E sul San Domenico Forza Italia scende in campo a difesa del rifondarolo Lazzari

E sul San Domenico Forza Italia scende in campo a difesa del rifondarolo Lazzari

Bilancio consuntivo della Fondazione S. Domenico non approvato. Irricevibile il momento amministrativo utilizzato per tentare di liquidare il presidente Strada.  Mai stata scritta dalle nostre parti, a Crema, una pagina Istituzionale di così basso profilo.  Una responsabilità tutta ascrivibile ad una sinistra pasticciona.  Il buon senso vorrebbe dimissionari tutti e tre i membri nominati dal Consiglio comunale in seno al CDA della Fondazione S. Domenico ed invece nulla di tutto questo avverrà.

In punta di diritto per alcuni, la maggioranza nella fattispecie,  le dimissioni di Lazzari ci sarebbero state e poco importa se ora le voglia ritirare. Fior fiore di parlamentari tradiscono il mandato elettorale per sostenere Renzi mentre al povero e disilluso Lazzari non è consentito alcun ripensamento. Quando si dice della democrazia a senso unico!!! Ma si sa, da quelle parti le cose funzionano così. Non sia mai che si dimettano quelli che erano stati avvertiti dal centrodestra che con queste nomine ci sarebbero stati problemi e che mandavano a sbattere la Fondazione.

Farebbe testo una e.mail del Lazzari di Rifondazione comunista inviata probabilmente al Presidente del PD della Fondazione.  Solo molto tempo dopo il  CDA le avrebbe successivamente ratificate,  già quando però il mondo intero, CDA compreso,  sapeva della sua volontà a ritirarle. Nessuno può far finta che nulla sia accaduto.   Se così fosse i privati avrebbero politicamente sconfinato dentro  una penosa vicenda rispetto alla quale opportunità voleva che ne restassero lontani così che domani si troveranno a subire pure una nomina proposta da  SEL di Bordo che evidentemente non si sarebbe stracciato  le vesta contro Baronio, candidato di Cinque Stelle, senza la certezza di una contropartita politica.

Tutto questa brutta faccenda la città è chiamata involontariamente a subire. Le Istituzioni “abusate” per fini politici. Una mancanza di senso delle Istituzioni inguardabile, inquinante e privo di prospettiva. Una sinistra non più degna di governare la città. Tenteranno domani di porre rimedio a scelte originariamente  profondamente sbagliate e dovute ad una carenza di equilibrio politico oramai latente ma non ci riusciranno. Tapperanno un buco ma non riusciranno ad arginare il danno di immagine e non solo arrecato alla Fondazione. Avvisammo come centrodestra i naviganti per tempo ma la boa di salvataggio lanciata a mare aperto  è stata  respinta con la boria che li contraddistingue ogni volta che rinunciano a confrontarsi con chi come noi ha forte il senso delle Istituzioni.

Imporre un Presidente non condiviso, scegliersi tutti i membri da mandare in CDA, compreso quello spettante alla minoranza, affiancare a “uno” come Strada “esperti di settore” se non addirittura portatori di interessi “culturali e musicali” non poteva che portare a scrivere una brutta pagina per l’autonomia della Fondazione. Così è stato e nulla sarà più come ieri. Le imboscate non portano mai buoni frutti ed oggi qualunque soluzione che non siano le dimissioni di tutti i membri eletti dal Comune risulterebbe una scelta innaturale. Lazzari ha tutto il diritto di fare brutta figura e di ritirare le proprie dimissioni date via e.mail e non ci interessano di certo le quisquiglie giuridiche per sbrogliare una sinistra matassa che è tutta di ordine politico.

Sono finiti fuori “strada”, in tutti i sensi,  fuori “strada” è purtroppo finita la Fondazione ed il Presidente in persona non può non rispondere personalmente di quanto accaduto.   Se prevale trasparenza e buon senso, oltre che buon gusto non c’è alternativa all’azzeramento delle nomine e  ad  una candidatura alla Presidenza condivisa da tutta la città.    Dietro l’angolo chi verrà eletto  a sostituire eventualmente Lazzari sarà stato politicamente avvertito dal parlamentare  Bordo di andare ad  approvare ad occhi chiusi il bilancio consuntivo. Senza se e senza ma. Che pena!!! Sarà un convitato di pietra per non dire un burattino.  Un altro modo, anche peggiore, di infangare le Istituzioni. Al peggio non c’è mai fine, ma in questo caso le responsabilità hanno nome e cognome e si chiamano Bonaldi, PD, Rifondazione comunista, SEL, liste civiche legate alla Bonaldi e Cinque Stelle. Il resto che viene avanti solo giochetti di basso profilo.

 

Gruppo consiliare di Forza Italia

 e Forza Italia

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