Dottor Severgnini, così non si dovrebbe fare. O no? Tortelli? Meglio la Gnocca

Dottor Severgnini, così non si dovrebbe fare. O no? Tortelli? Meglio la Gnocca

Innanzitutto una premessa: sono l’ultimo dei pirla ergo, invece di commentare (che non ho tituli direbbe Mourinho) l’endorsement del grande, affermato e applaudito giornalista – scrittore Beppe Severgnini pro Stefania Bonaldi (per carità scelta legittima e progressista) beh forse farei meglio a starmene zitto e in silenzio sul mio marciapiede all’ombra. Ma proprio perché vengo dalla strada, ecco qualcosina vorrei comunque dirla a proposito di queste Amministrative del Tortello, elezioni caratterizzate da una campagna elettorale di rara bruttezza con assoluta pochezza di contenuti.

Sì perché noi cremaschi siamo davvero strani e senza chiacchierare o sussurrare non sappiamo stare. Ora, da mesi intorno alla candidatura civico – partitica di Chicco Zucchi si sprecano voci, chiacchiericci che secondo il gioco delle parti una fazione cavalca e l’altra smorza. E fin qui nulla di strano. Forse, ma non so.

Succede poi che le voci diventano grida amplificate ed amplificabili, magari pure per colpa di quanti invece di spiegare preferiscono silenziare, oppure perché in Italia alla lunga si fa notare chi la spara più grossa. Del resto guardate cosa è capitato al malcapitato Fabio Bergamaschi, tra le altre cose un ragazzo straordinario che, udite, udite tra qualche anno diventerà veramente qualcheduno di importante. Scommettiamo?

Ma torniamo ai motivi che hanno spinto il Severgnini interista (sempre Forza Juve) nazionalpopolare (ma il popsindaco rimane Gianluca Savoldi e il popcandidato Antonio Agazzi) a dichiarare che ecco, se vince uno, per non specificati, ma spifferati motivi, per la capitale del Granducato del Tortello potrebbero aprirsi scenari da volatili per diabetici. Ecco se sostenere la Bonaldi è cosa buona e giusta e lecita, questa seconda parte sussurrata stona tuttavia un pochino perché per intenderci: o i sospetti, sostenuti da prove e provette si dichiarano apertamente, oppure, meglio lasciarli al vento. No?

In questa mia overture ho ribadito che il marciapiede è il mio habitat… e…  per l’appunto viale Repubblica, il Borgo San Pietro, piazza Garibaldi, i giardini di Porta Serio, via Bramante, Ombriano e il campo di Marte, specificando che Crema non è il Bronx e ci si vive bene, evitando demagogie e strumentalizzazioni, meritano maggior approccio e passaggi della polizia locale più frequenti. Così, per vedere l’effetto che fa o, per sapere, eventualmente che ne pensa il buon Beppe Severgnini. Zucchi? Sta macinando chilometri e fa parecchia strada e piedi, pure Stefania Bonaldi dovrebbe percorrere certe vie. Forse, oppure no. Mah. Dulcis in fundo, noi cremaschi strani e provinciali non possiamo lamentarci: quest’anno riavremo due Tortellate consacrate al Tortello Cremasco. Intanto mentre nella vicina e turistica Desenzano, Re Tortello faticano a sapere cosa sia. Morale? Meglio la Gnocca. Ah, ma che avete capito, vi fate deviare dalle voci? Visto che gli spifferi attirano e tirano? Mi riferivo alla Gnocca Cremasca, il piatto inventato da quel genio di Antonio Bonetti.

Stefano Mauri

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