Spettabili Autorità civili, militari e religiose,
rappresentanti delle associazioni dei combattenti e d’arma,
care concittadine e cari concittadini,

oggi, come ogni anno, ci ritroviamo insieme per celebrare la Giornata del Ricordo dei Caduti di Nassiriya.
È una ricorrenza che parla al cuore della nostra comunità e alla coscienza del Paese, perché ci invita non al solo omaggio nei confronti di chi diede la propria vita, ma anche alla riflessione sul significato profondo del servizio alla Nazione, del senso del dovere fino al sacrificio. Di valori che chi indossa la divisa interpreta fedelmente nel proprio campo di azione, in modo manifesto e carico di orgoglio, ma che nessuno può credere possano appartenere solo ad altri, ovvero che possano non interpellare il proprio ruolo nell’ambito della comunità nazionale.

Ventidue anni fa, il 12 novembre 2003, un attentato terroristico colpì la base italiana a Nassiriya, in Iraq, spegnendo la vita di diciannove nostri connazionali: militari dell’Arma dei Carabinieri e dell’Esercito Italiano, insieme a due civili impegnati in attività di cooperazione e informazione.
Uomini e donne che, pur provenendo da esperienze diverse, erano uniti dallo stesso spirito di servizio e dal desiderio di contribuire alla pace e alla stabilità in una terra martoriata.

Oggi li ricordiamo tutti, con profonda commozione e gratitudine. Uno per uno, nome per nome: tenente Massimiliano Ficuciello, luogotenente Enzo Fregosi, aiutante Giovanni Cavallaro, aiutante Alfonso Trincone, maresciallo capo Alfio Ragazzi, maresciallo capo Massimiliano Bruno, maresciallo Daniele Ghione, maresciallo Filippo Merlino, maresciallo Silvio Olla, vice brigadiere Giuseppe Coletta, vice brigadiere Ivan Ghitti, appuntato Domenico Intravaia, carabiniere scelto Horatio Maiorana, vice brigadiere Andrea Filippa, caporal maggiore Emanuele Ferraro, caporale Alessandro Carrisi, caporale Pietro Petrucci, dottor Stefano Rolla, signor Marco Beci.
Ricordiamo, in particolare, i Carabinieri e i soldati che indossavano l’uniforme italiana e ne rappresentavano i valori più alti: il servizio alla comunità nazionale, la solidarietà internazionale, la dedizione, in generale, al bene comune.
Ricordiamo i civili che con coraggio e generosità scelsero di mettere la propria competenza al servizio di un progetto di rinascita.
Ricordiamo soprattutto l’umanità di ciascuno di loro, la dignità con cui servirono il Paese, la forza morale con cui scelsero di esserci, anche lontano da casa, per costruire la pace.

La strage di Nassiriya è una ferita ancora viva nella memoria nazionale, ma è anche un simbolo di coesione e di responsabilità. In quel momento drammatico, l’Italia seppe riconoscersi unita, nel dolore e nella riconoscenza. Da quella tragedia nacque un sentimento condiviso di solidarietà, che ancora oggi riverbera e ci richiama al rispetto verso chi si spende per il bene comune.

Commemorare le vittime di Nassiriya, dunque, non significa soltanto ricordare i caduti.
Significa ribadire il ruolo dell’Italia come Paese impegnato nella promozione della pace, del dialogo e della cooperazione internazionale.
Significa affermare una politica che non cede alla rassegnazione o all’indifferenza, ma che investe nella solidarietà tra i popoli, nella difesa dei diritti umani e nella costruzione di società libere e giuste.

Il nostro pensiero oggi va anche alle donne e agli uomini delle Forze Armate italiane che continuano, in varie parti del mondo, a operare per la sicurezza e la stabilità dei territori più fragili. A loro e alle loro famiglie esprimiamo la più sincera gratitudine, perché con il loro impegno quotidiano tengono vivo l’impegno per la stabilizzazione dei fronti più caldi, con lo stesso spirito che animò i caduti di Nassiriya.

Come rappresentanti delle istituzioni e come cittadini, abbiamo il dovere di custodire quella memoria, di tramandarla, di trasformarla in impegno, civico, sociale e politico.
Ricordare Nassiriya significa riconoscere che la pace è una scelta quotidiana, un compito che ci riguarda tutti.

Oggi, più che mai, il ricordo di quei diciannove italiani ci richiama ai valori che fondano la nostra democrazia e che continuano a indicarci la rotta.

Onore ai caduti di Nassiriya.

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