deve prendere le distanze di questo fenomeno ed isolarlo, essere lui il primo a combattere il fenomeno a stroncarlo. Può combatterlo molto più di un servizio segreto. Ad ora non sta succedendo.

Sta succedendo altro. Sta succedendo a livello locale ad esempio che si incancrenisce il discorso. E’ sintomatica la locandina del quotidiano La Provincia di stamattina. Primo titolo, chiudono i negozi storici del centro commercio in crisi, secondo il sindaco dichiara dobbiamo mantenere gli impegni presi con la comunità islamica.

Nulla, si insiste. Mentre il mondo si interroga sull’esistenza o meno di un Islam moderato, su come combattere il terrore, mentre a livello mondiale e locale impazza una crisi senza precedenti la nostra amministrazione pare avere solo in mente solo questo discorso. L’uomo della strada, la casalinga di Voghera, o di Dovera, non capisce. Non riesce a spiegarsi perché mentre la psicosi sale, giustificata o meno, mentre gli interrogativi salgono, motivati o meno, mentre le matite si levano al cielo a difesa della libertà di stampa… una libertà tutta occidentale, qui la discrepanza si fa sempre più profonda.

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