E stavolta la Bonaldi si è incazzata di brutto e la ha cantate ai 5 stelle nostrani

E stavolta la Bonaldi si è incazzata di brutto e la ha cantate ai 5 stelle nostrani

Sì stavolta, incazzata per le ennesime polemiche scaturite dopo una sua iniziativa, nella fattispecie un semplice, incoraggiante riconoscimento assegnato a giovani profughi di buona volontà, Stefania Bonaldi, sindaco di corsa (perché è anche una runner appassionata), dopo una notte di riflessione, sulla sua pagina Facebook, beh ecco non le ha mandate a dire ai 5Steelle nostrani e a qualcun altro.

Stefano Mauri

Ecco il testo integrale del suo intervento:

Il Movimento 5 Stelle locale persegue la mistica dell’essere contro, sempre e a tutti costi, non importa se qualche volta finisce per diventare il gemello della Lega Nord, come nel caso della polemica, cervellotica, del riconoscimento (una medaglia) assegnato dal Comune di Crema ai giovani richiedenti asilo che quest’estate hanno effettuato il controllo dei parcheggi in piscina, mentre ai cremaschi, per i pentastellati, sarebbero riservate solo tasse. Nemmeno il primo Umberto Bossi sarebbe caduto così in basso! Essere umani e ospitali verso degli esseri umani deve sembrare ai 5S di Crema, che non perdono occasione per svelare la loro vera natura destrorsa, una specie di sacrilegio, così si attaccano a delle banalità. Addirittura, nell’ansia di perseguire il loro scopo, attaccare l’Amministrazione, arrivano persino ad elogiare i comuni di Milano, Varese e Cuneo, indicati dal Movimento come esempi virtuosi nella gestione attiva degli stessi migranti. Deve essere la prima volta in assoluto che i 5S elogiano qualcuno diverso da loro stessi, dunque meglio rimarcarlo. Naturalmente ci interesserebbe sapere se i consiglieri pentastellati di quei luoghi condividono l’entusiasmo dei loro amici di Crema.  Intanto, a proposito di premi e tasse, basterebbe che i 5Stelle consultassero i documenti dei servizi sociali, come dovrebbe fare un’opposizione fondata sui numeri e non sul pettegolezzo, verificherebbero che la spesa viene distribuita con equità e secondo i bisogni, senza barriere etniche o penalizzazioni nei confronti dei cittadini cremaschi.  In secondo luogo, si renderebbero conto che il tanto sbandierato Baratto Amministrativo si può realizzare, nella sostanza, in diverse maniere, certo anche sorvegliando le biciclette quando occorre, e non solo attraverso la terapia del lavoro, magari ricordando ai nostri ospiti che il “Lavoro rende liberi”.  Noi continueremo a trattare con rispetto gli esseri umani che vivono nella nostra comunità, a prescindere dal loro credo e dalla loro provenienza, chiamandoli a sentirsi utili, ma non per questo ritenendoli proprietà di chi li aiuta. Attendiamo da loro contributi per migliorare la nostra e la loro vita, per i campi di lavoro aspetteremo che il Movimento vinca le elezioni in primavera.

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